Finale Champions League: Perché la Juventus batterà il Barcellona, parola di un tifoso juventino

La finale di Champions League è Juventus-Barcellona
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L'attesa sta per finire: sabato 6 giugno, all'Olympiastadion di Berlino, Juventus e Barcellona si sfideranno nella finale di Champions League. Il punto di vista di un tifoso juventino sul perché i bianconeri possono riuscire nell'impresa.

La più lunga attesa della nostra storia recente è finita: domani sabato 6 giugno, alle 20: 45 Orario dell'Europa Centrale, all'Olympiastadion di Berlino la Juventus tornerà contro il Barcellona a giocarsi la Champions League a distanza di dodici anni dall'ultima, maledetta, volta. Nonostante sia juventino fino al midollo e la cabala (e Marcello Chirico) me lo sconsigli, penso che la Vecchia Signora possa riportare in Italia cinque anni dopo, ma soprattutto a Torino diciannove, lunghissimi, anni dopo, la benedetta Coppa dalle grandi orecchie. Ci credo a livello tattico: come magistralmente spiegato da 'L'Ultimo Uomo', il Malaga ci ha suggerito che, controllando la fascia centrale di campo con un 4-4-2 posizionato tutto al limite della propria area, l'incubo MSN (per i profani Messi, Suarez, Neymar) si è trovato nella situazione di "poter giocare sempre palla dagli esterni, ma senza poter attaccare fronte alla porta".

La Juventus dovrà far arrivare palle sporche al tridente, in particolare a Messi, isolandolo dai due famelici compagni d'attacco. I frangenti di gioco nei quali il Barça corre i maggiori pericolo sono essenzialmente tre: quando gli avversari lo attaccano con buona ampiezza, sui tiri dalla distanza e sui calci piazzati, momento in cui domani si sentirà però in modo ancora più pesante l'assenza di Giorgione Chiellini. La formazione di Luis Enrique non è quindi invincibile: i nostri dovranno essere pazienti, magari anche subendo il gioco offensivo degli avversari, ma restando mentalmente attaccati alla partita. Dice bene il conte Max Allegri - "non esiste la partita perfetta" - ma, nelle poche occasioni che ci saranno concesse, dovremo essere bravi ad approfittarne.

La Juventus in finale di Champions League grazie alla forza del gruppo
La Juventus in finale di Champions League grazie alla forza del gruppo

Ci credo perché la Finale di Champions League è una partita secca, in cui il Barcellona non dovrà sottovalutare gli avvertimenti di uomini saggi: Patrice Evra e la Fame di vittoria che a volte fa la differenza; Vicente Del Bosque e i tre aggettivi dedicati ai campioni d'Italia: "solidi, freddi, ambiziosi". Ci credo perché il 'no stress' di Allegri ha portato e sta portando i suoi frutti, non solo sul campo ma anche fuori, ultimo esempio il non piangerci addosso dopo l'infortunio di Chiellini - siamo comunque sempre la Juve, avanti senza paura, abbiamo pur sempre eliminato il Real Madrid campione d'Europa! Ci credo perché, non mettendo in dubbio che sono una squadra di marziani, i catalani hanno eliminato un Psg senza Thiago Silva (più Ibrahimovic e Verratti all'andata) e un Bayern Monaco senza Alaba, Badstuber, Ribery e Robben. Ci credo perché Gigi Buffon è ancora uno dei migliori tre portieri al mondo e domani si esalterà, per la scuola difensiva italiana di cui siamo rimasti gli ultimi rappresentanti, perché il nostro centrocampo non ha nulla da invidiare al loro, perché se noi siamo terrorizzati dal trio sudamericano loro non possono stare tranquilli con il nostro duo 'ispanico'.

Messi, Suarez e Neymar: il tridente del Barcellona spaventa la Juventus
Messi, Suarez e Neymar: il tridente del Barcellona spaventa la Juventus

Ci credo perché Allegri, come già spiegato da melty nei tre 3 motivi per cui può vincere la finale di Champions, vanta due successi su due nei confronti diretti con Luis Enrique. Ci credo per i tanti, troppi, punti di contatto fra l'Inter del 'triplete' e la Juventus dell'eventuale 'tripletta' (perché la nostra anima è italiana). Ci credo perché, dopo tre sconfitte 'finali' consecutive noi e tre vittorie consecutive loro, per la legge dei grandi numeri qualcosa prima o poi dovrà cambiare. Ci credo per l'Olympiastadion di Berlino, l'amuleto del calcio italiano. Ci credo perché, dopo le professioni di umiltà dei giorni passati, postando su Facebook la foto con la Coppa Neymar si è pericolosamente avvicinato allo Johan Cruijff del 1994 (e tutti ricordiamo come andò a finire) e certe cose al dio del calcio danno fastidio. Ci credo perché per la Juve sarebbe un cerchio che si chiude, da Berlino (della Nazionale Italiana) alla B, di nuovo a Berlino, sperando che serva anche a ribaltare nuovamente a nostro favore il complesso d'inferiorità nei confronti degli spagnoli. Ci credo perché Pirlo, e forse Tevez e forse Vidal, si meriterebbero di lasciare da eroi. Ci credo perché i gufi, in quello che sembra il nostro anno, non sembrano arrivare all'effetto sperato. E se anche andasse male (ma anche no, se Platini diventa presidente della Fifa non lo vedremo mai consegnare la Coppa nelle mani di Buffon)... "che ce frega di Leo Messi, noi c'abbiamo Padoin... Padoin! ". Fino alla Fine.

Nicola Negri

Crediti: web , Angel Martinez, Getty Images, Miguel Ruiz, uefa.com