Exodus: La recensione del film di Ridley Scott con Christian Bale

Christian Bale in Exodus
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Exodus Dei e Re di Ridley Scott è un kolossal nuova maniera, che provoca ed incanta. Ma dietro blasfemia e trucchi del mestiere rimane ben poco.

Date la Bibbia a Ridley Scott e lui ve la trasformerà e stravolgerà a suo piacimento. Come il più fedele fruitore di una macchina del tempo per il grande schermo, il regista premio Oscar è saltato con disarmante facilità dalle atmosfere futuristiche di Prometheus o Alien ai sandali e alla tunica dei profeti dell’Antico Testamento, che sono al centro della sua ultima fatica, Exodus- Dei e Re, anticipato da un polverone di polemiche. Confrontarsi ancora una volta con l’immortale storia di Mosè, che guidò il popolo degli Israeliti lontano dall’Egitto, verso la terra promessa, non era compito facile, ragion per cui, chiamato all’ennesima impresa, il regista britannico ci ha messo decisamente del suo. Va subito precisato: scordatevi il vecchio kolossal sui Dieci Comandamenti; il buon vecchio Scott detta ritmi e scene, esaurisce nel giro di qualche inquadratura le 9 piaghe d’Egitto e decide anche che il Mar Rosso non s’ha d’aprire, ma deve semplicemente e più realisticamente prosciugarsi, con buona pace di Cecil B De Mille. Rispetto ai propri predecessori, questa rivisitazione della storia di Mosè in chiave “sesso, sangue e Bibbia” non farà sicuramente felici i più ferventi cattolici, perché Exodus, più che raccontare il viaggio di un popolo, racconta il viaggio nella psiche di un uomo e fa da cornice ad un complesso rapporto di rivalità/ amore fraterno tra il condottiero ebreo ed il faraone egizio, che hanno le sembianze di Christian Bale e Joel Edgerton.

Exodus: La recensione del film di Ridley Scott con Christian Bale

Il Mosè di Scott non è il saggio profeta del Vecchio Testamento pronto a seguire pedissequamente la volontà del proprio Dio, ma è un essere umano, tormentato dai dubbi e dalle incertezze così tanto da mettere in discussione anche la volontà del suo Yahweh. E’ proprio su questo punto che probabilmente si scateneranno le diatribe più accese: il vero antagonista di tutta la vicenda non è il faraone egizio, analizzato nella sua interezza e assolto in parte dalla crudeltà che secoli e secoli di tradizione gli avevano conferito; il vero cattivo qui è Dio, che ha le sembianze di un bambino capriccioso e vendicativo disposto a tutto per il gusto più di dimostrare la propria grandezza che non per la reale volontà di salvare il suo popolo. Un’esegesi biblica, quella operata dal regista premio Oscar de Il Gladiatore, che fa della propria originalità il proprio punto di forza ma anche il proprio limite. Ci sono dei buchi consistenti nella sceneggiatura del film, e non si capisce mai quando davvero Mosè senta venir fuori il suo orgoglio e le sue radici ebraiche. Non esistono personaggi di contorno, e, soprattutto quelli femminili sono relegati al ruolo di soprammobili truccati e pettinati in maniera esotica. Lo strano accento imposto agli attori, per alcuni tratti vicino all’inglese britannico, per altri di non ben identificata provenienza, sfiora a tratti il ridicolo

Exodus: La recensione del film di Ridley Scott con Christian Bale
Molti trucchi poca sostanza

Insomma, il film ha dei limiti, ma non sono da rintracciarsi nel dichiarato ateismo di Ridley Scott, (considerate che uno dei più grandi film su Gesù, Il Vangelo secondo Matteo, è stato diretto da Pier Paolo Pasolini, di cui si può dir tutto tranne che fosse un fervente cattolico). Lo spettacolo visivo e la regia in grado di creare climax perfetti di suspense e coinvolgimento emotivo si fanno sentire, ma lasciano poi subito dopo lo spazio al vuoto e alla perplessità, come se dietro una serie di mirabolanti effetti speciali e trucchi di prestigio, ci sia in verità ben poco altro. Mosè batte senza dubbio il Noè di Aronofsky, ma non è comunque abbastanza: Exodus fa sognare solo in parte e riflettere a tratti, il finale aperto e irrisolto aiuta ancor meno questo ibrido che vuol fare del kolossal più puro un film d’autore, con il risultato di un esperimento riuscito solo a metà.

Crediti: web , Youtube