Django Unchained, La Vita di Adele, Hunger Games 2: Top film 2013

Leo Di Caprio in Django Unchained
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“Django Unchained” di Quentin Tarantino è il miglior film internazionale del 2013: lo ha deciso all'unanimità la redazione di melty.it, che premia anche “La Vita di Adele” e “Hunger Games 2 – La Ragazza di Fuoco”.

Django Unchained

E' un film prodotto nel 2012, vincitore di ben due premi Oscar, ma con i tempi della distribuzione lo abbiamo potuto apprezzare in Italia soltanto nel 2013: “Django Unchained” di Quentin Tarantino ha conquistato a mani basse il titolo di miglior film internazionale secondo la redazione di melty.it. Sono stati 9 i voti ricevuti, per un successo netto quanto quello de “La Grande Bellezza” tra i migliori film italiani del 2013. La magistrale tragi-commedia sull'abominio della schiavitù nell'America dell'Ottocento, che risente delle influenze spaghetti-western italiane, fu il detonatore di una polemica a noi cara: Film in lingua originale, perché dire basta al doppiaggio. Ne riportiamo un breve brano: “Ci voleva 'Django Unchained'. Ci voleva il ridicolo doppiaggio di Pino Insegno che presta la voce a uno schiavo liberato di colore. Per capire tre cose: che chi ama il cinema in Italia non può più andarci per evitare di ascoltare storie e dialoghi snaturati; che l’italiano medio ora parla inglese e le nuove generazioni 2-3 lingue diverse; che gli sprechi di risorse per il doppiaggio fanno male al cinema italiano, che sforna film con il contagocce”.

la vita di adele

Con tre voti si posiziona al secondo posto il film più atteso dell'anno, sia per il successo ottenuto al Festival di Cannes che per le polemiche che si sono scatenate sul regista Abdellatif Kechiche. “La Vita di Adele” (ben sei articoli nel dossier dedicato), ha fatto scalpore per le scene di sesso prolungato, per lo stato di “trans recitativo” in cui versa la sorprendente Adèle Exarchopoulos, e per le accuse di sadismo professionale rivolte dalle protagoniste al regista. “Ma questo è solo il "contorno" del fenomeno – ha scritto Enrico Fop - al centro rimane un'opera affascinante che tratta un tema delicato come quello dell'amore omosessuale tra due ragazze adolescenti. Una lezione di vita e di cinema che Kechiche impartisce a noi e alle sue giovani protagoniste, alla quale consigliamo vivamente di assistere".

Hunger games 2 - la ragazza di fuoco

Al terzo posto (due voti), “Hunger Games 2 – La Ragazza di Fuoco”: il secondo capitolo della saga letteraria trasposta sul grande schermo ha convinto tutti, adulti e ragazzi, e soprattutto ha superato di gran lunga il successo del primo film. Così sempre Enrico Fop, che aveva recensito il film in anteprima: “La cosa più interessante di “Hunger Games – La ragazza di fuoco” è il suo contenuto politico, che offre spunti di riflessione notevoli ad un pubblico di giovanissimi. Il film infatti mette in scena un regime totalitario di fantasia, ibridando l'ambientazione da antico impero romano (in declino), il clima propagandistico della Germania hitleriana e il futuro distopico descritto nel romanzo di George Orwell "1984", nel quale le telecamere controllano l'esistenza delle persone. In questo scenario Katniss e Peeta appaiono come cellule impazzite, capaci di far implodere un sistema fatto di rigore e pacifismo imposti dall'alto”.

Tra i film che hanno conquistato un voto c'è il documentario “The Act of Killing”, presentato in anteprima in Italia dal Milano Film Festival 2013: un film su gli autori di un genocidio (quello indonesiano degli anni 60-70) che raccontano la propria carneficina in un film (girato per finta). Joshua Oppenheimer si è fermato per ore a discutere con gli spettatori davanti alla Triennale di Milano ed è stato un onore partecipare a quella chiacchierata. Un'idea geniale, un risultato mai raggiunto da un documentario di guerra, che è valso il premio agli EFA 2013, gli Oscar europei. Un simbolico voto è andato a un altro documentario, “Metallica: Through the Never”, uno al film di animazione “Cattivissimo me 2”, e uno a “Mood Indigo – La schiuma dei giorni” di Michel Gondry, che secondo la critica francese non ha reso onore al romanzo di Boris Vian. Gli altri voti sono tutti per film hollywoodiani: “Spring Breakers” con Selena Gomez (guarda l'intervista esclusiva), “The Great Gatsby” con Leonardo Di Caprio e “The Master” di Paul Thomas Anderson.

Crediti: Comingsoon, Archivio web, archivio web