Eugenio in Via di Gioia per L’indiece di melty: Da buskers al Premio Fred Buscaglione

Eugenio in Via di Gioia - L'intervista per L'indiece di melty
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Dall’esordio come buskers fino alla collaborazione con Dente. Gli Eugenio in Via di Gioia ci hanno raccontato la loro storia: leggi l'intervista su L'indiece di melty!

Partiti come artisti di strada, gli Eugenio in Via di Gioia sono stati capaci di attirare su di sé grandi consensi sia da parte del pubblico che della critica e dei colleghi, anche grazie all’ultima compilation a cui hanno preso parte: “Sotto il cielo di Fred”, dedicata al Premio Fred Buscaglione, a cui hanno preso parte molti degli artisti più noti dello scenario indie italiano. Il loro primo album, “Lorenzo Federici”, mescola il folk italiano a quello inglese, il tutto poi condito da una ironia genuina, capace di veicolare con leggerezza anche i messaggi più profondi. A colpirci, in particolare, è stato il videoclip realizzato per ‘Non ancora’, nato dalla collaborazione del gruppo con il registra francese Fabien Webiel. L’indiece di melty presenta…Eugenio in Via di Gioia!

L’indiece di melty: Com’è nata l’idea per il videoclip di “Non Ancora”? È stato difficile trovare un’idea per il videoclip. Soprattutto avevamo difficoltà a legare al pezzo una sceneggiatura che potesse calzargli a pennello. Alla fine una nostra amica ci fece vedere il corto del giovane regista francese Fabien Weibel e ci piacque immediatamente, fu un vero colpo di fortuna. Quel corto coglieva in maniera perfetta il tema trattato nella nostra canzone: la cattiva abitudine di voler andare sempre avanti, senza accontentarsi mai; il voler arrivare a una meta a tutti i costi, senza saper fermarsi mai.

Il nome del gruppo l’avete preso dai 3/4 dei componenti della band: Eugenio Casaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia. Il titolo del primo disco, invece, dal bassista, l’elemento rimanente. Ci raccontate questa scelta? Anche qui si è trattato di un caso: all’inizio Eugenio suonava da solo, poi con la formazione del gruppo ci siamo resi conto che aggiungendo ad “Eugenio” 2 dei 3 cognomi dei restanti membri della band il nome del gruppo suonava benissimo. Restava fuori solo il bassista, ma noi siamo democratici: ecco perché il nostro primo album si chiama come lui, anche Lorenzo Federici doveva avere un posto! Questo disco, rispetto al precedente Ep, appare meno scanzonato: volevamo dimostrare le tante sfaccettature dell’album attraverso un misto di leggerezza e serietà. È un voler cercare la riflessione attraverso l’ironia.

Eugenio in Via di Gioia - "Lorenzo Federici"
Eugenio in Via di Gioia - "Lorenzo Federici"

Avete cominciato come artisti di strada: cosa portate dietro da questa esperienza? Iniziare come buskers in giro per Torino ci ha dato poi molta più naturalezza sul palco. Eugenio già suonava per strada da diverso tempo, la nascita del gruppo non è stata costruita a tavolino, potremmo dire che anche qui è stato un caso. Eugenio ci chiamò a suonare per una serata a Chieri, vicino Torino, in quanto chiedevano di una band. È nato tutto in maniera molto spontanea e genuina.

Dopo l’esperienza come buskers, come è avvenuto il salto di qualità? È stato il Premio Fred Buscaglione a dare una svolta alla nostra carriera. Arrivammo secondi, vincendo il premio della critica. Il premio e la compilation dedicata al Festival ci hanno dato la possibilità di farci conoscere a un pubblico più vasto e di entrare in contatto con artisti già molto affermati nel giro. Ad esempio abbiamo avuto la possibilità di suonare con Dente. Ci sono altri due artisti, oltre Dente, con cui ci piacerebbe collaborare. Sicuramente Brunori, che apprezziamo molto per musica, testi e lo spettacolo che riesce a mettere in piedi. Il vero sogno, comunque, sarebbe poter aprire un concerto di Caparezza(qui l'intervista per melty.it). Per noi sarebbe il massimo: Capa scrive dei testi formidabili, musicalmente parlando ci piace molto e ha il pregio di saper appassionare sia il mondo della musica indie che un giro più mainstream. Guardando all’estero, invece, potremmo dirti Paolo Nutini e i Mumford’s & Sons senza dubbio. L’abbiamo preso da loro il modo di esibirci sul palco tutti e 4 nella stessa fila.

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Crediti: eugenio in via di gioia