Festival Venezia 2015: "Go with me", l'inutile film con (e di) Anthony Hopkins

Go with Me alla Mostra del Cinema
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Presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2015 “Go with me” è un quasi un thriller western al quale manca un inizio, una fine e un motivo di esistere.

Venerdì 11 settembre a Venezia, il lido ci ha graziato con un’altra giornata di sole, il fondotinta cede alle occhiaie e Giuseppe Gaudino, ultimo degli italiani in concorso alla Mostra del Cinema quest'anno, ha presentato “Per Amor Vostro” (qui la recensione) con Valeria Golino, lasciando a questa 72esima edizione almeno una sorpresa per l’autunno del cinema italiano. Con l’opera di Gaudino oggi è stato anche presentato oggi, fuori concorso, “Go with Me” thriller quasi western che vede sullo schermo Anthony Hopkins, Julia Stiles e Alexander Ludwing. Hopkins è anche produttore del film, segno che - per motivi sconosciuti- c’ha creduto nel progetto. Iniziamo col dire che al film manca un vero inizio e una vera fine: “Go with Me” è la storia di tre tizi che si incontrano per caso in una qualche città vicino Seattle, ognuno di loro sbucato dal nulla, diventando una specie di famiglia per un’ora e venti poi, dopo essere riusciti a risolvere i loro tormenti, si salutano lanciando i titoli di coda.

Festival Venezia 2015: "Go with me", l'inutile film con (e di) Anthony Hopkins - photo
Festival Venezia 2015: "Go with me", l'inutile film con (e di) Anthony Hopkins - photo

Lilian (la Stiles) Lester (Hopkins) e Nate (Ludwing), danno la caccia a Blackway, il cattivo della situazione che per un motivo o un altro sta distruggendo la loro vita e quella della città in cui vivono. Tutti i cittadini sono terrorizzati da questo tizio, a malapena lo nominano, neanche fosse Voldemort, ma lo sceriffo non vuole agire perché se la fa sotto; e l’idea di chiamare le forze dell’ordine, che so, da un paese limitrofo, non sfiora la mente di nessuno. Quindi questi tre coraggiosi se ne vanno per i boschi per cercare di ucciderlo e vivere in pace la loro vita. Questo Blackway è uno spacciatore con una rete di clienti che neanche George Jung, ha un solo collega e vive in una camionetta in mezzo al freddo dei boschi, non è chiaro se per amore della vita bucolica o perché è l’unico pusher al mondo ad essere povero in canna. “Go with me” ci lascia qualche inseguimento interessante e la curiosità iniziale che tiene svegli ma si perde nei meandri di personaggi buttati sullo schermo casualmente, una colonna sonora di un diegetico imbarazzante e una (s)conclusione da WTF?. Oggi è stato il giorno di Giuseppe Gaudino, preferiamo ricordare la conclusione della 72esima Mostra del Cinema con lui.

Crediti: youtube, web