Festival Venezia 2013: Child of God, James Franco dalla parte dei cattivi

Scott Haze e James Franco nella conferenza stampa di presentazione di 'Child of God'
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James Franco è il protagonista di questa quarta giornata del Festival di Venezia, al Lido per presentare il film in concorso ‘Child of God’, insieme al protagonista Scott Haze. Leggi le risposte della conferenza stampa su melty.it.

James Franco l’aveva preannunciato su Instagram ieri sera in diretta dall’aeroporto e ora è qui. Fate largo all’eclettico attore, da oggi 31 agosto al Festival di Venezia in veste di regista per il film in concorso ‘Child of God’ e da domani anche interprete e ispiratore di ‘Palo Alto’ dell’esordiente Gia Coppola tratto dalla raccolta di racconti ‘In stato di ebbrezza’. Una sala conferenze stampa affollata di giornalisti saluta l’ingresso di James Franco e del protagonista di ‘Child of God’ Scott Haze. Il film è la trasposizione di ‘Figli di Dio’ di Cormac McCarthy, autore corteggiato dal cinema per le sue opere crude, animalesche nel cercare l’essenza di un carattere sceso a raschiare la superficie ancora grezza delle pulsioni prima che vengano raffinate dalla società. Scott Haze è Lester Ballard, un reietto che si muove come una bestia tra i boschi del Tennessee - il film è girato in West Virginia - e diventerà un serial killer pur di ristabilire quei legami sociali che gli sono negati. Il richiamo è a Ed Gein, criminale realmente esistito negli anni '50.

James Franco spiega che alla base di ‘Child of God’ c’è il desiderio di esplorare l’isolamento estremo, “è un modo per me di esaminare qualcuno che viene estromesso dalla società civilizzata, qualcuno che è in solitudine e vuole connettersi con gli altri ma non è in grado di farlo”. Nessuna giustificazione del comportamento del serial killer, anche se Lester Ballard è innanzitutto “un povero essere” o come scrive Cormac McCarthy “nient’altro che un figlio di Dio come voi, forse”. Scott Haze si è isolato per tre mesi in una capanna in un bosco per entrare nel personaggio: “È stato difficile ma sapevo che era una grande responsabilità e opportunità. Con un pezzo di pesce o una mela al giorno è stata un’esperienza fisica”. James Franco precisa: “C’è violenza in questo film ma la cosa più estrema è il soggetto, il modo in cui la violenza è trattata. Non è un thriller né un film dell’orrore, ma è lo studio di un personaggio”.

James Franco si dichiara influenzato dai film dei fratelli Dardenne e di Gus Van Sant - quest'ultimo attore in 'The Canyons' - ma invitato a citare un modello per ‘Child of God’ sceglie ‘Taxi Driver’: anche nel film di Martin Scorsese con Robert De Niro “c’è un pazzo, ma lo segui e con la sua pazzia esercita un’attrattiva”. Di solito un personaggio del genere non è il protagonista di un film, ma è relegato a ruoli secondari e, soprattutto, “è visto dalla prospettiva del detective” o comunque dei buoni contro i cattivi senza diritto di replica. Scott Haze si dice d’accordo con James Franco e cita tra i modelli anche il ‘Joker’ di Batman. James Franco si muove tra modelli letterari e ispirazioni cinematografiche, ma s’infastidisce quando si cerca di legare questa scelta alla mancanza di nuove idee: “Questi autori mi forniscono grandi storie, ma mi aiutano anche a migliorare il livello della mia produzione, mi sento obbligato a fare del mio meglio per rendere tutto nel modo migliore. Quando scrivo un originale sono più accondiscendente con me stesso”. Ci pensa Scott Haze a sanare la vera curiosità di tutti, strizza un occhio alla platea e rivela: “No, James Franco non dorme”.

Crediti: James Franco Instagram, Deadline Hollywood, go4celebrity.com, Archivio web, Gloria Anna Folcio