FIGC: Africani "mangia-banane", Carlo Tavecchio contestato

Carlo Tavecchio, 71 anni
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Il candidato presidente FIGC Carlo Tavecchio scivola in una gaffes a sfondo razziale in Assemblea e il mondo del calcio (e non solo) si indigna. Lo scivolone favorirà Demetrio Albertini?

Ogni politico che si rispetti, in Italia, ha nel proprio pedigree almeno due o tre gaffes a sfondo razziale o sessuale, e lui non ha voluto essere da meno. Anche perché sta per diventare il capo della “politica” del calcio, forse quella più discussa e chiacchierata in Italia. Stiamo parlando di Carlo Tavecchio, candidato presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio in sostituzione di Giancarlo Abete, dimessosi dopo la figuraccia della Nazionale di Prandelli in Brasile. E a proposito di figuracce, è proprio una brutta uscita quella di cui si è reso protagonista Tavecchio, ancor più grave se si pensa che l'ha pronunciata venerdì di fronte all'Assemblea della Lega dilettanti (di cui è presidente) che a breve dovrà sostenerlo nella corsa all'elezione: “L’Inghilterra, rispetto a noi è un’altra cosa”, ha affermato Tavecchio. “Individua dei soggetti che possono entrare in base alla loro professionalità. Da noi invece arriva «Opti Pobà», che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio».

Immediata la solita “indignazione all'italiana”, con il popolo del web a scatenare la propria ironia e gran parte del mondo del calcio ufficialmente indignato, anche quelli che magari, sotto sotto, la pensano come lui, e voteranno il 71enne di Ponte Lambro come prossimo massimo dirigente federale. "Sono sconcertato dalla frase di Carlo Tavecchio su Optì Pobà e le banane", ha scritto Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, che ha poi aggiunto (cogliendo un punto importante): "Ma non so se essere ancora più allibito dal silenzio che le ha circondate”. Ma la gaffes è andata oltre la sfera sportiva diventando anche un caso politico. PD e Sel, infatti, hanno immediatamente chiesto il ritiro della candidatura di Tavecchio, lanciando hashtag come #tavecchioNO e #Tavecchiovattene. Inviti che certamente non verranno raccolti dal diretto interessato, pronto a sedersi sulla comoda poltrona di presidente, ma che potrebbero forse rimettere parzialmente in corsa l'altro candidato, Demetrio Albertini, dato per spacciato ormai da più parti a causa dell'assenza di appoggi “politici”. Nei meandri di quella politica del calcio che, come ogni cosa in questo Paese, sembra condannata allo status quo.

Crediti: Archivio web, web , lapresse