Festival Venezia 2013: Femen vs Tinto Brass, il duello mancato

Le Femen con la regista Ketty Green
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Le Femen sbarcano sul Lido in occasione della presentazione alla stampa del film “Ukraine is not a brothel” della giovane Ketty Green. L’assalto post-femminista dopo il tributo a Tinto Brass: il rimpianto per uno scontro epico a Venezia.

Il Festival di Venezia targato 2013, tra cinema impegnato e riflessioni sui massimi sistemi, vive qua e là di alcuni acuti “audaci” che farebbero inorridire la Buoncostume. L’ultimo, in ordine temporale, è lo sbarco delle famigerate attiviste Femen sul lido. Pugni chiusi, braccia levate (non all’agricoltura, sia chiaro) e grida di battaglia per sponsorizzare il film “Ukraine is not a brothel”, L’Ucraina non è un bordello, realizzato dalla giovane regista Ketty Green. Una narrazione, in forma di documentario, sull’epopea post-femminista del gruppo (fondato da Anna Hutsol) il cui nucleo storico è tutt’ora l’ex paese sovietico sul Mar Nero, solitamente stereotipizzato (nell’immaginario collettivo al maschile) più come meta di turismo hot che come focolaio di riscossa per l’uguaglianza di genere. Eravamo abituati a vedere le Femen in circostanze ben più ardue: sit-in presso ambasciate, blitz in pseudo-dittature o iniziative di protesta in “Stati-canaglia”, il tutto “condito” da arresti, persecuzioni incendiarie e perquisizioni. Oggi, Inna Shevchenko e compagne sono protagoniste di un F-Day in salsa lagunare, con tanto di arrivo in barca alla George Clooney. Poi, come da copione, le foto di rito nel patinatissimo red carpet veneziano, rigorosamente a seno nudo. Fino a qualche mese fa, melty.it documentava i lettori sul covo bellico delle Femen a Parigi. Un’apparente svolta showbiz delle irreprensibili e incorruttibili attiviste in topless.

Festival Venezia 2013: Femen vs Tinto Brass, il duello mancato - photo
Festival Venezia 2013: Femen vs Tinto Brass, il duello mancato - photo
Festival Venezia 2013 - Inna Shevchenko

Al di là del rischio-imborghesimento del fenomeno Femen, c’è il rimpianto per non aver potuto assistere ad un possibile scontro epico sul Lido: la kermesse aveva ospitato, nei primissimi giorni, un “risarcimento” al maestro dell’erotismo all’italiana Tinto Brass. Omaggiato da un docu-film in occasione dei suoi 50 anni di carriera dietro la macchina da presa, l’autore del cult “La Chiave” è stato riabilitato dagli organizzatori dopo anni di confinamento. Brass, in questi anni, ha sempre usato l’arma dell’ironia per sbeffeggiare i detrattori, attraverso numerosi “sit-in” in barca, in compagnia delle sue procaci attrici. Ora, sono le Femen a monopolizzare gli sguardi con i loro riottosi seni al vento. Il neofemminismo settario di Inna e socie contro l’apologia del corpo femminile di Tinto, l'esibizionismo ipocrita contro l'elogio spensierato del sesso. Un’occasione mancata per Venezia.

Niccolò Inches

femen inna shevchenko marianne francobolloFestival Venezia 2013 - Il covo delle Femen

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Crediti: melty.fr, SkyTG24, cineblog, repubblica.it, urbanpost.it, archivi, fashiotimes, melty.it, sudouest.fr