Egitto: Scontri in piazza, i morti salgono a 30

L'Egitto è nel caos
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L’Egitto è nel caos. Nella notte di venerdì 5 luglio si sono registrati violenti scontri tra sostenitori e oppositori di Morsi, il presidente destituito dalle forze armate. L’esercito è sceso in campo e i morti sono saliti a 30.

Violenti scontri fra sostenitori ed oppositori di Morsi si sono registrati nella notte tra ieri venerdì 5 luglio e questa mattina. Nei pressi della Piazza Tahrir del Cairo le due fazioni hanno iniziato a lanciarsi pietre costringendo l’esercito ad interporsi con blindati, mentre sul posto sono giunte numerose ambulanze. Voci e smentite si sono susseguiti sul numero di vittime davanti alla sede della guardia repubblicana in un sostanziale black out televisivo delle immagini degli scontri. Secondo gli ultimi aggiornamenti i morti sarebbero saliti a 30, oltre 1.100 i feriti. Gli islamisti hanno fatto appello nella notte a mantenere la mobilitazione in Egitto: "Il partito resterà al fianco dei suoi membri e dei suoi simpatizzanti sulle piazze egiziane fin quando il presidente non sarà riabilitato alle sue funzioni", afferma un comunicato del Partito libertà e giustizia, la forza politica di Mohamed Morsi e legata ai Fratelli musulmani. A notte fonda l'agenzia Mena ha pero' dato la notizia dell'arresto per ''incitazione alla violenza'' del numero due della Fratellanza, Khairat El-Shater.

Egitto: Scontri in piazza, i morti salgono a 30 - photo
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Il presidente ad interim, Adly Mansour ha emesso il suo primo decreto presidenziale per sciogliere la camera alta del parlamento. Secondo il quotidiano al-Ahram, nella notte di violenze almeno 16 delle vittime sono state uccise da colpi di arma da fuoco alla testa e al petto. Tre manifestanti hanno trovato la morte negli scontri scoppiati con l'esercito, mentre in centinaia cercavano di raggiungere il quartier generale della Guardia repubblicana dove il presidente deposto Morsi è rinchiuso da mercoledì, dopo essere stato destituito dalle forze armate. Una persona è stata invece uccisa negli scontri fra pro e anti Morsi nei pressi dell'università. Non è ancora chiaro in che situazioni siano stati provocati gli altri morti. Un portavoce dell'esercito ha smentito che i soldati abbiano usato veri proiettili contro la folla, sostenendo che le forze armate hanno sparato solamente a salve e usato lacrimogeni. Non è escluso, però, che altre forze di sicurezza possano avere aperto il fuoco. In serata il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alle parti perche' ''lavorino insieme'' e si evitino vendette.

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Crediti: Egitto scontri