Egitto: Colpo di Stato, Morsi arrestato dall'esercito

L'opposizione esulta
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Il Presidente egiziano Morsi è stato deposto dall'esercito, che ha affidato il potere politico al Consiglio costituzionale. In attesa di nuove elezioni, l'intervento armato preoccupa Usa e Ue sulla sospensione della democrazia nel Paese.

Si chiude il sipario sull'era Mohamed Morsi. Il Presidente egiziano è stato destituito la sera di mercoledì 3 luglio dalle forze armate del Paese, dando seguito all'ultimatum di 48 ore lanciato lunedì scorso, al quale Morsi aveva risposto con un "Vado avanti, sono pronto a morire". La folla in Piazza Tahrir ha salutato con un'ovazione la deposizione dell'ormai ex leader dello Stato arabo, festeggiando con canti e fuochi d'artificio. L'esercito ha così sospeso l'ordine costituzionale, nominando capo provvisiorio dello Stato il Presidente del Consiglio costituzionale Adly Mansour, giudice con un passato all'Ecole Nationale d'Administration di Parigi. Lo staff dell'ex Presidente è agli arresti domiciliari presso un edificio militare, mentre lo stesso Morsi è detenuto dall'alba del 4 luglio negli uffici del Ministero della Difesa guidato dal Generale Al-Sissi, nuovo uomo forte del Paese. Nel frattempo, non si placano le tensioni tra i manifestanti: nel corso degli scontri ci sono state altre 16 vittime nella notte, e i militari egiziani hanno arrestato ben 300 esponenti dei Fratelli Musulmani (il movimento islamista di cui Morsi è il braccio politico), interrogando anche il responsabile politico dell'organizzazione El-Katatni. I vertici delle forze armate hanno assicurato che "L'esercito resterà lontano dalla politica", con Al-Sissi pronto ad una road-map (coinvolgendo Mohamed El-Baradei, portavoce dell'opposizione) per ristabilire un clima di concordia nazionale con cristiani e musulmani. Restano però caos e interrogativi sul dopo-Golpe.

Egitto: Colpo di Stato, Morsi arrestato dall'esercito

La crisi egiziana ha fatto suonare il campanello d'allarme per la comunità internazionale. Il Presidente Usa Barack Obama, che più di tutti aveva invitato Morsi a cercare un accordo con l'opposizione, ha esortato l'esercito a "Rimettere subito il potere ad un governo democraticamente eletto", minacciando persino il congelamento degli aiuti economici in caso di persistenza del Colpo di Stato. Le parole della Casa Bianca fanno eco alle preoccupazioni del Segretario Onu Ban Ki Moon e dell'Unione europea, che auspicano un rapido avvio delle consultazioni in vista di un nuovo voto popolare. Uno degli esponenti dell'opposizione anti-Morsi, Amr Moussa, ha dichiarato che le consultazioni "Raggrupperanno tutte le forze politiche nazionali": nessuna vendetta contro i Fratelli Musulmani a quanto pare, ma gli arresti in blocco e la chiusura di tre canali televisivi vicini al partito Libertà e Giustizia del Presidente (tra cui Egypt 25, rete ufficiale del movimento) lasciano presagire una resa dei conti nel Paese. Inoltre, i militari hanno fatto irruzione persino nei locali della tv araba Al-Jazeera, prelevando cinque giornalisti. La sospensione della democrazia perpetrata dall'esercito rischia di far precipitare il Paese arabo in uno scenario da "Repubblica delle banane", come ha affermato lo specialista francese del mondo arabo Dominique Thomas.

Egitto in festa
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Egitto - L'ex Presidente Morsi, detenuto dall'esercito
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egitto colpo di stato morsi arrestato da esercito
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Crediti: afp, Archivi web, melty.fr, Youtube