Emma Morton: L'incidente, il dramma di Palermo e il ddl omicidio stradale

Emma Morton a X Factor
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Emma Morton racconta un terribile sinistro che ha coinvolto la sua auto sabato 16 maggio. L'episodio capita a pochi giorni dall'incidente a Palermo e inevitabilmente si sono riaccese le polemiche sul reato di omicidio stradale.

“Abbiamo visto delle luci arrivare saltando da destra a sinistra e abbiamo sentito un rumore terrificante, cattivo, minaccioso, mi sembrava l'urlo di un demone” : a descrivere con queste parole un drammatico incidente occorso nella notte fra sabato 16 e domenica 17 maggio è Emma Morton, talentuosa cantante di origini britanniche, che tutti ricordano per la partecipazione al talent show X Factor. Se Emma ha potuto raccontare gli attimi di panico vissuti a bordo della sua auto quella notte è perché è sopravvissuta al pauroso sinistro stradale che ha coinvolto la vettura. La testimonianza di Emma Morton mette i brividi: “Sabato notte un ubriaco, facendo 180km all'ora su una strada statale con un limite di 50km all'ora, ha perso controllo della sua macchina e ci ha preso in pieno da dietro mentre si tornava dal nostro concerto felici e tranquilli. È successo tutto molto velocemente […]. L'impatto da dietro ci ha mandato per 50 metri sulla corsia opposta, testa a coda. Ci siamo presi mano in mano, io gridavo mentre avrei voluto sospirare ‘I love you Luca’ (il compagno alla guida dell’auto, n.d.r.). Non riuscivamo a vedere nient’altro che luce, forte e accecante, e non sapevamo che cosa ci poteva venire incontro in questo viaggio scatenato, fuori dal nostro controllo, solo aspettare che finisse, aspettando che la fine poteva andare in due modi: essere vivi o essere morti”.

Emma Morton: L'incidente, il dramma di Palermo e il ddl omicidio stradale

Emma Morton continua: “La macchina è sbalzata sul marciapiedi ed abbiamo tirato giù un palo della luce, vari cartelli e si è fermata finalmente in un campo, qualche metro da un muro. Ci siamo guardati cercando di capire se uno o l'altro aveva delle ferite evidenti e Luca mi ha detto ‘usciamo della macchina subito’. Abbiamo corso e ci siamo trovati a qualche metro dalla nostra macchina ora irriconoscibile, devastata e mutata per averci salvato noi. Quando sono arrivati i vigili, ci hanno detto che la nostra sopravvivenza (dato l'impatto da dietro dall'altra macchina e l'impatto davanti del lampione) era abbastanza miracolosa. Infatti, non ho dubbio che qualcosa o qualcuno ci abbia salvato, e non smetterò mai di ringraziare quella forza sconosciuta che ci ha regalato la possibilità di portare avanti la nostra vita, il nostro amore, la nostra famiglia e la nostra musica”. La cantante è viva per miracolo. Il giorno dopo, domenica 17 maggio, la 30enne Tania Valguarnera è stata investita e uccisa da un pirata della strada in via Libertà, a Palermo. A L’Aquila, nella stessa giornata, è morto il 15enne Marco Zaurrini, alla guida di uno scooter che è stato travolto dall’auto di un 32enne sotto effetto di alcol e droga. Le vite spezzate di Tania e di Marco sono solo le ultime di una lunghissima lista: basti pensare che negli ultimi 10 anni l’Italia ha occupato le prime posizioni nella classifica dei paesi con più alto numero di morti sulle strade. Sebbene il numero di decessi annuali sia passato da 7mila a 4mila dal 2001 al 2012, la situazione italiana resta allarmante, anche in relazione agli obiettivi fissati dall’Unione Europea.

Emma Morton: L'incidente, il dramma di Palermo e il ddl omicidio stradale

Naturalmente il sangue degli innocenti che domenica è stato versato per colpa di autisti ubriachi o amanti della velocità ha riacceso le polemiche relative all'introduzione del reato di omicidio stradale in Italia. La legge attuale prevede che chiunque sia responsabile della morte di qualcuno su strada venga punito con la reclusione da 2 a 7 anni, da 3 a 7 se il soggetto è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e fino a 15 anni se le vittime sono più di una. Il ddl che in questo momento è in esame al Senato, invece, riconosce e introduce due nuovi reati, omicidio stradale e lesioni personali stradali. Le pene sono più severe: fino a 12 per chi uccide qualcuno sotto l’effetto di alcol o droghe; da 4 a 8 anni per eccesso di velocità; fino a 18 anni per chi causa la morte di più di una persona. Non tutte le associazioni a difesa delle vittime della strada sono soddisfatte dal ddl. Per alcune il provvedimento non è sufficiente ad arginare la grave situazione dei sinistri mortali in Italia, mentre per altre non è necessario introdurre nuove leggi ma basterebbe applicare quelle già in vigore; secondo altre associazioni è necessario aumentare i controlli sulle strade e attuare una riforma del codice della strada.

Crediti: Youtube, Archivio web