Elezioni Europee 2014: L'Altra Europa, 3 domande a Claudio Riccio

Claudio Riccio
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Domenica 25 maggio si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo. Quella a Claudio Riccio, candidato de 'l'Altra Europa' con Alexis Tsipras, è la prima di una serie di interviste sul tema dei giovani e del futuro dell'Europa.

Domenica 25 maggio si torna alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo. L'appuntamento delle Elezioni Europee 2014 rappresenta un crocevia decisivo per il futuro dell'Unione, stretta tra sfiducia dei cittadini e crescita del populismo anti-europeista, ma soprattutto arenatasi nel pantano della disoccupazione giovanile. L'Altra Europa, lista appartenente al gruppo della Sinistra Europea tra i banchi dell'Europarlamento, si presenta come alternativa al duopolio tra Partito Popolare Europeo-PPE (centro-destra) e Partito Socialista Europeo-PSE (centro-sinistra), a sostegno della candidatura di "rottura" del greco Alexis Tsipras alla Presidenza della Commissione europea. Il leader del partito ellenico Syriza è il nemico numero uno dell'Austerity finanziaria e dello strapotere del cancelliere tedesco Angela Merkel, contrapposto all'Europa del Debito e del drammatico 40% di giovani senza lavoro. Per Claudio Riccio, giovane candidato (classe 1985) della cosiddetta "Lista Tsipras", l'obiettivo è un radicale cambio di marcia delle politiche di Bruxelles, "Per un nuovo modello sociale europeo (...) L'Europa deve tornare ad essere un sogno. Il dominio delle banche l'ha resa un incubo". L'intervista.

Perché un giovane dovrebbe votare per l'Altra Europa con Alexis Tsipras? Perché In un'Europa in miseria, con 27 milioni di disoccupati, 12 milioni di coetanei espulsi da ogni processo formazione e ricerca del lavoro, l'unica strada possibile è fermare la politica di austerità e le politiche economiche e del lavoro che hanno creato questo massacro sociale, frutto non del caso ma di precise decisioni politiche. Occorre invertire la rotta e costruire un nuovo modello culturale europeo, con un reddito minimo europeo e un welfare che garantisca i precari e una vita degna in Europa. E' evidente che l'idea su cui sono fondate gran parte delle politiche europee, cioè che per risolvere il problema della disoccupazione giovanile servisse più flessibilità, è totalmente sbaglita. Sono diminuiti posti di lavoro, sono diminuiti i salari e sono aumentate solo precarietà e ricattabilità dei lavoratori. La soluzione è avviare politiche espansive, l'occupazione non si crea con la riduzione delle regole. Serve un grande piano europeo per l'occupazione che preveda investimenti pubblici: penso alla messa in sicurezza del territorio e alla riconversione industriale in ambito tecnologico. Al tempo stesso, occorre un welfare europeo finanziato da una fiscalità europea fortemente progressiva, che non sia solamente finalizzata all'assistenza ma che promuova l'autonomia e la qualità del lavoro.

Elezioni Europee 2014: L'Altra Europa, 3 domande a Claudio Riccio - photo
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Quali sono le ricette de L'Altra Europa per il rilancio dell'occupazione giovanile nell'UE? L'Europa tutta è stata contagiata dalla convinzione che la flessibilità. Nella Germania stessa l'idea dei "mini jobs" ha portato ad una dequalificazione del lavoro: i salari sono fermi ormai da tempo. Di certo, nel resto d'Europa, si è investito in innovazione, università ricerca: ciò che è mancato invece in Italia. Il nostro è l'unico paese che ha ridotto sia in termini reali che nominali gli investimenti in questo settore. Più in generale, però, serve una politiche espansiva e di rilancio della domanda. Con questi livelli di diseguaglianza il modello europeo non è sostenibile. Il sistema non tiene.

I giovani possono credere ancora nell'Europa? Cosa va cambiato e cosa è possibile fare per coinvolgere maggiormente i cittadini europei? Bisogna dire che rispetto a questa Europa non può che esserci disillusione, distanza, mancanza di fiducia. L'Europa è corresponsabile del massacro sociale degli ultimi anni e non possiamo pensare che venga amata dal popolo. Gli anti-europei non sono solo i nazionalisti, ma anche la Merkel e altri soggetti con l'ossessione del debito. O si cambia radicalmente o l'Europa diventa un incubo, non un sogno. Finché la costituzione stessa dell'Europa sarà quella dei mercati e del neo-liberismo, non ci può essere consenso attorno al progetto europeo. Occorre una trasformazione delle istituzione europee per rafforzare il potere dei cittadini: anzitutto, conferire al Parlamento Europeo un vero potere legislativo e un budget adeguato, che passi dall'1,2 attuale al 5%, ma anche rafforzando l'ICE, l'Iniziativa dei Cittadini Europei, per la promozione di una politica dal basso. D'altro canto, bisogna mettere in campo forme più codecisione tra eletti ed elettori e avviare un nuovo processo costituente europeo. La democrazia non si misura in clic, ma si pratica sui territori.

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Crediti: web , Youtube, PANORAMIC, facebook