Finale Mondiali 2014: Il flop di Leo Messi

Messi, delusione ai Mondiali 2014
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La sconfitta dell'Argentina contro la Germania è una delusione sportiva di grandi proporzioni per l'albiceleste. Ma la più grande delusione di giornata arriva dal giocatore più atteso, Leo Messi. Scopri di più su melty.it.

A fine partita Messi ha sollevato il trofeo come miglior giocatore di questo Mondiale 2014. Un premio assolutamente inspiegabile e ingiustificato che anche il numero 10 dell'Argentina sembra non aver gradito particolarmente. Una vittoria che non profuma di soddisfazione e gioia come i tanti riconoscimenti ricevuti dal campione argentino, ma che ha quel triste odore di beffa e sconfitta. Germania-Argentina 1-0 non è solo la sconfitta di una squadra e di un popolo che sperava in un ritorno alla vittoria dopo tanti anni di brutte prestazioni. Germania-Argentina è la sconfitta di un giocatore e di quello che doveva essere il suo Mondiale. Leo Messi doveva giocare la partita della vita invece è arrivata una delle più brutte prestazioni di questa edizione e di tutta la sua carriera. Il conato di vomito a fine primo tempo è l'emblema di un Mondiale deludente sotto quasi ogni aspetto. É vero, Messi ha segnato quattro gol, ma non è mai riuscito a risultare decisivo quando la squadra aveva più bisogno di lui.

La prestazione opaca contro la Germania campione del mondo non sorprende particolarmente proprio perché figlia di prestazioni in cui l'Argentina è andata avanti senza l'apporto del suo campione più significativo. Tutti lo hanno aspettato, atteso e coccolato, ma lui probabilmente non ha retto la pressione che gli era stata caricata sulle spalle. La Pulce è esplosa in tutta la sua fragilità: avulso dal gioco, stanco, quasi immobile e mai al centro dell'azione. Anche nei rari momenti in cui sono arrivate alcune azioni personali la gamba è sembrata quasi bloccata, rimasta attardata negli spogliatoi. Una controfigura lenta e spaesata, troppo lontana da quel bellissimo giocatore che tutti hanno conosciuto e apprezzato in questi anni. Questo Mondiale 2014 doveva essere per forza di cose quello della consacrazione definitiva, quello che lo avrebbe portato a diventare il migliore al mondo a superare l'insuperabile Diego Armando Maradona.

Non è successo niente di tutto questo, anzi. Quella punizione a un minuto dalla fine del match è stata il vero emblema di quello che Brasile 2014 ha rappresentato per Messi. Ha avuto sui piedi la palla per aggiustare il risultato. Quella palla è finita alta, altissima, lontano dalla porta così come lontani sono diventati in un sol colpo tutti i paragoni con Maradona e i grandi campioni decisivi con la nazionale. Messi in questa Argentina non si è mai trovato a suo agio: ci ha provato tante volte e ha sempre fallito nel momento più importante. I motivi sono ancora quasi tutti sconosciuti, ma questo è un dato di fatto che per altri quattro anni sarà incontrovertibile. Maradona da solo ha fatto vincere un Mondiale alla sua squadra, Messi non solo non ci è riuscito nemmeno questa volta, ma ha anche galleggiato quasi sotto la soglia della decenza.

Il ragazzo ha forse subito eccessivamente le responsabilità e quella fascia da capitano che non si meritava e non faceva per lui. Il ruolo di grande trascinatore e uomo simbolo non si addice al suo DNA e alla sua personalità, lui non sarà mai il giocatore più carismatico della squadra, ne riuscirà a divenire un trascinatore. Però il suo talento e la sua bravura continueranno a metterlo suo malgrado al centro dell'attenzione. Ma se a livello di club non ha più nulla da dimostrare è in nazionale che le cose dovranno cambiare. Quest'anno non è successo, il suo campionato, per quello che tutti si aspettavano, è stato un flop, ma non vogliamo credere che questa sia stata la sua ultima chance. Vogliamo credere che quando meno ce lo aspetteremo Leo Messi ci stupirà di nuovo. Per ora accontentiamoci di avere in mano una sola certezza incontrovertibile: Maradona sarà per altri quattro anni il migliore di tutti.

Manuel Lai

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