Exodus vs Noah: La Bibbia secondo Hollywood

Exodus Christian Bale
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In un anno di grande crisi creativa, ad Hollywood hanno pensato di riproporre la Bibbia sul grande schermo: peccato che a dirigere Exodus e Noah ci siano due atei, e si vede!

La Bibbia torna ad Hollywood, ma non per la gioia dei credenti: il 2014 ha visto il ritorno sul grande schermo di due storie di ispirazione biblica come Noah ed Exodus, i cui protagonisti hanno comunque ben poco in comune con gli eroi dell'antico testamento. Non è un caso che tanto il Noè di Russel Crowe che il Mosè di Christian Bale abbiano fatto sorgere moltissime politiche: i due registi incaricati di dirigere le pellicole, Darren Aronfsky da un lato e Ridley Scott dall'altro, sono infatti atei, ed hanno raccontato storie di uomini piuttosto che di idoli religiosi. " "Sono senza Dio, e quindi me ne sono dovuto creare uno da solo" ha dichiarato Aronofsky. E il suo Noah, di polemiche, ne ha create moltissime, con le accuse di blasfemia e poca fedeltà ai testi sacri. Exodus non è stato di certo da meno, preceduto dalle polemiche sul presunto razzismo nella scelta del cast e dale durissime parole spese da Bale su Mosè, definito "uno schizofrenico". Insomma assoluta libertà ed un'esegesi biblica in piena autonomia sono il minimo comun denominatore dei kolossal biblici di seconda generazione, che hanno un fine assolutamente diverso rispetto ai loro predecessori.

Exodus vs Noah: La Bibbia secondo Hollywood

Cecil B.DeMille con i "Dieci Comandamenti" e "Sansone e Dalila" aveva portato in trionfo il kolossal biblico sul grande schermo, ma i tempi e le finalità all'epoca erano decisamente altre. La parola d'ordine era "meravigliare", con la magniloquenza di scenografie, effetti speciali e un numero di comparse difficile da immaginare . I protagonisti, eroi senza macchia e senza peccato, avevano le sembianze di attori bellissimi, e non conoscevano peccato e titubanza. Le carte che invece hanno deciso di giocare Aronofsky e Scott sono altre: gli effetti e lo spettacolo visivo da soli non potevano bastare per garantire il successo di pellicole che, almeno sulla carta, di originale avevano ben poco. Abituati da sempre ad andare contro corrente, i due cineasti hanno quindi scelto di intervenire direttamente sul testo, sforzandosi di mostrare Noè e Mosè come uomini, più che come martiri e venerabili esempi.Le controversie da sole, tuttavia, non garantiscono la qualità di una pellicola, che ha bisogno di un'impalcatura tecnica ed artistica a fare da sostegno: Noah ha già dimostrato di non averla. Exodus si dimostrerà all'altezza?

Crediti: Youtube, web