Femen al Parlamento spagnolo: 'Giù le mani dalla vagina'

Le Femen al Parlamento di Madrid
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Al grido di “Giù le mani dalle nostre vagine”, le Femen hanno messo in atto un blitz al Parlamento spagnolo per denunciare la riforma della legge sull’interruzione di gravidanza. “L’Opus Dei vuole imporre una morale bigotta a Madrid”.

Dopo V per Vendetta, V per Vagina. Negli anni della ribellione femminista, le rivoluzionarie intonavano: "L’utero è mio e lo gestisco io"; al tempo di Facebook, le Femen, optano per un più diretto “Giù le mani dalle nostre vagine”. Le attiviste Femen, capitanate dalla pasionaria ucraina Inna Shevchenko (fresca reduce dalla prima udienza del processo di Parigi per danni a Notre-Dame), hanno così interrotto una seduta del Parlamento spagnolo, in segno di protesta nei confronti della proposta di legge a firma Alberto Gallardón, attuale ministro della Giustizia nel governo conservatore di Mariano Rajoy. Il testo prevede restrizioni e sanzioni penali in caso di interruzione volontaria della gravidanza dopo la 14^ settimana, ad eccezione dei casi di violenza sessuale o di rischio per la stessa vita della donna interessata. Il blitz delle Femen, sui cui seni nudi campava lo slogan “Aborto es sagrado”, l’aborto è sacro, è inoltre mirato a denunciare il peso della lobby cattolica sull’esecutivo retto dal Partito Popolare.

Femen al Parlamento spagnolo: 'Giù le mani dalla vagina' - photo
Femen al Parlamento spagnolo: 'Giù le mani dalla vagina' - photo

“Gallardón è membro attivo della setta cattolica dell’Opus Dei, e tenta di imporre una morale medievale alla Spagna con questa proposta di legge", si legge sul “comunicato” apparso sulla pagina Facebook di Inna e compagne, vero house organ delle neo-femministe in topless: “Il Parlamento non ha bisogno di voi bigotti, e le donne non hanno bisogno che mettiate il vostro disgustoso naso tra le loro cosce”. Con la consueta “verve” che contraddistingue il loro discorso pubblico, le Femen entrano (a gamba tesa) su un dibattito che sembra effettivamente rimettere in discussione decenni di battaglie civili in Europa. La fondatezza dell’interventismo a tutela di diritti e libertà di scelta della donna stride, tuttavia, con il secco no alla legalizzazione della prostituzione pronunciato da Inna Shevchenko proprio ai nostri microfoni. Libertarie sì, ma solo a metà.

femen inna shevchenko marianne francobollo           Femen - Inna Shevchenko a processo Le Femen nel covo parigino

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