Elezioni Europee 2014: Chi è Jean-Claude Juncker, candidato Ppe

Jean-Claude Juncker
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Jean-Claude Juncker è il candidato del Parito popolare europeo alla presidenza della Commissione europea. Primo ministro del Lussemburgo per 18 anni, è stato per 7 anni a capo dell'Eurogruppo. Scopri chi è Jean-Claude Juncker.

Jean Claude Juncker è il candidato alla Commissione europea del Partito Popolare europeo alle prossime elezioni europee del 2014, in programma tra il 22 e 25 maggio in tutta Europa. Classe 54', laureato in legge e cittadino del Lussemburgo - Paese piccolissimo con il più alto Pil pro capite al mondo -, Juncker è stato candidato alla presidenza dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel in persona, superando così la concorrenza dell'altra candidatura sul tavolo, quella di Michel Barnier, commissario per il Mercato interno di nomina francese nell'ultima Commissione Barroso. Juncker è reduce da uno scandalo nel suo Lussemburgo che ha riguardato intercettazioni illegali dei servizi segreti, che lo ha portato nel luglio 2013 a dimettersi dalla carica di ministro di stato (ovvero primo ministro, ndr), esercitata per 18 anni. La carriera politica di Juncker è iniziata nel 1984, quando fu eletto al Parlamento lussemburghese e divenne subito ministro del Lavoro e poi al Bilancio sotto il governo di Jacques Santer, che divenne nel 1995 il primo presidente della Commissione europea. Juncker però già nel 1989 cominciò la sua scalata nell'establishment internazionale: divenne prima presidente della Banca mondiale, poi governatore del Fondo monetario internazionale e infine governatore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers). Già, l'Europa. Juncker dopo la gavetta nel suo Paese ha iniziato la scalata alle istituzioni più importanti dell'Unione europea.

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Vicino a ricoprire il ruolo di presidente della Commissione europea nel 2004, pochi mesi dopo, il 1° gennaio del 2005, Juncker viene nominato presidente dell'Eurogruppo, l'organo di coordinamento dei 28 ministri dell'Economia e delle finanze di tutta l'Unione europea, non solo dei 18 che fanno parte dell'eurozona. A dispetto del suo carattere incline al compromesso, il lussemburghese si è distinto per il disaccordo con la Gran Bretagna e le tensioni franco-tedesche. Con la "perfida albione" rappresentata da Tony Blair, Juncker ha avuto continui battibecchi e visioni diverse sul budget europeo, tanto da candidarsi nel 2009 alla presidenza permanente dell'Ue proprio contro il leader dei Labour inglesi. Candidature che vennero superate dalla scelta della Germania di appoggiare il belga Herman Van Rompuy, poi eletto. Con il Paese tedesco, o meglio con il duo Sarkozy-Merkel, Juncker ha avuto forti contrasti nel periodo 2011-2012, durante il picco della crisi dell'Euro, tanto da rassegnare il 30 aprile del 2012 le dimissione da presidente dell'Eurogruppo. Il punto di rottura tra Juncker e "Merkozy" è stato sul fiscal compact, per Juncker insufficiente a dare risposte all'economia dell'Ue in un momento di forti tensioni sociali e bisogno di crescita impellente.

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Ma il dinosauro, politico scaltro e di lungo corso, ha voluto lasciare forse nel momento in cui l'Eurogruppo perdeva di potere e il tavolo più importante si apprestava a diventare quello della presidenza della Commissione europea, per la prima volta nella storia nominata attraverso il voto popolare per il tramite dei partiti. Ed ecco che Juncker ha preparato il terreno per la sua candidatura, lanciata e appoggiata in maniera decisiva da Angela Merkel prima del congresso di Dublino dello scorso marzo. Rispetto a Martin Schulz, candidato alle elezioni europee 2014 del Partito socialista europeo e suo avversario diretto alle elezioni, l'ufficializzazione della candidatura Juncker è giunta un po' in ritardo, sintomo che non ha raccolto una maggioranza ampia tra tutti i partiti della tradizione popolare. Un Paese che potrebbe bruciare Juncker è la Francia. Dalle parti dell'Ump, il partito di destra, non hanno dimenticato le bordate di Juncker all'indomani delle sue dimissioni da presidente dell'Eurogruppo e anche le recenti dichiazioni. "Non vedo elementi che permetterebbero di prolungare la scadenza di fine 2015", ha dichiarato a Le Figaro il candidato del Ppe su una possibile proroga del pareggio di bilancio di Parigi. Insomma, se i rapporti con la Merkel sembrano ricuciti, non lo sono con la destra francese, che infatti gli ha preferito Barnier.

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C'è infine il capitolo Italia. I partiti che appoggiano Juncker alle Elezioni europee 2014 sono Forza Italia di Silvio Berlusconi e il Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano. Con il primo partito ci sono state forti turbolenze proprio durante la campagna elettorale. La gaffa di Berlusconi sui tedeschi e i campi di concentramento ha fatto intervenire Juncker, che ha definito l'Italia come "una grande nazione, ma anche la Germania lo è. Nessuno - ha avvertito il candidato della Ppe - ha il diritto di insultare amici e partner nell’Unione Europea. Nella politica europea non c’è posto per dichiarazioni divisive che tradiscono i valori su cui si basa la nostra Unione”. Ma Juncker ha fatto discutere per le sue dichiarazioni al Tg1 sulla disoccupazione italiana: "Non è l’Europa che ha obbligato l’Italia ad avere un tasso di disoccupazione così elevato, è fabbricazione interna". Il quadro dovrebbe essere più chiaro, a voi la scelta e se non sapete quanto sia importante esercitarla, ecco come perché votare il 25 maggio alle elezioni europee 2014.

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