Finale NBA: Golden State si mette l'anello, a Cleveland non basta LeBron

Golden State Warriors
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Scende il sipario sull'esaltante stagione NBA 2014/2015 con l'anello che va in California. Il cuore e la classe di LeBron non sono bastati per sconfiggere una squadra dimostratasi molto più forte.

Alla fine, come era piuttosto prevedibile, LeBron non ce l'ha fatta. Nella notte, a Cleveland, il sesto incontro della finale NBA è terminato 105 a 97 per i Golden State Warriors, che in questo modo hanno portato a casa la serie per 4 a 2. Quarto titolo per la squadra di Oakland, arrivato 40 anni dopo l'ultimo anello della franchigia conquistato nella stagione 1974/1975. Rispetto alle partite precedenti è stata molto meno forte la sfida nella sfida tra LeBron e Curry. Se infatti il leader di Cleveland, per forza di cose, ha dovuto prendere in mano tutti i palloni scottanti della sua squadra falcidiata dalle assenze di Love, Irving e Varejao, nella gara della vittoria Golden State ha messo in prima linea il collettivo. Partita “normale” di Steph Curry (25 punti e 8 assist), accompagnato però dalla tripla doppia di Draymond Green (16 punti, 11 rimbalzi, 10 assist) e dall'ennesima grande prova di Iguodala (25 punti).

I Warriors festeggiano anche su Twitter

La gara. Nei primi minuti della partita la tensione ha bagnato le polveri, ma il primo break decisivo è stato di Golden State che, grazie ad Iguodala, chiude il primo quarto sul +13 (28-15) mettendo subito in chiaro le cose. David Blatt rinnega la scelta (molto criticata) di tenere Mozgov in panchina per abbassare il quintetto, ma la partita discreta del lungo russo (17 punti e 12 rimbalzi) non ha spostato gli equilibri dell'incontro. Golden State si è rivelata più squadra e più continua e se mandi 5 giocatori in doppia cifra, tra cui un sorprendente Festus Ezeli, nella giornata storta di Klay Thompson (5 punti), vuol dire che la profondità del tuo roster è tale da poter sconfiggere anche un mostro come LeBron. Per King James altra gara monstre nei numeri (32 punti, 18 rimbalzi, 9 assist), ma percentuali basse (13/33 dal campo, 50% ai liberi, 20% da tre punti) che svelano tutta la stanchezza di aver dovuto trascinare la squadra praticamente da solo ed il grande lavoro difensivo svolto su di lui da Andre Iguodala.

MVP. L'ingresso di Andre Iguodala in quintetto in gara 4 ha trasformato i Warriors e la serie in generale. Nelle prime tre gare la situazione era di 2 a 1 per Cleveland, poi sono arrivate tre vittorie consecutive per i californiani. Già per questa ragione il titolo di MVP delle finali è più che meritato, dato che c'è davvero tanto Iguodala in questa striscia positiva. Difesa dura su LeBron (che pure nei suoi numeri mostruosi è stato tenuto al 39% dal campo nella serie) e tanta qualità in attacco (16,3 punti di media a partita con il picco di 25 nella partita decisiva) giustificano pienamente la vittoria del Bill Russell Trophy, che va per il secondo anno consecutivo al miglior difensore sul parquet, dopo la menzione per Kawhi Leonard nello scorso anno. Si chiude così la stagione del basket a stelle e strisce; per gli appassionati, non resta che buttarsi tra qualche giorno sul draft, con la mente a ciò che gli azzurri faranno all'Eurobasket 2015. Senza dimenticarci che, in Italia, c'è una finale apertissima tra Reggio Emilia e Sassari.

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