Fast and Furious 7: Paul Walker, e se non fosse un addio? 

Paul Walker: addio o arrivederci?
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“Fast & Furious 7” è l’ultimo capitolo del franchise sui bolidi “pimpati” nato nel 2001. Il film è anche l’ultima occasione per vedere sul grande schermo il compianto Paul Walker, scomparso tragicamente a fine 2013 in un incidente d’auto.

(di Emanuele Zambon). Bellissimo proprio perché non aveva bisogno di sottolinearlo. Con quel viso angelico a incorniciare un paio d’occhi azzurro intenso, Paul Walker (il ricordo del cast di "Fast & Furious 7") ha conquistato i cuori dei fan. Una sorta di Terence Hill degli anni Duemila votato all’action e amante delle quattro ruote. Impossibile non essersi affezionati al suo Brian O’Conner, antieroe che volta le spalle all’FBI per sposare la causa tutta derapate e famiglia di Dominic Toretto (Vin Diesel). “Fast & Furious 7” è l’ultimo, adrenalinico capitolo della saga nata nel 2001 e si appresta ad invadere le sale italiane puntando al primato al box office. Per farlo si affida ad una regia al cardiopalma e ad un cast nutrito (a proteine e aminoacidi) in cui compaiono, fra i tanti, volti dell’action come Jason Statham, Dwayne “The Rock” Johnson e lo stesso Vin Diesel. Chi, come noi, ha visto il film in anteprima, ha vissuto un’esperienza ai limiti del trascendentale. Come noto, Paul Walker non aveva ultimato le riprese di “Fast & Furious 7”, essendo rimasto ucciso in un incidente d’auto nel novembre del 2013. Il regista del film James Wan e la produzione hanno optato per la resurrezione digitale di Walker, affidandosi ai prodigi della Weta di Peter Jackson, all’utilizzo dei fratelli Cody e Caleb dell’attore scomparso e andando a recuperare materiale extra dai film precedenti della saga.

Fast and Furious 7: Paul Walker, e se non fosse un addio? 

Il risultato è stato sorprendente: Paul Walker rivive come per magia, soprattutto nel finale del film (commovente e per nulla retorico). Il trucco c’è e si vede a malapena. Anzi, il segno più tangibile della scomparsa di Paul Walker è quel viso corrucciato di Vin Diesel, ritratto di una malinconia senza fine. "Fast & Furious 7" (per Vin Diesel è da Oscar, leggi perchè) è solo l'ultimo esempio della manifesta immortalità del cinema, che travalica corpi e forme per insediarsi nella sfera delle emozioni e dei ricordi. Non siamo lontani dalla possibilità di rivedere sul grande schermo l'estro di James Dean, magari in coppia con Marlon Brando a contendersi i favori di Jessica Chastain o Natalie Portman. Il futuro è già presente, e in molti casi pure passato: Ridley Scott ne sa qualcosa, visto che dovette fare i conti con la morte improvvisa di Oliver Reed, avvenuta durante le riprese de "Il Gladiatore". Il regista di "Alien" corse ai ripari e, assieme ai supervisori agli effetti speciali, realizzò le sequenze non completate da Reed con il supporto della computer grafica, digitalizzando l'attore stroncato da un infarto. Ma Oliver Reed è in ottima compagnia: nel 2006 in "Superman Returns" Marlon Brando prestò il volto un onirico Jor-El. Dov'è la singolarità, direte voi? L'attore di "Apocalypse Now" era scomparso nel 2004, ma nel film ebbe l'opportunità di rivivere grazie ad alcune immagini ripescate dal primo "Superman" del 1978, restaurate ad hoc.

Fast and Furious 7: Paul Walker, e se non fosse un addio?  - photo
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E che dire poi del re del cool Steve McQueen? L'attore, scomparso nel 1980 a soli 50 anni, fu protagonista di uno spot commerciale di fine anni '90 in cui compariva al volante della Ford Puma. Il marketing della casa automobilistica realizzò un piccolo gioiello pubblicitario, alternando le sequenze di "Bullitt", celebre thriller in cui McQueen era un ispettore al volante della Ford Mustang color verde bottiglia, a quelle in cui l'icona della vecchia Hollywood guidava la nuova vettura di casa Ford. Le telecamere indugiarono fino al rientro in garage dove McQueen, con il suo tipico sorriso da canaglia, scrutava la moto utilizzata ne "La Grande Fuga".

RITORNO AL PASSATO. Non solo attori riesumati dall'oltretomba. Le avveniristiche tecniche digitali hanno permesso ad esempio a Jeff Bridges di sdoppiarsi in "Tron Legacy", sequel Disney del cult cibernetico anni '80. Il "drugo" Bridges recita al naturale, ma anche in versione young, ringiovanito artificialmente di 20 anni per riportarlo ai tempi del primo "Tron". Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, vedi Brad Pitt invecchiato ne "Il Curioso caso di Benjamin Button", fatto sta che quello di Paul Walker (qui le sue ultime foto dal set) potrebbe benissimo essere un arrivederci, e non un addio strappalacrime, alla saga di "Fast & Furious". Tra materiale extra e prodigi della computer grafica, il poliziotto con la passione dei motori Brian O'Conner potrebbe magicamente ritornare in "Fast & Furious 8".

Crediti: Fast and Furious 7, Screencrush, web , Universal Pictures, Archivio web, Web