Festival Venezia 2013: Is-Tinto Brass, Venezia sdogana l'eros

Tinto Brass
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Tra i protagonisti del Festival del Cinema di Venezia, Tinto Brass si prende la sua rivincita. Celebrato con il documentario fuori concorso “IsTintoBrass”, il maestro dell’eros italiano festeggia 50 di carriera tra scandalo e celluloide.

La parentesi a luci rosse di “The Canyons”, con protagonisti il divo del porno americano James Deen e la turbolenta Lindsay Lohan, non è l’unico richiamo al sesso nell’edizione 2013 del Festival del Cinema di Venezia. Tra i protagonisti della kermesse del Lido, quest’anno, c’è anche il maestro dell’erotismo all’italiana, Tinto Brass. Il regista, 80 anni quest’anno, festeggia 50 anni di carriera dietro la macchina da presa con un documentario presentato fuori concorso al Festival, “IsTintoBrass”. Realizzato dallo storico sceneggiatore e collaboratore di Brass, Massimiliano Zanin, il tributo raccoglie le testimonianze di grandi personaggi del grande schermo che hanno incrociato i loro destini con quelli dell’autore de “La Chiave”, come Gigi Proietti, Franco Branciaroli, Franco Nero e il premio Oscar Helen Mirren, presente nel cast del discusso “Io Caligola”. Dopo anni di ostracismo, Venezia celebra dunque il Tinto Brass “Anarchico della pellicola e inventore di sogni (…) Attento sempre alla forma più che al contenuto”, così definito dallo stesso Zanin.

Il documentario, pur soffermandosi naturalmente sulla svolta erotica compiuta da Brass nel lontano 1983, ne ripercorre in particolare gli esordi, l’apprendistato di gioventù con Roberto Rossellini, il cinema impegnato e politicamente scorretto de “L’Urlo” e altre opere dimenticate, rimpiazzate nella memoria dal voyeurismo e dall’edonismo più recenti. Un impegno che Brass non si è fatto comunque mancare anche negli ultimi anni, come in occasione della candidatura con il Partito Radicale per le Regionali del 2005, accompagnata dallo slogan fetish “Meglio un culo che una faccia da culo”. L’ossessione di Tinto per il lato B (“Specchio dell’anima”, ipse dixit), vera pietra angolare della sua cinematografia, resta immutata nonostante il dolore per la scomparsa della moglie Tinta e l’ictus che lo colpì nel 2010. Accompagnato sul Lido dall’attuale compagna (e musa dei suoi film) Caterina Varzi, un lucido Tinto Brass spende la sua apologia dell’universo femminile: “In un’epoca in cui gli uomini odiano le donne, bisogna capire la loro importanza. La donna è completa”.

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Crediti: archivi, it.cinema.yahoo, guardian.co.uk, fashiotimes