Fast and Furious 7: L'ultima corsa insieme di Paul Walker e Vin Diesel (Recensione)

Paul Walker e Vin Diesel
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Da oggi in sala “Fast & Furious 7”, l’ultimo capitolo del franchise sui motori diretto da James Wan. La banda di Toretto deve vedersela con Ian Shaw, fratello del villain del sesto capitolo. Ad impersonarlo Jason Statham. Per Paul Walker commiato struggente.

(di Emanuele Zambon). Il rombo metallico della Porsche, i giri che aumentano. Poi un lampo fatale, un impatto violento e una vita spezzata. Sembrano gli ultimi istanti di vita di James Dean, ma la cronaca, beffardamente, ci ricorda che stiamo parlando di Paul Walker, stella di Hollywood scomparsa in un incidente stradale nel novembre del 2013. Le analogie con James Dean si sprecano, e non vi è tempo nemmeno per asciugare le lacrime poiché c’è un film da ultimare: “Fast & Furious 7" (leggi l'intervista esclusiva a Dwayne Johnson), l’ultimo capitolo del franchise sui bolidi “pimpati” che ha visto i natali nel 2001 per mano di Rob Cohen e che ha fatto conoscere al grande pubblico i volti di Vin Diesel e Paul Walker, rispettivamente il malvivente Dominic Toretto cresciuto a pane e NOS e l’agente dell’FBI Brian O’Conner. Al dramma per la scomparsa del divo dai penetranti occhi azzurri segue, per la Universal Pictures, tutta una serie di problematiche legate alla riuscita del film. La produzione di “Fast & Furious 7" (tra i film in uscita questa settimana) riesce ad ovviare alle numerose sequenze incomplete di Walker del film attraverso il ricorso alla CGI e all’arruolamento dei fratelli di Walker, Cody e Caleb. Il risultato è un film dalla doppia anima, votato all’action esasperato e consumato dal dolore. “Fast & Furious 7” è l’iperbole dei precedenti due capitoli: la saga aveva già da tempo relegato ad un ruolo subalterno il mondo delle corse clandestine, scegliendo la via del blockbuster sospeso tra piani criminali, intrighi internazionali e perfidi nemici.

Fast and Furious 7: L'ultima corsa insieme di Paul Walker e Vin Diesel (Recensione)

Il mantra della nuova linea politica di “Fast & Furious” trova terreno fertile nel settimo episodio, che nasce, se vogliamo, da un pretesto. La vendetta, deliberatamente annunciata nella sequenza finale di “Fast & Furious 6”, di Ian Shaw, fratello di Owen, il villain del capitolo precedente. Fa il suo ingresso in scena Jason Statham, action hero in grado di mettere a ferro e fuoco un ospedale in una sequenza d’apertura che sembra la parodia di se stessa o di un film con Sylvester Stallone. Il villain di “Fast & Furious 7" (qui lo spot tv del film) è un ex Forze Speciali programmato per uccidere che desidera ardentemente restituire al mittente quanto fatto al fratello. Ad affiancare questa tragica spirale fatta di vendette e legami di sangue ecco una sottotrama da blockbuster tradizionale: la banda di Toretto reclutata dalla CIA (che ha il volto della “jena” Kurt Russell) per scovare un hacker (un po’ improbabile) e un dispositivo denominato “Occhio di Dio” in grado di rintracciare chiunque sulla faccia della Terra grazie ad una tecnologia integrata che si serve di qualsivoglia diavoleria dotata di Gps. ALTRO CHE TOM! Ve lo ricordate Tyrese Gibson/Roman Pearce quando nel quinto capitolo di “Fast & Furious” se ne usciva con un: “Siamo appena passati da Missione Impossibile a Missione Impensabile! ”? Ecco, il consiglio è quello di azzerare o rimuovere ogni ricordo della saga, perché tutto quello che di pazzesco è accaduto nel franchise non è nulla in confronto alle mirabolanti sequenze di“Fast & Furious 7”.

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L'OPINIONE. "Fast & Furious 7" è il nonplusultra del genere action, il terrore di costruttori edili che vedono i loro grattacieli abbattuti da droni armati o da bolidi perforanti ad alta quota, un mix a otto cilindri di "Transformers" e "I Mercenari - The Expendales". Il film di Wan riscrive la citazione di Walt Disney: "Se puoi sognarlo, puoi filmarlo". Detto, fatto: "Fast & Furious 7" (per Vin Diesel è da Oscar) fa compiere ai protagonisti imprese contrarie alle leggi della fisica, non preoccupandosi minimamente per l'aderenza di certe scene alla realtà. Dominic e Brian, ma pure Hobbs e Shaw, sono a tutti gli effetti dei supereroi senza scudi di vibranio o mantelli alla Superman. Sono loro i veri e propri last action heroes degli ultimi anni che non provengano da Marvel e Dc Comics, personaggi che non si prendono mai veramente sul serio (Hobbs che guarda il telefilm "Hulk" e che rompe il gesso con la forza dei muscoli). Solo l'amore e gli affetti familiari ci ricordano che sono esserei umani in carne e ossa.

AMABILI RESTI. "Fast & Furious 7" è un action ipertrofico strutturato come un heist movie, in cui quelli che erano i fuorilegge sono diventati ora i buoni, minacciati da un doppio fronte. Tra sequenze che omaggiano videogiochi come "Uncharted 2" (vedere per credere l'arrampicata di Paul Walker su un autobus), bolidi presi in prestito dall'ultimo film di James Bond, lanci col "paracadauto", sceicchi di Dubai, donzelle in bikini succinti, quello che rimane impresso è una sorta di frenesia racchiusa nella celluloide, quasi come quando, per esorcizzare una perdita dolorosa, ci si dedica a mille altre attività nella speranza di rimuovere l'accaduto. Nel finale è come se il film stesso non riuscisse a trattenere le emozioni e le lacrime, palesate dal volto malinconico di Vin Diesel. Accade quello che forse non si è mai visto prima al cinema: la realtà irrompe sul grande schermo in maniera intima e delicata dopo l'indigestione di effetti speciali ed esplosioni. Siamo davanti ad uno spazio sospeso tra la dimensione dei ricordi e quella della cronaca, un ambiente surreale ed etereo che sembra portare Paul Waker (e se il suo non fosse un addio? ) ad imboccare la via dell'aldilà, accompagnato per l'ultimo quarto di miglio dall'amico e collega Vin Diesel. Una manifestazione visivamente straordinaria della sovrapposizione del cinema alla vita.

Crediti: Universal, Fast and Furious 7, Universal Pictures, Web, web