Emma Marrone, molestie sessuali in tv: si mobilita il Telefono Rosa

Emma Marrone ad Amici
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Emma Marrone è stata vittima di uno scherzo di cattivo gusto, attraverso il quale è passato il concetto che la molestia sessuale può essere divertente.

A più di una settimana di distanza dallo scherzo di cattivo gusto architettato dalla redazione di Amici di Maria De Filippi ai danni di Emma Marrone ancora non si placano le polemiche. Sin dalla messa in onda dello scherzo, su Twitter e su altri social network molti utenti fecero notare la gravità delle immagini trasmesse, che, secondo molti, alleggerirebbero il peso delle molestie sessuali, facendole passare per una burla. Anche l’associazione Telefono Rosa, in prima linea contro la violenza sulle donne, si è scagliata contro il talent show di Canale 5. La presidentessa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli scrive su Facebook: “Abbiamo visto il video dello ‘scherzo’ ad Emma Marrone, nel corso di Amici, e, con grande delusione e incredibilità, ci troviamo costrette a stigmatizzare l'accaduto. Uno scherzo del genere non fa ridere”.

EMMA MARRONE AD AMICI
Emma Marrone ad Amici
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Emma Marrone ad Amici
Emma Marrone ad Amici
Emma Marrone ad Amici

“Ma non solo – continua la presidentessa in riferimento allo scherzo a Emma MarroneUno scherzo simile denota una inaccettabile leggerezza da parte di autori che sanno bene di avere come target i giovani. Vi siete chiesti, cari autori, che messaggio resta dalle grasse risate conseguenti a una molestia sessuale? Vi siete chiesti cosa vuol dire ‘normalizzare’ comportamenti sessualmente espliciti su una donna tutt’altro che consenziente? Siamo sicure di no”. Infine, un messaggio alla conduttrice di Amici: “Ci auguriamo, sapendo che Maria De Filippi è una persona che ha sempre mostrato sensibilità su questo tema, che nella prossima puntata vengano fatte delle scuse a chi combatte ogni giorno la violenza e a tutte le donne e gli uomini che, giustamente, si sono indignati. Non si può fare della cultura della violenza un soggetto per una gag, esattamente come non lo si può fare per l’#omofobia, per il #bullismo e per qualunque altra forma di #violenza”.

Crediti: Pacific Press, Getty Images, Mario Carlini - Iguana Press, Archivio web, Camilla Morandi - Corbis, Ragnar Singsaas