Festival di Roma 2015: "Truth", Cate Blanchett e il “Rathergate” (Recensione)

Truth Cate Blanchett e Robert Redford
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Il Festival di Roma 2015 si apre con "Truth". Leggi su melty la recensione del lungometraggio che vede come protagonista Cate Blanchett.

Se c’è un’attrice che come le dive d’altri tempi è in grado di trasformare in oro anche la pellicola meno luccicante d’originalità questa è Cate Blanchett. Negli ultimi anni la diva Cate è stata drammatica musa di Woody Allen in Blue Jasmine, matrigna cattiva nella Cenerentola di Branagh e lesbica coraggiosa nell’ultima fatica di Todd Haynes Carol. Chi se non lei, quindi, avrebbe potuto interpretare una figura estremamente controversa della storia del giornalismo (e quindi della politica) statunitense degli ultimi anni come quella di Mary Marpes. Diretta senza troppe pretese da James Vanderbilt, alla sua opera prima dopo una lunga carriera da sceneggiatore anche di cine-comic quali i di The Amazing Spider Man e The Amazing Spider Man 2, Cate Blanchett in Thruth è la giornalista e produttrice che fu suo malgrado protagonista di quello che è passato alla storia come “Rathergate”. (Leggi anche: Roma Film Fest: Red Carpet senza Star?)

Festival di Roma 2015: "Truth", Cate Blanchett e il “Rathergate” (Recensione)
Il Rathergate

Tratto dalla biografia della stessa Mary Marpes “Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power”, Truth ripercorre le vicende di quel che accade nel 2004 alla Cbs quando la Marpes dedicò un intera puntata di ’60 minuti, programma d’informazione di cui era produttrice, ai presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale anziché in Vietnam. La storia - purtroppo - non fu mai confermata e risultò provenire da fonti non attendindibili o quantomeno troppo facilmente attaccabili tanto che, a due mesi dalle elezioni presidenziali americane, provocò le dimissioni dell’anchorman Dan Rather (nel film interpretato da Robert Redford) e il licenziamento di Mapes, portando tutta la Cbs News ad un passo dal collasso.

Festival di Roma 2015: "Truth", Cate Blanchett e il “Rathergate” (Recensione)
Quando la polemica è censura

Truth, la cui pecca è quella di essere eccessivamente prolisso, è un lungometraggio dove la regia è funzionale ai dialoghi serratissimi e gestiti alla perfezione da un cast corale in grado di tenere il ritmo e la bravura di due pilastri del grande schermo come la Blanchett e Redford. Trattando con oggettività parziale il "Rathergate", Truth è un’opera quasi giornalistica nella ricostruzione dei fatti ma che tende sempre e comunque a difendere la libertà di stampa e fa riflettere su quanto le volute polemiche su una data notizia siano gestite per mettere in secondo piano la notizia stessa. La polemica, basata quasi sempre su illazioni, è quindi una nuova forma di censura soprattutto ai tempi di internet dove chiunque, anche chi non ha cognizione di causa, può dire la sua e rigirare un “presunto” complotto a suo piacimento. Sono tante le tematiche che Truth tratta, alcune sfiorandole e altre entrandoci dentro addirittura con troppa insistenza, perdendosi nei meandri dei corridoi della Cbs e di una narrazione troppo logorroica ma dal finale potente.

Crediti: Lucky Red, web