Femen a Parigi: Foto esclusive dal covo di Inna Shevchenko (reportage)

Inna Shevchenko
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melty.it entra in esclusiva nel quartier generale delle Femen a Parigi, rifugio della leader ucraina Inna Schevchenko, che ha ottenuto in questi giorni l’asilo politico dalle autorità transalpine. Il reportage dal teatro occupato Lavoir.

(di Niccolò Inches) La cornice è umile ma evocativa: il quartiere parigino “La Goutte d’Or”, a due passi da Montmartre. Zona storicamente popolare, raccontata da Emile Zola ne “L’Assommoir”: teatro di difficili realtà sociali e dall'alcolismo facile. Oggi, la Goutte d’Or è presidio di migranti di più origini e generazioni. Le vie che circondano Rue Léon, sito del nostro reportage, rimembrano odori e colori di un suk arabo. E’ dunque nel cuore del quartiere trova spazio il teatro “occupato” Lavoir Moderne Parisien, ritrovo di artisti impegnati ed attivisti per i diritti umani. Dall’esterno, una tempesta visiva di graffiti su sfondo giallo; dall’interno, un’atmosfera semplice ma suggestiva. Ad accoglierci è un gruppo di attori che si appresta a provare uno spettacolo, forse musicale: dalle pareti risuonano martellanti i loro cori. Il piano superiore (rigorosamente blindato) è invece l’avamposto del movimento femminista Femen nella capitale francese, ormai divenuto il quartier generale della leader ucraina Inna Shevchenko. A Inna, considerata la quarta co-fondatrice del gruppo (fondato da Anna Hutsol), è stato appena concesso il diritto di asilo in Francia tramite l’OFPRA, ufficio per la protezione dei rifugiati e senza patria. La pasionaria ucraina è infatti sfuggita alla cattura a Kiev, ricercata per aver abbattuto una Croce cristiana in segno di solidarietà nei confronti delle Pussy Riot.

>>> Leggi su melty.it: Femen, Inna Shevchenko: "Nude ma in movimento", l'intervista

Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Slogan e graffiti sui muri del quartier generale Femen
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Il simbolo di Femen
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Le Femen "in azione" sui muri del loro quartier generale
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen
Le Femen "in azione" sui muri del loro quartier generale
Gli slogan sui muri del quartier generale Femen

L’ampia sala di “addestramento” delle Femen è tappezzata di striscioni e bandiere con l’ormai conosciutissimo logo dell’organizzazione femminista, protagonista a livello internazionale di svariati sit-in di protesta anti-religiosa e anti-sessista. “Sors, déshabille-toi et gagne”, o nella sua declinazione anglofona “We came, we stripped, we conquered”: esci, spogliati e vinci è il grido che campeggia sui muri della palestra morale e (soprattutto) fisica delle neo-femministe. Una riedizione del celebre “Veni, vidi, vici” di cesaristica memoria, se non fosse che le Femen si oppongono a qulunque forma di gerarchia (soprattutto confessionale). Non mancano numerosi scatti delle precedenti “imprese” Femen, soprattutto nell’ambito delle manifestazioni anti-omofobia. “Bare breast" ,"The New Amazons” sono gli altri slogan di grande impatto, anche se c’è un abisso a separarle dalle Amazzoni del fu Rais libico Muammar Gheddafi.

L'"addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen
L' "addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen
L' "addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen
L' "addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen
L' "addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen
L' "addestramento" delle Femen
L'"addestramento" delle Femen

Inna Shevchenko è al centro delle attenzioni mediatiche di mezzo mondo (oltre che nel mirino dei Governi dell’Est Europa), ma la pattuglia francese, “La prima scuola Femen in Europa” come ha raccontato a melty.it la 23enne attivista del Mar Nero (a breve l’intervista completa, n.d.r), si nutre anche di altre studentesse internazionali, come la danese Mie o la messicana Gisela. In attesa di nuove iniziative di protesta davanti ai portoni di ambasciate e non solo (come dimostra il provocatorio topless "Islamism Rapes Egypt" dell'attivista Irina Khanova, davanti al busto di Nefertiti al Neues Museum di Berlino), le giovani femministe si preparano alla battaglia. Indossando (o meglio, smettendo) le proprie “divise” da combattimento: i loro famigerati seni, croce e delizia dell’impegno Femen e della loro espressione anti-patriarcale. Lo stesso marchio di fabbrica di Amina Sboui (al secono Amina Tyler), tuttora imprigionata in Tunisia dopo le manifestazioni anti-salafiste. Amina è ora oggetto di una nuova condanna per possesso abusivo di lacrimogeni: "Ci saranno nuove mobilitazioni a suo sostegno", avverte la Shevchenko ai nostri microfoni. Le nuove contestazioni targate Femen, così come la loro stessa Weltanshauung (o visione del mondo, se preferite) sono ancora tutte da decriptare.

>>> Leggi su melty.it: "Femen lapidata", ma l'avvocato smentisce: Amina sta bene

Il teatro Lavoir Moderne Parisien
Il teatro Lavoir Moderne Parisien
Femen - Il teatro Lavoir Moderne Parisien
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Femen - Inna Shevchenko posa per melty
Il teatro Lavoir Moderne Parisien

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Crediti: melty.it