Finale scudetto 2015: Tre motivi per cui la Dinamo Sassari merita il tricolore

La festa della Dinamo con Samuel Eto'o dopo gara 7 a Milano
Ecrit par

Questa sera gara 7 di finale scudetto tra Grissin Bon Reggio Emilia e Banco di Sardegna Sassari: chi vince è campione d'Italia. Ecco tre validi motivi per cui la Dinamo merita il tricolore.

Siamo arrivati dove tutti i veri amanti della palla a spicchi speravano di arrivare: gara 7 di finale scudetto (diretta Rai 3 alle 21.15). In campo non c'è la squadra che tutti pronosticavano (l'EA7 Emporio Armani Milano, che nel frattempo ha esonerato Luca Banchi), ma la Grissin Bon Reggio Emilia e la Dinamo Sassari. Entrambe si sono rese protagoniste di una cavalcata strepitosa ed qualsiasi delle due vinca questa sera potrà dire di aver pienamente meritato il primo titolo della sua storia societaria. Ma ciascuna delle due ha dei meriti specifici per i quali meriterebbe di cucirsi il tricolore sulla canotta. Ecco tre motivi per cui lo scudetto lo meriterebbe la Dinamo Sassari.

- Perché ha fatto la Sardegna “a spicchi”: se la pallacanestro italiana fosse un'azienda (e la Legabasket, a ben vedere, lo è), dovrebbe essere grata alla Dinamo Sassari per aver conquistato una nuova e grande fetta di mercato, prima solo tiepidamente interessata alla palla a spicchi. Come ha avuto modo di dire anche Gigi Datome, ora in tutta la Sardegna (e non solo nel nord) nei bar è normale discorrere di pallacanestro. Magari più con l'entusiasmo del nuovo appassionato che con la competenza di un vecchio intenditore, ma l'obiettivo di un movimento sofferente come quello del basket italiano dev'essere proprio quello di conquistare nuovi seguaci, ed ora grazie alla truppa di Sacchetti molti sportivi, in Sardegna, preferiscono la palla arancione a quella bianca a pentagoni neri. Già questo varrebbe uno scudetto honoris causa.

Finale scudetto 2015: Tre motivi per cui la Dinamo Sassari merita il tricolore

- Perché la “tripletta” è un'occasione irripetibile: l'occasione di vincere lo scudetto, lo si è detto in tutte le salse, non è mai stata così ghiotta e forse mai lo sarà per due club del genere, destinati a rimanere nell'ombra delle corazzate di turno (prima era Siena, ora Milano, domani potrebbe essere Torino) e accontentarsi al massimo di trofei “secondari” come la supercoppa. Ma tra le due, a ben vedere, è la Dinamo quella che si trova di fronte all'occasione più irripetibile: non solo perché la Reggiana ha un progetto in crescita e – finanze permettendo – potrebbe ricandidarsi a un ruolo di prim'ordine quando i tanti giovani avranno acquisito esperienza, ma anche perché i ragazzi di Meo Sacchetti hanno la possibilità più unica che rara di mettere a segno una “tripletta” con coppa Italia e supercoppa, impresa spesso mancata persino la grande Mens Sana Siena di Pianigiani. Questo incredibile gruppo merita di coronare la sua annata memorabile (Supercoppa, prime vittorie in Eurolega e Coppa Italia) con un tricolore cucito sul petto.

- Perché ha battuto l'EA7 Emporio Armani Milano (tre volte): senza nulla togliere alle due motivazioni di cui sopra, questo è il motivo principe per cui il Banco di Sardegna meriterebbe di alzare il trofeo questa sera. Nessuno, se non a playoff inoltrati, pensava davvero che questa Dinamo (a tratti molto meno convincente di quella targata Diener) avesse veramente le carte in regola per eliminare l'Olimpia in una serie di playoff, nonostante l'avesse beffata in Supercoppa prima e in Coppa Italia poi. E pochi osavano ipotizzare che, dopo le batoste emotive di gara 5 e gara 6 di semifinale, Sanders e soci potessero andare a vincere la “bella” al Forum di Assago. Invece i biancoblù ce l'hanno fatta, riuscendo dove probabilmente qualsiasi altra squadra avrebbe fallito. Se ci stiamo godendo una finale così inattesa ed equilibrata è senz'altro merito di entrambe le compagini (la Reggiana ha compiuto imprese a sua volta battendo alla “bella” Brindisi e Venezia), ma la Dinamo ha un credito “pregresso” in più.

>>> I tre motivi per cui la Reggiana merita il tricolore

Crediti: Legabasket, Facebook