Finale scudetto 2015: Tre motivi per cui la Reggiana merita il tricolore

Cinciarini con il 'muro' biancorosso (foto Pall.Reggiana)
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Questa sera gara 7 di finale scudetto tra Grissin Bon Reggio Emilia e Banco di Sardegna Sassari: chi vince è campione d'Italia. Ecco tre validi motivi per cui la Reggiana merita il tricolore.

Siamo arrivati dove tutti i veri amanti della palla a spicchi speravano di arrivare: gara 7 di finale scudetto (diretta Rai 3 alle 21.15). In campo non c'è la squadra che tutti pronosticavano (l'EA7 Emporio Armani Milano, che nel frattempo ha esonerato Luca Banchi), ma la Grissin Bon Reggio Emilia e la Dinamo Sassari. Entrambe si sono rese protagoniste di una cavalcata strepitosa e qualsiasi delle due vinca questa sera potrà dire di aver pienamente meritato il primo titolo della sua storia societaria. Ma ciascuna delle due ha dei meriti specifici per i quali meriterebbe di cucirsi il tricolore sulla canotta. Ecco tre motivi per cui lo scudetto lo meriterebbe la Pallacanestro Reggiana.

- Perché ha scommesso (e vinto) sui giovani: il settore giovanile della Reggiana è da anni uno dei più floridi del panorama nazionale, non solo nel reclutamento di talenti italiani in erba ma anche nell'individuazione di giovani promesse europee (vedi Ojars Silins e Adam Pechacek). La scorsa estate, i forti investimenti su "vecchie volpi" come Diener, Kaukenas e Lavrinovic sono apparsi come la "sbandata" di una dirigenza caduta nella trappola dell'effimero successo immediato, ma alla prova dei fatti i veterani del roster si sono dimostrati (complici gli infortuni) solo i preziosissimi rifinitori di un gruppo in costante crescita tecnica e di personalità. Il vero successo della società emiliana non è stato tanto investire sui giovani quanto prendersene cura, con lo staff tecnico e il GM Ale Frosini, fino a veder nascere le "crisalidi" di questi playoff, pronte a trasformarsi in splendide farfalle. Da Amedeo Della Valle a Giovanni Pini, passando ovviamente per Cervi e Polonara, nessuno dei giovani biancorossi ha tradito le attese. L'Italia del basket non può che esserne grata.

Finale scudetto 2015: Tre motivi per cui la Reggiana merita il tricolore

- Perché gioca la migliore pallacanestro: non che la Dinamo non abbia regalato agli appassionati momenti di grande basket, in particolare quando fa funzionare a dovere difesa press e contropiede, ma il basket d'attacco dei sardi si basa principalmente su iniziative individuali che – per quanto pregevoli – non sublimano lo spirito del gioco di squadra partorito da James Naismith 124 anni fa. Quello della Reggiana invece, che pure non sarà il gioco corale più bello mai visto su un parquet, è senza dubbio il più apprezzabile di questi playoff, e lo è stato spesso anche in stagione regolare. L'interpretazione del pick&roll, con Andrea Cinciarini a dirigere e i compagni a riempire magistralmente gli spazi aperti in area e sul perimetro; i movimenti di classe di Darjus Lavrinovic; quelli di potenza e astuzia di Rimas Kaukenas. Tutti splendidi frutti del lavoro di Max Menetti e dell'esperienza dei suoi uomini migliori, gente di vecchia scuola tecnica e cervello fino. Sarà una coincidenza il fatto che Reggio non ha nemmeno un americano, a parte l'europeizzato Drake Diener?

- Perché Reggio è la città del Tricolore: va bene, questo non è un merito dei ragazzi di coach Menetti, e nemmeno degli attuali cittadini di Reggio Emilia che di certo non assistettero alla prima esposizione della bandiera italiana nel 1797 nell'attuale municipio, né all'evocativo discorso di Giosuè Carducci un secolo dopo. Ma un tricolore cucito proprio sulle maglie biancorosse della Reggiana, condotta alla vittoria da un forte nucleo italiano peraltro nel centenario dell'inizio dell'atroce conflitto che macchiò il tricolore del sangue di tanti giovani uguali a quelli che oggi si battono sul parquet, avrebbe una portata simbolica non trascurabile per uno sport che ha bisogno di trovare i giusti appigli emotivi e narrativi per conquistare le grandi ribalte. Parafrasando lo stesso Carducci, se la Grissin Bon dovesse aggiudicarsi gara 7 sarebbe “più che una festa, più che un fatto”. Sarebbe un avvenimento storico.

>>> I tre motivi per cui la Dinamo merita il tricolore

Crediti: Pallacanestro Reggiana, Legabasket