U2 e Fabio Fazio a “Che tempo che fa”: Valium più valium

Fabio Fazio con Bono e The Edge
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Il bue che dice cornuto all'asino: Bono Vox, la più finta rock star della storia della musica, ha preso in giro Fabio Fazio dicendo che dovrebbe soprannominarsi “valium”. E il valium della domenica sera ha addormentato di nuovo i telespettatori.

Il rock che si fa pop, il festival del “volemose bene”, in ricordo di Luciano Pavarotti. Grandi uomini che sguazzano nella banalità, nel politicamente corretto che non muove una linea, nelle belle parole senza conseguenze: questi sono Fabio Fazio, Bono Vox e The Edge, principali membri degli U2, la band irlandese tornata in diretta sulla tv italiana a 14 anni di distanza. Come ogni weekend da 11 anni a questa parte il festival della banalità è andato in onda su Rai 3, e poco importa chi siano gli ospiti di Fabio Fazio. La presa per il culo di Bono a Fazio arriva a inizio dell'intervista. Prima il conduttore snocciola le sue formule di cortesia: “Raramente... ho incontrato persone così gentili. Raramente... ho visto grandi artisti che siano anche grandi persone. Non mi è mai capitato di veder firmare così tanti autografi”. Il leader degli U2 esordisce così: “Tra tutti i conduttori che abbiamo incontrato, lui è il più calmo, è granitico. Chiamiamolo il signor Valium”. Solo che se gli U2 sono ancora sulla cresta dell'onda, alleati ai potenti del mondo mentre criticano i potenti del mondo, continuando a fare la stessa musica da 20 anni, è proprio perché uomini carismatici e conservatori come Fazio dominano i mezzi di comunicazione.

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Gli U2 a Che tempo che fa

I live degli U2 sono stati intervallati dalla blanda conversazione densa di complimenti reciproci tra Fabio Fazio, Bono Vox e The Edge. Si inizia ricordando l'incontro avvenuto nel 2000 grazie all'amico in comune Luciano Pavarotti, di cui domenica 12 ottobre ricorreva l'anniversario della nascita. The Edge ha ricordato quando il tenore gli osservò la gola e gli prescrisse una medicina. Bono di quando suo padre, saggiamente, gli disse: “Come ci si sente a parlare con un vero cantante? ”. Nelle case dublinesi in cui sono cresciuti gli U2 si ascoltava tanta opera. Poi Bono ha spiegato “il miracolo di Joey Ramone” (primo singolo del nuovo album) e avrà fatto drizzare i capelli agli amanti del punk-rock: “Pensavo di cantare come una ragazzina. Invece in quel concerto dei Ramones, dove entrammo dal retro grazie ai nostri amici organizzatori, scoprii che lui, Joey Ramone, cantava come me”.

U2 e Fabio Fazio a “Che tempo che fa”: Valium più valium

Le domande di Fazio si commentano da sole: “Cosa direste agli U2 di quarant'anni fa? ”; “Avete capito cos'è il talento? ”; “Chi ha deciso che Bono dovesse essere la voce degli U2? ”. E infine “Cos'è il potere? ”. Bono si incarta, non riesce a rispondere. Spara la più grande banalità che ha nelle corde: “La gente deve detenere il potere, non i politici”. L'intervista e il ritorno degli U2 in Italia sono insipidi quanto il loro nuovo album “Songs of Innocence”, che segna l'alleanza tra la band pop più famosa del mondo e la Apple. Per un giudizio sull'album, in uscita oggi 13 ottobre in Italia, vi rimandiamo alla recensione di Giovanni Ansaldo su “Internazionale”. Per noi l'ultima canzone decente degli U2 rimane "Electrical Storm" (remix di William Orbit del 2002).

Crediti: Rai 3