Elio e le storie tese: "Popolari a cinquant'anni grazie a Sanremo"

Elio e le storie tese, "un gruppo emergente di veterani"
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Arrivati secondi al Festival di Sanremo 2013 con 'La canzone mononota', gli Elio e le storie tese hanno rilasciato un'intervista su La Repubblica, in cui la band racconta la propria scalata al successo durata trent'anni di "gavetta".

Sabato 16 Febbraio 2013 si è tenuta la serata conclusiva della 63^ edizione del Festival di Sanremo, vinto dao Marco Mengoni. Una vittoria per molti meritata, ma che ha lasciato solo il secondo posto agli Elio e le storie tese, come nel 1996 con 'La terra dei cachi'. La band Elio e le storie tese ha ricevuto sia il premio della critica Mia Martini che quello come Miglior Arrangiamento, ma sul web e non solo continuano i dibattiti su questo secondo posto. Oggi è apparsa un'intervista agli Elii sul quotidiano La Repubblica, in cui la band parla della propria bizzarra, lenta e trasversale scalata al successo e di come la loro celebre autoironia gli permetta di essere, come hanno detto loro, "i Virna Lisi della musica, perché con queste bocche possiamo dire tutto". E come dargli torto? Del Festival della canzone italiana si dice sempre che sia il meeting degli anziani, sia all'anagrafe che nel modo vero e proprio di fare . Che sia vero o meno, stavolta nessun giovane ha messo in mostra l’estro musicale, la creatività e la genialità che hanno sfoggiato gli Elii nelle loro tre esibizioni.

Elio e le storie tese: "Popolari a cinquant'anni grazie a Sanremo" - photo
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"Siamo nati nell'epoca sbagliata", hanno affermato "Se avessimo esordito alla fine degli anni Sessanta saremmo andati alla grande. Siamo un gruppo emergente di veterani". Niente di più vero: da chierichetti auto-scomunicati in 'Dannati forever', a musicanti dalla larga fronte in 'Un bacio piccolissimo' in compagnia del pornodivo Rocco Siffredi, fino a diventare i geniali profeti della meta-canzone in Do con 'La canzone mononota', gli Elio e le storie tese hanno fatto della canzone un veicolo dissacrante della canzone stessa, come rifiuto all'espressione di banalità e condanna all'ipocrisia, e l'hanno fatto proprio dall'interno della macchina infernale per eccellenza in tal senso: la televisione pubblica. Ma appunto, da "gruppo emergente", seppur di veterani, un po' con l'aria ingenua e immacolata dei bambini, che tutto possono dire perchè "la bocca della verità", gli Elii non hanno scatenato alcun putiferio, cosa che sarebbe successa "se quel pezzo lì l'avesse cantato uno più credibile".

Elio e le storie tese: "Popolari a cinquant'anni grazie a Sanremo"

E sempre a proposito di credibilità, un gruppo come gli Elio e le storie tese, secondo molti, non avrebbe niente a che fare con il Festival di Sanremo, proprio per il fatto di essere sempre stata una band che non si è mai poggiata sul consenso delle masse. Le critiche dei fan alla partecipazione degli Elii a Sanremo 2013 infatti non sono mancate, ma la risposta di Elio è stata più che significativa: "Bisogna interrogarsi su cos'è l'arte. La musica è una pippa che ti fai da solo o qualcosa da condividere con gli altri? . Infatti, dopo tante edizioni, potrebbe essere stato proprio questo l'ingrediente magico che ha fatto alzare gli ascolti: l'offerta di una musica varia che potrebbe essere presa d'esempio per i prossimi festival.

Elio e le storie tese: "Popolari a cinquant'anni grazie a Sanremo"
Crediti: Archivio web