Ecco a quale famosa rivolta (reale) potrebbe essere ispirato Orange Is The New Black 5

Orange Is the New Black
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La quinta stagione di Orange Is The New Black tratta di una rivolta carceraria all’interno della prigione di Litchfield, ma a quale riot famoso potrebbe essere ispirato?

Orange Is The New Black 5 si svolge durante un breve periodo di soli tre giorni, in cui le detenute di Litchfield, in seguito alla morte di Poussey, danno vita a una rivolta all’interno del carcere che le spinge a prendere le guardie in ostaggio e ad avanzare una serie di rivendicazioni. Con l’arrivo delle nuove guardie, infatti, la loro situazione è molto peggiorata, sfociando in abusi, torture e trattamenti inumani e degradanti: insomma, uno spaccato molto più verosimile a quanto succede nelle vere prigioni negli Stati Uniti rispetto a quello che ci mostrava prima lo show di Netflix, dipingendo a volte un quadro un po’ troppo idilliaco e francamente irrealistico.

Gli Stati Uniti sono teatro di frequenti rivolte all’interno delle carceri, soprattutto perché spesso sono dominate da gang che hanno il quasi totale controllo della prigione. Come ha detto Caputo nelle prime puntate di Orange Is The New Black 5, “le rivolte nelle carceri non finiscono mai bene”, e non ha tutti i torti: generalmente queste portano con sé un numero di vittime molto alto, e la situazione per i detenuti poi non va mai incontro a un miglioramento. La rivolta che ha luogo nella quinta stagione di OITNB 5 potrebbe essere ispirata a quella del carcere di Lucasville avvenuta la domenica di Pasqua del 1993. In quell’occasione i detenuti – tra i più pericolosi degli Stati Uniti – presero possesso della prigione in modo molto violento per protestare contro alcune profilassi mediche che l’istituto carcerario voleva imporre ai detenuti. Quella che doveva essere però inizialmente una protesta pacifica – iniziata dai detenuti musulmani di Lucasville – è però poi degenerata in una delle più sanguinose rivolte mai esistite nelle carceri. (CONTINUA DOPO LA GALLERY)

Ecco a quale famosa rivolta (reale) potrebbe essere ispirato Orange Is The New Black 5 - photo
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Le prime ore della rivolta ovviamente sono state un bagno di sangue: decine furono i detenuti uccisi in modo barbaro dagli altri carcerati per regolare conti sospesi dal passato, e anche molte guardie persero la vita nei primi momenti dei riot. Successivamente però, le varie gang del carcere di Lucasville – latini, suprematisti bianchi, neri, arabi, musulmani, ecc… - si unirono per portare avanti delle rivendicazioni, e stilarono una serie di richieste volte a migliorare la vita del carcere. Per farsi ascoltare, chiesero di parlare con la televisione: inizialmente questa richiesta non fu accordata dalla polizia, e allora i detenuti uccisero una delle otto guardie che avevano in ostaggio. Alla fine riuscirono a parlare con la stampa e anche con un avvocato, al quale garantirono la loro resa in cambio dell’ascolto delle proprie rivendicazioni: i negoziati andarono avanti per dieci giorni, e poi i detenuti che avevano trattato con la polizia annunciarono, dietro promessa di una garanzia, la fine della rivolta.

Inutile dire che queste garanzie non furono mai attese: la vita all’interno del carcere di Lucasville peggiorò in modo inesorabile, e i detenuti che avevano portato avanti il “trattato di pace” con la polizia sono stati condannati a morte, e spostati in altri penitenziari di massima sicurezza sparsi in altri Stati. Insomma, non proprio una rivolta finita bene. Speriamo che quella della quinta stagione di Orange Is The New Black non abbia lo stesso epilogo.

Ecco a quale famosa rivolta (reale) potrebbe essere ispirato Orange Is The New Black 5
Crediti: Netflix, Archivi Web, Archivio Web