E' morto Little Tony, cuore matto d'Italia

Little Tony
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Il cantante Little Tony, malato da tempo, è morto a Roma all'età di 72 anni. Tra i suoi brani più famosi "Cuore matto", "Riderà" e "24mila baci". Per la sua grande passione per il Rock'n'roll era chiamato l'Elvis Presley italiano.

E' morto a Roma Little Tony. Il cantante aveva 72 anni quando si è spento a Villa Margherita dove era ricoverato da tre mesi. Antonio Ciacci, in arte Little Tony, è stato uno degli esponenti più celebri della musica leggera italiana. E' stato uno dei primi, insieme ad Adriano Celentano, ad interpretare in chiave italiana il Rock'n'roll. Little Tony, conosciuto come l'Elvis Presley italiano, ha portato al successo brani come "Riderà", "Cuore Matto" e "24 mila baci" (cantata sul palco del Festival di Sanremo nel 1961 con Adriano Celentano). Little Tony ha esordito con un look particolare che è stato, durante il corso della sua carriera, uno dei suoi caratteri distintivi. Imitava Elvis Presley in tutto, esibendo per l'epoca un look rivoluzionario: ciuffo cotonato, giacche frangiate, cinturoni e le movenze tipiche del Re. Little Tony ha scelto il suo nome d'arte per rendere omaggio al cantante statunitense Little Richard.I funerali del cantante si svolgeranno giovedì, presso la chiesa del Divino Amore a Roma.

E' morto Little Tony, cuore matto d'Italia - photo
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La passione per la musica

Little Tony ha iniziato la sua carriera da giovanissimo grazie ad una famiglia di musicisti: il padre cantante e fisarmonicista, uno zio chitarrista, i fratelli Enrico e Alberto, rispettivamente chitarrista e bassista. Ha cominciato ad esibirsi nei ristoranti dei Castelli Romani, poi nelle balere e nei teatri di avanspettacolo. La svolta arrivò nel 1958, quando fu notato dall'impresario inglese Jack Good che lo portò in Inghilterra con i fratelli. In Inghilterra nacque il gruppo "Little Tony & his brothers" e alla fine degli anni Cinquanta iniziò la fortuna di Little Tony. La band riscosse un notevole successo e negli anni inglesi i "Little Tony & his brothers" produssero numerosi singoli come "Lucille", "Johnny B. Good" e "Shake rattle and roll". Alcuni suoi brani entrarono a far parte della colonna sonora di diversi film: "Blue Monday", "Il gangster cerca moglie", "Che tipo rock" e "I teddy boys della canzone". Little Tony durante un'intervista all'Ansa rilasciata in occasione dei suoi 70 anni ricordava: "A 16 anni sono andato a Londra senza una lira e senza sapere una parola di inglese a misurarmi con gente come Cliff Richard. Prendevo il treno a carbone e andavo a Manchester da dove andava in onda il programma 'Boys Meet Girls'. L'anno dopo il programma si intitolava 'Wham', è da qui che George Michael ha preso il nome della sua prima band, e io ero ospite fisso. Uno degli autori di Elvis scrisse per me "Too Good", che arrivò nella top 20 inglese nel 1959".

E' morto Little Tony, cuore matto d'Italia

Il cantante rientrò in Italia nel 1961, di quegli anni ricordava le molte difficoltà: "Tornai in Italia senza una lira, con i jeans, il giubbotto di pelle da Teddy Boys alla Marlon Brando, gli occhiali da sole e volevo solo cantare in inglese. A Milano avevamo firmato un contratto con la Durium: avevamo fame, dormivamo in una pensione da 300 lire a notte e mangiavamo in un'osteria a 150 lire. Mi dissero che se volevo cantare in inglese avrebbero stracciato il contratto. Quelli della band (tra cui il fratello Enrico, chitarrista storico, tra l'altro delle colonne sonore di Ennio Morricone) mi convinsero ad accettare di cantare in italiano''. Il successo italiano arrivò infatti in quello stesso anno. Little Tony partecipò al Festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano, arrivando secondo grazie a "24 mila baci". Fu nel 1962 che ottenne il primo successo discografico con "Il ragazzo col ciuffo". Nel 1965 arrivò semifinalista a "Un disco per l'estate" con "Viene la notte". Dopo tanta gavetta ottenne finalmente il trionfo nel 1966, portando, nella grande vetrina del "Cantagiro", il brano "Riderà". La canzone non vinse la manifestazione, ma vendette oltre un milione di copie. Nel 1967 presentò a Sanremo "Cuore matto", il suo più grande successo. La canzone arrivò prima in classifica e rimase tra i primi posti per 12 settimane consecutive. Nel 1975 incise l'album "Tony canta Elvis", interpretando vari classici del suo maestro. Nel 2003 partecipò di nuovo al Festival con "Non si cresce mai" in coppia con Bobby Solo. Il cantante era legato a Bobby Solo da una sincera amicizia e un pizzico di rivalità, quando si entrava nel tema di chi fosse dei due l'Elvis italiano. Little Tony è stato un precursore del rock, lui stesso diceva : ''Se non ci fossero stati due carbonari, uno al Nord di origine pugliese che si chiama Adriano Celentano, e uno al centro Sud nato a Tivoli, che si chiama Little Tony, oggi non ci sarebbero Vasco Rossi e compagni''. La sua ultima apparizione a Sanremo risale al 2008, quando presentò il brano autobiografico che segnava il suo ritorno in scena dopo l'infarto: "Non finisce qui''. Il cantante aveva rivelato: "Il ricordo più bello di quella canzone è legato al fatto che la prima a telefonarmi dopo aver cantato è stata Mina, che è stata anche la prima a chiamarmi quando ero in ospedale a Ottawa. Ci conosciamo da quando abbiamo 18 anni: ai tempi di Studio Uno a Roma abitavamo sullo stesso pianerottolo''.

E' morto Little Tony, cuore matto d'Italia
La passione per le auto sportive

Little Tony era un grande sportivo e soprattutto un grande appassionato di automobili, in particolare della Ferrari, di cui era un collezionista (nella sue collezione poteva vantare una splendida Daytona) tanto da essere presidente del Ferrari Appia Antica club. Un amore vero, ricordato dallo stesso cantante in un'intervista di qualche anno fa proprio durante un raduno della Ferrari a cui si presentò con la sua "330 G": "Nel '62 avevo una Spider Alfa Romeo 2000. Un missile, per quei tempi. Un giorno, presi l' auto per andare a fare uno spettacolo a Radicofani. Non mi facevo sorpassare da nessuno, io. Mentre procedevo a tutto gas, qualcuno ebbe il coraggio di starmi dietro, a una manciata di metri. Non mollava, e un certo punto il guidatore ingranò la seconda e volò via, scomparendo in una nuvola di fumo. Un razzo, riuscii solo a scorgere il nome della vettura: Ferrari". Little Tony raccontava spesso il suo incontro con Enzo Ferrari e amava infilare la tuta dei meccanici di Maranello quando c'era da riparare qualcosa nel suo nutrito parco macchine.

La passione per il calcio

Little Tony aveva fatto parte della nazionale cantanti e attori e aveva preso parte a qualche Derby del Cuore. Il suo di cuore calcistico batteva per la Roma. Nel 1983, infatti, per celebrare lo scudetto conquistato dalla Roma di Falcao scrisse "Roma brasileira".

Crediti: swing52a, agd33, archivi, rai, Archivio web