Eugenio in Via di Gioia: 5 consigli utili in vista del Premio Fred Buscaglione

Eugenio in Via di Gioia: 5 consigli utili in vista del Premio Buscaglione
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Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia ha pensato a 5 consigli utili per tutte le band che partecipano o vorranno partecipare al Premio Buscaglione!

Gli Eugenio in Via di Gioia sono al momento una delle realtà più interessanti della scena indipendente italiana. Sono stati a lungo la band più ascoltata a Torino su Spotify, hanno vinto di recente il Premio KeepOn Rivelazione Live 2014-2015 e hanno appena inaugurato la seconda parte del tour legato a loro debut-album “Lorenzo Federici”(qui l’intervista per L’indiece di melty). Soprattutto, gli Eugenio in Via di Gioia sono legati in particolar modo al Premio Fred Buscaglione, per cui L’indiece di melty è nuovo media partner. La giovane band torinese, infatti, ha vinto il premio della critica durante l’ultima edizione del 2014, partecipando alla nuova compilation “Sotto il cielo di Fred” in compagnia di artisti come Brunori Sas, Dente, i Perturbazione e Lo Stato Sociale. Dal momento che manca solo una settimana per potersi iscriversi al Premio Buscaglione (le iscrizioni scadono il 15 novembre, qui tutte le info del Premio) abbiamo pensato di chiedere proprio agli Eugenio in Via di Gioia 5 consigli per tutti coloro che si sono iscritti o vogliono iscriversi adesso al Premio Buscaglione. A risponderci è stato Eugenio Cesaro: eccovi 5 consigli utili per affrontare al meglio il contest!

1.ISCRIVERSI

Cosa aspetto, è sempre più raro trovare concorsi seri e ben organizzati, per la mia esperienza ho perso talmente tanti concorsi che uno in più, uno in meno non mi cambierebbe la vita. In più devo dire che concorsi come Sotto il cielo di Fred è difficile trovarne: è gratuito e permette di vincere clamorosi premi. Inoltre anche solo iscriversi è una vetrina incredibile, dagli addetti ai lavori ai fan delle altre band.

2. PROVARE

Questo è un consiglio valido sempre, prima di qualsiasi concerto, suono più che posso, cercando di ascoltarmi e di essere il primo critico di me stesso. Se dovessi passare le selezioni non potrei salire sul palco impreparato. E sul palco non salgo da solo. La musica non è uno sport individuale, la complicità tra ogni membro del gruppo genera un effetto immediatamente diverso da sotto il palco.

3. AVERE QUALCOSA DA DIRE

Evvai, ho superato le selezioni! Ora salgo sul palco e vi dico tutto quello che ho da dirvi, ad uno ad uno, il mio obiettivo non è far vedere quanto son bravo a suonare (anche perché nel mio caso avrei ben poco da mostrare) ma cercare di far arrivare il mio contenuto.

4. SUONARE

Certo che portarsi dietro le basi sarebbe bello eh, qui sul palco ci siamo io, il batterista e il bassista ma è come se ci fosse un intera orchestra…Qui casca l’asino, l’effetto karaoke non è mai bello da vedere, in più una buona canzone regge che sia suonata da un’intera orchestra o che sia suonata da una sola chitarra classica… E poi il pubblico lo dice sempre: “suooooona”.

5. ANDARE AI CONCERTI

Conosco un sacco di band e a casa ascolto sempre Spotify! Si ma non basta, devo ascoltare i live! Il mondo della musica dal vivo è un altro rispetto al mondo della musica registrata. La maggior parte dell’esperienza che ho la devo ai concerti che ho visto. Il mio consiglio più grande è di andare a sentirne il più possibile:è importante seguire un iter preciso: "1. Capire cosa mi è piaciuto di un gruppo 2. Fermarmi a pensare perché invece quell’altro gruppo fosse così noioso 3. Origliare i pareri del pubblico 4. Giocare a calcio balilla 5. tornare a casa." Gran parte di una carriera si basa sulla buona riuscita del live e devo esser capace a mantenere viva l’attenzione del pubblico se tengo alla mia musica.

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Crediti: eugenio in via di gioia