Fabi Silvestri Gazzè a Padova: Video, foto e recensione del concerto al PalaFabris

Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
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Tre amici su un palco per quasi tre ore di emozioni e tanta bella musica. Fabi Silvestri e Gazzè hanno dato vita a Padova ad uno spettacolo bello e sentito, accolti da un tutto esaurito di persone in festa. Ecco la recensione, le foto e i video del live.

La storia di un buon pezzo di musica italiana ha preso magicamente vita in una serata altrettanto magica il 22 novembre al Palafabris di Padova. Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè si sono presentati sul palco e hanno offerto al pubblico uno spettacolo unico ed emozionante, un tuffo nel passato ma con lo sguardo puntato dritto al presente. Il tour di questo trio d'eccezione è molto più che uno stanco revival di vecchi successi come tanti se ne vedono nel nostro Paese: un concerto studiato in ogni minimo dettaglio, costruito come una macchina musicale quasi perfetta. Niente in quel di Padova è stato lasciato al caso, dalla scelta dei brani alla loro successione in scaletta, passando per l'allestimento scenico sino ad arrivare agli arrangiamenti. “Il Padrone della festa”, una delle più belle sorprese discografiche di questo 2014, ha preso così vita in un modo del tutto inedito: la sua precisione e perfezione stilistica è stata tradotta in uno show dalla costruzione quasi matematica. Ogni tassello è sembrato essere magistralmente incastrato con quello successivo, in un mosaico perfetto e quasi sempre privo di incertezza. A regnare è stata un'armonia quasi teatrale, ogni cosa era posizionata esattamente dove doveva essere, dalle posizioni della band sul palco, passando per i maxi schermi, le trovate sceniche divertenti e originali. La band si è mossa in un palco scarno e privo di qualsiasi tipo di orpello. Tanti spazi vuoti, solo l'uomo e il suo strumento, con la musica unica vera protagonista.

In questa inedita e originale narrazione musicale a farla da padrone è stato il numero tre. Tre come Fabi Silvestri e Gazzè, tre come le parti in cui è stato diviso lo spettacolo e i suoi due bis, tre come i momenti nei quali è stato strutturata tutta la parte principale dello show e le sue tre ore di durata. Il trio è salito sul palco in solitaria, racchiuso da una scatola che ha preso lentamente vita, scarnificata in ogni sua parte brano dopo brano, sino all'arrivo della band di sei elementi che ha dato anima a tutto lo spettacolo. La prima parte è stata così la più intima; chitarra, piano, basso e grancassa a dare vita a una serie di brani per scaldare il pubblico, in un crescendo musicale a cavallo tra tantissimi vecchi successi, qualche chicca inaspettata e alcuni brani dal disco di inediti uscito qualche mese fa. Uno show ardito in alcuni passaggi; la strada scelta non è stata, come molti si sarebbero aspettati, quella della mera riproposizione dei vecchi successi. Alcuni brani sono stati totalmente riarrangiati, altri riproposti in una veste del tutto inedita, quasi tutti riadattati per diventare materia comune che potesse valorizzare le peculiarità di ognuno. L'alchimia tra i tre e i musicisti ha fatto il resto, dando quello sprint in più che serviva al pubblico per spiccare davvero il volo. Bellissimi gli sguardi d'intesa e complicità di chi stava sul palco, imperdibile l'emozione negli occhi di chi suonava nel vedere un pubblico altrettanto emozionato e complice.

Poco contano infatti le perfezioni spettacolari e sonore se non sono accompagnate da un pesante bagaglio di emozioni e pelle d'oca. Di sensazioni positive Fabi, Silvestri e Gazzè, come già accaduto Parigi ne hanno regalate davvero una vagonata. Bellissimo vedere un pubblico quasi in estasi nel sentire risuonare tutti i brani con i quali sono cresciuti, da quelli più riflessivi sino a quelli più allegri e piacevolmente radiofonici. La materia con la quale i tre hanno lavorato è quella che tutti conosciamo, quel cantautorato piacevolmente impegnato che continua a piacere e a far presa sul pubblico, perché capace di regalare emozioni con dolce semplicità, avvolgendo generazioni diverse in un abbraccio che ammanta e protegge. Un dolce giaciglio in cui perdersi ma anche nel quale divertirsi con momenti spassosi e gustosamente originali: il ring improvvisato tra Fabi e Gazzè con Silvestri arbitro della contesa, la spigliata spensieratezza di “Corason Espinado”, l'incredibile medley tra “Capelli”, “Y 10 bordeaux” e “L'amore pensato”; Poi i momenti più toccanti come “Una buona idea”, “Costruire”, “Sornione” e quelli più trascinanti con hit da cantare a squarciagola come “Gino e l'alfetta”, “Lasciarsi un giorno a Roma” o la più recente “Sotto casa”. Tecnicamente un concerto ineccepibile e una band composta da musicisti di alto livello. Il suono è stato lievemente sacrificato dalla solita pessima acustica tipica di un qualsiasi palasport italiano, ma innegabile è stata la magistrale prova tecnica dei sei membri aggiuntivi al trio, con la sezione ritmica sugli scudi e il solito Roberto Angelini tutto fare nel ruolo di trascinatore dell'intera band; terribilmente muta, invece, quella che sarebbe dovuta essere la chitarra solista.

Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
Fabi Silvestri Gazzè - Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
Fabi Silvestri Gazzè - Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova
Le immagini del concerto di Fabi, Silvestri e Gazzè a Padova

A prendersi il centro della scena dovevano essere per forza di cose i tre protagonisti assoluti della serata. Tre amici diversi per attitudine, approccio verso il pubblico e repertorio. Come le parti insostituibili di un insieme uno ha compensato le mancanze dell'altro, ognuno ha portato una componente diversa al pubblico: Fabi ha emozionato e trascinato con il suo solito trasporto, Gazzè ha divertito con la sua aria stralunata, Silvestri ha riportato tutto sui binari giusti con la sua serietà. Il pubblico ha gradito, si è divertito e si è emozionato, appagato da un concerto lungo e corposo, ricco di emozioni e talmente bello da far passare in secondo piano qualsiasi altro tipo di difetto. Il live di Padova è stata la chiara dimostrazione della bontà di un progetto che è ben più che una mera somma delle parti, ma un qualcosa di musicalmente molto valido, caso più unico che raro capace di unire qualità e successo sotto un'unica ala. Merito di tre artisti che da più di 20 anni sono fieri rappresentanti della musica leggera italiana che ci piace, quella impegnata ma non barbosa, orecchiabile ma non banale, capace di toccare le corde giuste dell'animo degli ascoltatori, senza mai prendersi troppo sul serio. Se nel 2014 siamo ancora qui a parlare di cantautori italiani lo dobbiamo anche a questi tre ragazzi romani che continuano a inseguire il loro sogno cominciato tanti anni fa. Chiudiamo gli occhi e proviamo a correre con loro, il viaggio ci porterà certamente da qualche parte.

Manuel Lai

Crediti: Manuel Lai, melty.it