Eurobasket 2015: La guida alternativa

Andrea Bargnani, centro azzurro
Ecrit par

Stasera, a Berlino, l’Italia del basket debutta all’Europeo 2015 contro la Turchia (diretta Sky Sport). Ecco, dalla A alla Z, una guida alternativa all’Eurobasket di Gigi Datome e compagni.

Di guide e presentazioni canoniche, di quest’Eurobasket 2015, ce n’è in abbondanza, sia nel web che sulla carta stampata. Ma nel giorno del debutto dell'Italia (questa sera alle 21 contro la Turchia, domani pomeriggio sfida più soft contro l’Islanda, tutte le partite saranno in diretta su Sky Sport) vogliamo proporvi una guida alternativa del campionato europeo, in particolare al girone degli Azzurri che, alla Mercedes-Benz Arena di Berlino, vedrà scendere in campo anche Serbia, Spagna, Turchia, Germania e Islanda. Un’insolita introduzione all’Eurobasket, senza pretese di esaustività, con un “appunto” (a libera discrezione di chi scrive) per ogni lettera dell’alfabeto.

A come Andrea Bargnani: iniziamo da lui, perché da lui dovrà iniziare la riscossa di quest’Italia che negli ultimi anni (ad eccezione della prima fase dell’Eurobasket 2013) ha raccolto solo delusioni. La sua voglia di sacrificarsi per il bene della squadra sarà determinante

B come il girone dell’Italia a Berlino: da tutti definito il girone di ferro di quest’Europeo, secondo alcuni potrebbe “partorire” tre o addirittura quattro delle semifinaliste. Intanto, però, una delle cinque big non partirà per Lilla, e non c'è motivo di pensare che l'Italia sia esclusa da questa "roulette russa"

C come Capodistria: al penultimo torneo di preparazione si è vista l’Italia peggiore dell’estate. Prestazioni come quella contro l’Ucraina (sconfitta dopo aver condotto di oltre 20 punti) e Slovenia ci metterebbero in difficoltà anche contro l’Islanda. Speriamo che Belinelli e soci ne abbiano fatto tesoro

D come Datome: è stato investito dei galloni di capitano ed è l’azzurro con il miglior mix di talento e sale in zucca (non ce ne vogliano gli altri). Dovrà essere uno dei leader morali del gruppo

E come Esordio, e anche come Esperienza: l’Italia dovrà tirarla fuori tutta per non farsi sorprendere al debutto contro i temibili turchi del volpone Ergin Ataman. Molti dicono che sarà già decisiva; non è detto che sia così, ma certo in un girone di cinque partita ognuna ha un peso notevole

F come Fernández: o meglio Rudy, uno dei giocatori di maggior talento della menomata Spagna nonché il più odiato dai tifosi avversari per il suo atteggiamento arrogante sul parquet. Il destino delle Furie Rosse dipenderà in buona parte dalle sue prodezze e dalle zampate dell’intramontabile Pau Gasol

G come Gallinari e Gentile: se Datome è il capitano e leader morale del gruppo, il Gallo – oltre ad avere un talento probabilmente superiore – è l’unico giocatore apparentemente insostituibile di questa squadra, quello che – quando manca o gioca male – sembra far cascare il “palco” allestito da coach Pianigiani. Ale Gentile, invece, è il valore aggiunto, il giocatore atipico e un po’ meno asfissiato dalle difese che può scombinare i piani delle avversarie

H come Hörður Vilhjálmsson: nessuno avrebbe mai pensato di leggere un nome simile in un Europeo di basket, anche perché il torneo non è aperto a personaggi di fantasia dal nome tolkieniano. Ma Vilhjálmsson, invece, ci parteciperà eccome, provando a trascinare la sua Islanda (assieme ai più noti Jon Stefansson e Haukur Palsson) alla prima, storica vittoria in una fase finale. Secondo qualcuno sono “una squadra di football americano” per l’intensità che mettono in campo, speriamo abbiano rispetto delle fragili articolazioni dei nostri Azzurri

I come Impegno e Intelligenza: semplice a dirsi, difficile da mettere in pratica. L’impressione è che, con questo talento a disposizione degli Azzurri e alla luce delle numerose assenze altrui, a quest’Italia basti mettercela tutta per garantirsi almeno un posto tra le prime sei. Ma prima di mettere l’anima in campo ci vorrà la testa, il cervello, per capire che questa è un’occasione da non farsi sfuggire e saper tenere a freno gli eccessi di una Nazionale ricca di “galli” bizzosi

L come Lilla: è la sede della seconda fase, che tutti si augurano di raggiungere non solo perché significa entrare tra le prime 16 (e avvicinarsi ai Giochi Olimpici di Rio), ma anche perché significa giocare in un’avveniristica arena da 27.000 posti, esperienza senza precedenti nel basket europeo

M come Mercedes-Benz Arena: appena rinominato così (fino a giugno si chiamava O2 World), il palasport in stile NBA di Berlino sarà il campo di battaglia degli Azzurri per le prime cinque partite. L’Italia dovrà essere brava a non farsi influenzare dal fattore campo, sicuramente contrario almeno in due occasioni (Turchia e Germania)

N come Nowitzki: impossibile non inchinarsi idealmente al giocatore tedesco più famoso della storia del basket, eroe dei due mondi che vorrebbe regalare un’ultima gioia al pubblico teutonico prima di ritirarsi dalla Nazionale. Il supporting cast è solido ma non molto talentuoso, o almeno non abbastanza da poter fare a meno di Wunderdirk quando servirà un canestro pesante

O come Ottantatre: era il 1983 e l’Italia saliva sul tetto d’Europa a Nantes. È successo di nuovo 16 anni dopo, sempre in Francia (a Parigi), con gli Azzuri di Bogdan Tanjevic sul gradino più alto. Ora, 16 anni dopo, c’è un’Italia quanto mai talentuosa e un’altra fase conclusiva da giocare in Francia. La cabala non ci è mai andata così a genio

P come Pianigiani e Petrucci: sono i due “generali” dell’esercito azzurro, diversi ma entrambi fiduciosi e concentrati sull’obiettivo. La posta in gioco, però, è diversa: per il presidente FIP un successo sarebbe il coronamento di una carriera ricca di soddisfazioni (anche e soprattutto al CONI), per il CT l’Eurobasket è un importante crocevia: se avrà successo rimarrà in sella e si confermerà un allenatore di livello internazionale, se fallirà si troverà intrappolato nella ragnatela di diffidenza dei detrattori, quelli che – per ora a ragione – sostengono che si sia dimostrato vincente solo a Siena.

Q come Qualificazione: quella alla seconda fase è l’obiettivo minimo dell’Italia, ma una volta lì anche quella al Preolimpico della prossima estate (dal terzo al settimo/ottavo posto) sarà alla portata. La qualificazione diretta ai Giochi Olimpici, invece, sarebbe un grande successo

R come Rio de Janeiro: è l’obiettivo, diretto o indiretto (tramite il Preolimpico) di almeno una decina delle 24 partecipanti all’Europeo. Solo due stapperanno lo champagne gran riserva, altre cinque potranno esultare solo in parte. Le rimanenti potranno iniziare a pianificare, per l’estate 2016, amichevoli e modeste partite di qualificazione all’Europeo 2017

S come Sergio Scariolo e Sasha Djordjevic: uno è italianissimo ma spagnolo d’adozione, e lo ha ribadito accettando di tornare sulla panchina della Selección. L’altro è italiano d’adozione e di residenza, ma è serbo fino al midollo e ha risposto alla chiamata della propria Nazionale. Entrambi cercheranno di fare un torto al collega Pianigiani

T come Tony Parker: ha affermato senza timore che la sua Francia è la più forte di sempre (e la sua Nazionale è campione d’Europa in carica). Se si vorrà strappare una medaglia, a Lilla, si dovrà passare sul suo “cadavere” cestistico

U come Ultras (in particolare quelli turchi): questa sera proprio l’Italia avrà un primo assaggio del tifo turco a Berlino. La speranza è che gli Azzurri riescano a non farsi intimidire, e che i facinorosi turchi non superino i limiti della sportività

V come Vendetta: di motivi di vendetta ce n’è a iosa, negli incroci dei vari gironi. Dal nostro punto di vista, il più rilevante è quello nei confronti della Serbia, che ci estromise dai Mondiali 2014 battendoci nella finale 7°-8° di Lubiana nel 2013

Z come Zagabria: il girone C non si incrocerà inizialmente con quello dell’Italia, ma è da lì che, andando avanti nel torneo, potrebbero arrivare le insidie più grosse oltre a quelle del nostro girone: occhi puntati, in particolare, su Grecia e Croazia

Crediti: FIP, Archivio web