Fast Animals and Slow Kids: "Sziget 2015, Il nostro primo concerto all'estero"

Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
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Inizio col botto: il primo concerto all'estero dei Fast Animals and Slow Kids coincideva con il Festival Sziget 2015. L'Indiece di melty li ha incontrati a Budapest.

“Da una saletta di merda al Sziget Festival 2015: grazie di cuore ragà. We are Fast Animals and Slow Kids and we come from Perugia”. Quella “saletta di merda” – a cui i Fask sono affezionatissimi, nonostante sia “troppo piccola e tutta rosa, visto che il rosso era finito” – ha portato alla luce una delle migliori rock band italiane del momento. I ragazzi sono emozionanti e pieni di energia : è il loro primo concerto all’estero, e “svezzarsi” con lo Sziget non è roba da poco. “Il pre-Budapest è stato emozionante – ci confidano i Fast Animals durante l’intervista post-concerto – ma emozionante in un modo strano, della serie ‘e adesso che cazzo facciamo?’. Poi, poco alla volta, ci siamo resi conto che qualcosa, in fondo, la potevamo fare. La cosa incredibile è che solo pochi giorni prima che ci chiamassero per il festival, avevamo raccontato in più di un’intervista che ci sarebbe piaciuto suonare proprio qui a Budapest”.

Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015

Anche il sondaggio a favore dei gruppi italiani al Sziget 2015 li indicava come una delle band preferite. A rappresentare la nutrita fan-base dei Fast Animals and Slow Kids al festival, a Budapest c'era un numeroso gruppo di ragazzi quasi tutti provenienti da Perugia, con tanto di sciarpe e bandiere della città al seguito. “La presenza dei Fask al Sziget 2015 ha influito molto sulla scelta di venire qui all’isola di Obuda. – spiegano prima del concerto – Il loro nome in scaletta è stato un po’ la ciliegina sulla torta, il segno che a questo festival ci dovevamo venire per forza”. Fa ancora più piacere la presenza di una manciata di ragazzi stranieri, che si fanno più numerosi man mano che il concerto prosegue. “Inizialmente erano dubbiosi - racconta Aimone, voce e chitarra del gruppo - poi si sono avvicinati perché cominciava a piacergli la cosa. Questo è sicuramente un bel traguardo, dal momento che cantiamo in italiano”.

Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015
Fast Animals and Slow Kids a Budapest al Festival Sziget 2015

L’esperimento “estero” al Sziget 2015 può dirsi certamente riuscito per il gruppo di Perugia: più i Fast Animals si dimenano sul palco, più il pubblico si elettrizza, perdendosi in un vortice di pogo ed allegria. Ormai non si capisce più se Aimone trascorre più tempo sul palco in mezzo alla band o sorretto dalle braccia dei fan più scalmanati. 'Coperta', 'Troia', 'Come reagire al presente' e 'Maria Antonietta' si susseguono rapidamente, scandendo il ritmo incalzante di metà concerto, ma è con 'A cosa ci serve'- dal secondo album del gruppo - e l'inno 'Come reagire al presente', sul finale, che i Fast Animals conquistano definitivamente il publico dello Europe Stage. A vederli così a loro agio in un contesto ben diverso da quello in cui sono abituati ci si chiede perché i Fask non pensino seriamente a un tour all’estero. “Suonare all’estero? Certo, ci piacerebbe tantissimo! – confessano i ragazzi dopo il live ungherese - Però quando una band un po’ più affermata in Italia, come magari stiamo diventando anche noi adesso, parte per l’estero è quasi sempre un concerto per gli italiani e non un vero show da esportare in un’altra nazione. Ci piacerebbe, in questo senso, pensare a fare qualcosa in inglese. Per adesso non è nei nostri piani, ma ci pensiamo: suonare fuori dall’Italia sarebbe importante anche per rimettersi di nuovo in gioco, per ripartire un po’ dalle basi e confrontarci con situazioni diverse rispetto a quelle che stiamo vivendo adesso”. Estero o non estero, nel futuro prossimo dei Fast Animals and Slow Kids ci sarà un grande periodo di meritato riposo: “Sono praticamente 4 anni che siamo in tour continuo: 90 date con il primo disco, 105 con il secondo e adesso siamo già a 70. Senza contare tutti i concerti organizzati già prima dell’album d’esordio”

Crediti: Nicola Accardo, melty.it