Olympiastadion: Come arrivare, storia e curiosità sullo stadio di Berlino

L'Olympiastadion di Berlino
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Juventus e Barcellona si giocano la Champions League 2015 all'Olympiastadion di Berlino, sede della storica finale mondiale del 2006. Leggi su melty la storia dello stadio, le caratteristiche e le indicazioni su come arrivarci.

Conquistati due degli obiettivi stagionali, la Juventus si appresta a giocarsi quello che in realtà obiettivo non era: la Champions League, il trofeo più ambito, che i bianconeri cercheranno di negare al superfavorito Barcellona nella finalissima del 6 giugno. Il palcoscenico della partita che terrà incollati agli schermi milioni di appassionati in tutto il mondo sarà l'Olympiastadion di Berlino, impianto caro soprattutto a noi italiani da quel 9 luglio 2006 che vide i ragazzi di Marcello Lippi laurearsi campioni del mondo. Uno stadio che però – come suggerisce il nome – ne ha viste tante, anche di “storicamente” più celebri di quel Francia-Italia, anche e soprattutto prima della ristrutturazione effettuata per i Mondiali 2006. Ecco le caratteristiche e i momenti salienti della storia dello stadio olimpico di Berlino.

Olympiastadion: Come arrivare, storia e curiosità sullo stadio di Berlino

La storia dell'Olympiastadion, in qualche modo, inizia addirittura nel XIX secolo: i nobili e l'alta borghesia berlinese avevano bisogno di nuovi spazi per lo sport d'élite dell'epoca, l'ippica, e per la costruzione di un ippodromo non troppo lontano dalla città fu individuata l'area nei pressi del Grunewald, ad ovest di Berlino. Il nuovo impianto fu inaugurato nel 1909, ma il vero obiettivo dei regnanti teutonici erano i Giochi Olimpici, e all'architetto Otto March fu chiesto di sviluppare la struttura in un enorme (per gli standard dell'epoca) stadio polisportivo: il 15 maggio 1913, dopo appena 200 giorni di lavoro, ecco sorgere il Deutsche Stadion, con 11.500 posti a sedere e 18.500 posti in piedi. Avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello delle strutture allestite per le Olimpiadi del 1916, che finalmente Guglielmo II era riuscito a portare in Germania. Ma quei Giochi, per tragiche ragioni, non si disputarono mai.

Utilizzato come lazzaretto e poi come centro sportivo studentesco, lo stadio tornò al centro dell'attenzione delle autorità cittadine negli anni '20, e proprio quando il progetto di ristrutturazione ad opera dei figli di March, Werner e Walter, sembrava destinato a naufragare per via della grave crisi economica, il CIO preferì Berlino a Barcellona per i Giochi del 1936, dando indirettamente il via libera all'abbattimento del Deutsche Stadion per la costruzione, sul medesimo sito, dell'impianto olimpico. Nell'agosto del 1936, dopo due anni di lavori contraddistinti da ritardi e controversie (si parlò di una spesa di quasi 40 milioni di marchi, tra stadio e infrastrutture esterne), i Giochi dell'undicesima Olimpiade tennero a battesimo l'Olympiastadion, con la sua iconica "torre campanaria" e la Führertribüne da cui Adolf Hitler assistette inviperito ai trionfi dell'americano di colore Jesse Owens. Ma il Führer non fu certo il solo testimone dell'umiliazione sportiva del Reich: lo stadio poteva infatti contenere fino a 110.000 spettatori.

Olympiastadion: Come arrivare, storia e curiosità sullo stadio di Berlino

L'Olympiastadion fu prim'attore anche del secondo conflitto mondiale, utilizzato come bunker, fabbrica di detonatori, centro d'emergenza per la radiodiffusione e molto altro, e in seguito alla guerra, parzialmente ricostruito dopo i bombardamenti, fu teatro dei campionati di atletica delle potenze vincitrici. Restituito al suo uso ordinario, una prima importante ristrutturazione risale agli anni '70, per i Mondiali del 1974 (vinti dalla Germania Ovest sull'Olanda di Johan Cruijff nella finale di Monaco), dopodiché si è dovuto aspettare il 2000 per un successivo corposo intervento, pianificato già prima dell'assegnazione dei Mondiali 2006 ma giunto giusto in tempo per designarlo come sede della finale. Partita a cui – come sappiamo – la Germania di Jürgen Klinsmann arrivò solo vicina, castigata da Grosso e Del Piero alle ultime battute della semifinale di Dortmund.

Olympiastadion: Come arrivare, storia e curiosità sullo stadio di Berlino

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Oggi, dunque, l'Olympiastadion è un impianto polifunzionale da circa 75.000 posti a sedere (tutti coperti), accattivante perché all'imponente e apparentemente vetusto aspetto esterno si contrappongono la modernità e i colori dell'interno, in particolare il blu dell'Hertha (la squadra di Bundesliga) di cui è tinta anche la pista di atletica. Pista che – checché ne dicano gli amanti degli stadi all'inglese – conserva un fascino inimitabile e trasmette quel senso di grandezza, di “olimpico”, che si addice perfettamente a partite epiche come quella che attende Tevez e compagni.

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