Festival di Roma 2013: Cerimonia d'apertura, Veronesi divide la stampa

Sabrina Ferilli, madrina del Festival
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La madrina Sabrina Ferilli ha dato il via al Festival di Roma 2013. Poche le star internazionali sul red carpet, molti gli artisti made in Italy. Il film d'apertura, 'L'ultima Ruota del Carro' di Veronesi, divide la stampa presente.

Una giunonica Sabrina Ferilli, che dopo il ruolo ne "La Grande Bellezza" di Sorrentino ha rafforzato il legame con la capitale, ha tenuto a battesimo l'8^ edizione del festival romano. Per i fan, trepidanti nell'attesa di vedere sfilare il gotha del cinema internazionale, qualche piccola delusione. Tra i presenti - a parte i protagonisti dell'ultima fatica di Veronesi, Elio Germano, Ricky Memphis e Alessandra Mastronardi - soprattutto alcuni protagonisti del cinema italiano degli ultimi anni, tra cui Leonardo Pieraccioni, Valeria Solarino, Luca Guadagnino, Domenico Procacci con la compagna Kasia Smutniak, Rocco Papaleo e l'immancabile Valeria Marini, protagonista del matrimonio dell'anno in Campidoglio. Ma per gli amanti del glamour, nei prossimi giorni la passerella vedrà una discreta rappresentanza hollywoodiana: si attendono infatti Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Jennifer Lawrence, Rooney Mara e Matthew McCounaughey.

La cerimonia di apertura del Festival di Roma

Il film di apertura della serata, 'L'Ultima Ruota del Carro' di Giovanni Veronesi, ha diviso la stampa presente in sala. L'ultimo lungometraggio dell'autore di 'Manuale d'amore' vuole essere un film sincero, anche se ambizioso nell'obiettivo di fornire uno spaccato degli ultimi 40 anni del nostro paese. Il film nasce da un dialogo che il regista ha avuto durante un viaggio con il suo collaboratore Ernesto Fioretti, all'epoca autista di produzione. La storia italiana degli ultimi quattro decenni fa da cornice alla vita di Ernesto, anche lui autista di professione, magistralmente interpretato da Elio Germano. Sono le vicende di un uomo perbene, in un paese che di buono ha gran poco. La vita del protagonista, condotta con semplicità e correttezza, contrasta pesantemente con alcuni dei momenti salienti della storia italiana, dal ritrovamento del cadavere di Moro alle monetine lanciate a Craxi, fino all'ascesa del Cavalier Berlusconi. Ed è proprio questo contrasto che fa di Ernesto un eroe dei nostri tempi, la cui genuinità di uomo comune mette in risalto la meschinità di chi ha sulle spalle maggiori responsabilità.

Festival di Roma 2013: Cerimonia d'apertura, Veronesi divide la stampa

A fine proiezione sono contrastanti le opinioni della stampa. Tra i detrattori, Annalisa Pasetti - sul sito de "Il Fatto Quotidiano" - sottolinea come, dal punto di vista del valore cinematografico, il film "appare come una commedia poco graffiante, troppo lieve nei toni e superficiale per paragonarsi anche lontanamente alla leggendaria commedia all’Italiana dal regista continuamente evocata". Di parere contrario Valerio Sammarco che, su cinematografo.it, osserva come il film sembra potersi mettere sulla scia della commedia di Scola, Monicelli, Risi, "per il modo in cui riesce a trattare le figure di contorno, affidando ad attori come Haber (geniale pittore con cui il protagonista finirà per stabilire un bel rapporto), Wertmuller (il papà di Ernesto) e il già citato Rubini, personaggi che riescono a rendere un mondo anche attraverso poche pose". Sono tutti concordi invece sulla grande interpretazione di Elio Germano che, forte di alcuni importanti riconoscimenti negli ultimi anni, si conferma come uno dei migliori attori del cinema italiano contemporaneo.Il film, presentato fuori concorso, sarà in sala a partire dal 14 novembre.

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