Elezioni Sardegna 2014: Sondaggi, tra Cappellacci e Pigliaru vince l'astensionismo

Il candidato del centro-sinistra Pigliaru
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I sondaggi parlano chiaro. Quasi metà dei sardi non si presenterà alle urne per le Elezioni Regionali 2014. Il resto sarà un testa a testa tra Ugo Cappellacci e Francesco Pigliaru. Scopri le previsioni di voto su melty.it.

La sfiducia nella politica è molto alta in Sardegna. Lo dimostrano i sondaggi e le previsioni sul voto del 16 febbraio che deciderà chi sarà il prossimo governatore dell'isola. Secondo le indagini svolte da Datamedia, le Elezioni Regionali 2014 faranno da culla ad un astensionismo mai così elevato che si attesterebbe intorno al 50%. Potrebbero esserci cambiamenti dell'ultimo minuto e, effettivamente, non si sa quanti siano gli elettori ancora indecisi, ma il dato appare comunque preoccupante. Tra le cause da annotare l'assenza del Movimento 5 Stelle e del suo 30% ottenuto alle Politiche dello scorso anno. Il resto se lo contenderanno, con tutta probabilità, il governatore uscente Ugo Cappellacci, con una forbice tra il 38% e il 40% e il leader del centro-sinistra Francesco Pigliaru, di poco sotto tra il 36% e il 39%. Michela Murgia e la sua lista “Sardegna Possibile” sono invece più lontani, tra il 19% e il 22%.

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Partita a due quindi? Così pare, ma non è da sottovalutare il consenso crescente intorno alla figura della Murgia, quella che il 48% degli elettori ritiene meritevole di fiducia. Ne avevamo già parlato nell'intervista con Laura Fois: perché mi candido con Michela Murgia; è probabile che molti voti grillini o di protesta vadano a condensarsi intorno ad una candidata che non vuole riconoscersi in nessuno schieramento politico. Tutto questo si riverserà facilmente contro lo schieramento di centro-sinistra, con molti elettori scontenti che potrebbero rimanere a casa o dare la propria preferenza a “Sardegna Possibile”. Pigliaru è una figura poco conosciuta nell'isola, con una popolarità del 25%, non aiutata dalle recenti vicende in seno al Partito Democratico Sardo con l'indagine nei confronti della candidata della prima ora, poi esclusa, Francesca Barracciu. Senza dimenticare le ripercussioni che una sconfitta potrebbe avere a livello nazionale. Il voto sardo è il primo vero banco di prova del nuovo Pd guidato da Matteo Renzi, anche alla luce delle vicende politiche degli ultimi giorni, della direzione Pd e del cambio Letta-Renzi al governo.

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Ad avvantaggiarsi sarà con tutta probabilità il centro-destra e tutta la coalizione che sostiene Ugo Cappellacci, forte e agguerrita, alla ricerca di una riconferma dopo i primi 5 anni di mandato. La sua notorietà è ai massimi livelli (80%) e la fiducia intorno al 45%, diretta conseguenza delle recenti battaglie in Consiglio Regionale sulla “Zona Franca”. Tutto questo nonostante due processi ancora a carico, quello sulla Loggia P3 per abuso d'ufficio e quello per il fallimento di Sept Italia. E il resto? Con una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste, gli altri candidati dovranno accontentarsi delle briciole e probabilmente di nessun seggio. Mauro Pili, candidato con il gruppo misto “Unidos”, è dato tra il 3% e il 4.7%; Gigi Sanna del “Movimento Zona Franca” tra 1,8% e 2,5%; Pierfranco Devias del “Fronte Indipendentista Unidu”, invece, difficilmente riuscirà a raggiungere l'1% dei voti.

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Crediti: Sardegna Possibile, Youtube, Archivio web