Elezioni Sardegna 2014: Vanessa Melis, perché mi candido con Cappellacci

Vanessa Melis, giovane candidata per le regionali in Sardegna
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Vanessa Melis è la più giovane candidata dei “Riformatori Sardi” nella Provincia di Nuoro. Pronta ad offrire il suo contributo a Cappellacci in vista delle Elezioni in Sardegna del 16 febbraio. Leggi l'intervista di melty.it.

“Dobbiamo imparare a lavorare con la gente comune, perché la vecchia tlitica ormai non sa più come stanno le persone”. Parola di Vanessa Melis, classe 1986, in corsa alle Regionali sarde del 16 febbraio con il centro-destra a sostegno del governatore uscente Ugo Cappellacci. La sua avventura politica è iniziata a maggio dello scorso anno come candidata in una lista civica nel suo paese in provincia di Nuoro, Macomer. Si è sempre impegnata in prima persona per il suo territorio e la sua attività come consulente finanziario le ha permesso di toccare con mano i problemi della Sardegna e della sua gente. Dopo le due interviste a Laura Fois, candidata con Michela Murgia e Silvia Loriga, in corsa con Francesco Pigliaru, un'altra candidata under 30 si racconta a melty.it.

Vanessa, chi sei e come nasce il tuo impegno politico? “Dopo un'importante esperienza interculturale in Canada durante il liceo ho studiato all'Università di Cagliari Economia e Politiche Europee, con specializzazione in progettazione europea. Attualmente gestisco una mia attività in cui mi occupo di consulenze per servizi finanziari e assicurativi. Sono sempre stata impegnata nel sociale e per la crescita di del mio paese, Macomer (provincia di Nuoro, ndr) . Dopo la bellissima esperienza alle Comunali dello scorso anno ho deciso di scendere in campo con il centro-destra per portare le mie battaglie anche in Consiglio Regionale. Grazie al mio lavoro ho potuto toccare con mano i problemi economici e la disperazione di famiglie, aziende ed imprenditori. La mia battaglia sarà soprattutto per loro”.

Elezioni Sardegna 2014: Vanessa Melis, perché mi candido con Cappellacci - photo
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Perché hai scelto di sostenere i “Riformatori Sardi” e Ugo Cappellacci? “Innanzitutto perché quello di cui faccio parte non è il solito partito politico, ma un movimento che nel tempo ha portato avanti iniziative importanti come la diminuzione delle accise sul carburante, l'eliminazione delle provincie e la riduzione del numero dei consiglieri regionali. E poi siamo gli unici a non avere in lista nessun candidato inquisito. Sono convinta che Cappellacci sia l'uomo giusto per guidare ancora la Sardegna perché, soprattutto negli ultimi anni del suo mandato, ha conseguito traguardi importanti, favorendo la continuità territoriale, istituendo la “Flotta Sarda” per i collegamenti navali, creando il progetto di sviluppo sostenibile del territorio 'Sardegna 2.0'. E' un leader che ha grande carattere, carisma, un reale e positivo progetto di rinascita, capace di ricredersi anche su temi importanti come quello della Zona Franca”.

Pensi quindi che il progetto 'Zona Franca' sia attuabile in Sardegna? “In tutta Europa esistono territori riconosciuti come 'porto franco'. É vero che la Sardegna ha una superficie estesa che potrebbe creare difficoltà, ma ha anche una densità abitativa molto bassa che renderebbe la cosa realizzabile. Basterebbe solo istituire l'Iva al 6% o 7% e far si che tutte le aziende siano costituite per metà da sardi. Con una regolamentazione seria e precisa si potrebbe davvero costruire qualcosa capace di far seriamente ripartire lo sviluppo. Non capisco perché quello del centro-sinistra debba essere un no dato a prescindere. Perché non discuterne? Perché non portare avanti questa idea tutti insieme? ”

Elezioni Sardegna 2014: Vanessa Melis, perché mi candido con Cappellacci

Qual è la tua ricetta per migliorare l'occupazione giovanile in Sardegna? "Bisogna innanzitutto diminuire la pressione fiscale e abbassare significativamente il costo del lavoro. La Sardegna deve smetterla di vivere solo di ammortizzatori sociali come la Cassa Integrazione, di cui si è abusato fin troppo. Fondamentale è favorire la rioccupazione, incentivando i giovani a fare impresa. In questo senso è un obbligo diminuire significativamente i tempi e snellire la burocrazia: non è più possibile impiegare 3 anni per aprire un'impresa. Noi giovani dobbiamo investire sulla nostra terra, dimostrare che ci interessiamo al suo futuro, discostarci dalla solita vecchia politica dei giochi di potere e collaborare tutti insieme, al di là di ogni schieramento politico. Solo così potremo garantirci un futuro migliore.

Crediti: Archivio web