Dinamo Sassari: Uno scudetto per la Sardegna, tutti i precedenti

La Dinamo può festeggiare il primo Scudetto della sua storia
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La Dinamo Sassari è campione d'Italia. 45 anni dopo lo scudetto del Cagliari la Sardegna torna a festeggiare un trionfo storico e importante per tutto un popolo. Scopri di più.

Quantacinque anni dopo la Sardegna alza di nuovo le braccia al cielo orgogliosa di un successo sportivo di portata nazionale come pochi se ne sono visti nei territori bellissimi di un'Isola altrettanto bella e sofferente. La Dinamo Sassari è campione d'Italia e con lei lo è tutto un popolo che ha vissuto con apprensione e incredibile trasporto una serie di finali che hanno riportato sull'isola un trionfo sportivo che, per importanza, mancava dal 1970, anno in cui il Cagliari Calcio cuciva il suo primo – e unico – scudetto sulle maglie trascinata dall'indimenticato Gigi Riva. Negli ultimi mesi il basket è diventato sport capace di unire tutta la regione, con un parco di tifosi che si è allargato partita dopo partita sino al trionfo quanto mai sofferto in questi playoff infiniti. 73 a 75 il risultato finale, con Reggio avanti per tutta la partita e Sassari che non ha mai mollato, forte della forza dei suoi singoli e della maestria tecnica di Meo Sacchetti, ma anche di uno spirito mai domo che le ha permesso di risollevarsi dopo un inizio partita quanto mai disastroso. É la vittoria del cuore e della forza di volontà, di un tifo che ha spinto in alto una squadra che, in questo 2014-2015 ha portato a casa ben tre trofei, risultato inimmaginabile alla vigilia. Un triplete sotto il segno dei quattro mori, una soddisfazione che rimarrà per sempre scolpita nel cuore di tutti i sardi.

Dinamo Sassari: Uno scudetto per la Sardegna, tutti i precedenti

Innegabile che il trionfo ottenuto dal basket sia il successo sportivo più importante mai ottenuto dalla Sardegna e dallo sport sardo negli ultimi decenni, nel lungo periodo secondo solo al trionfo storico del Cagliari Calcio di Gigi Riva nell'ormai lontanissimo 1969/70. Ma come storico era stato quel successo altrettanto lo è quello della Dinamo: per la prima volta la vittoria della Serie A1 di basket è arrivata anche nella regione dei quattro mori, per la prima volta uno degli sport più seguiti d'Italia ha riacceso le luci su uno sport sardo fin troppo trascurato nel corso degli anni. In tanti si dimenticano le difficoltà logistiche, economiche e organizzative della maggior parte delle società sportive dell'isola, costrette a giocare in condizioni pietose, con pochissimi finanziamenti e in strutture vecchie e fatiscenti. La Dinamo, sin dal suo approdo in A1 e dall'arrivo del presidente Sardara è stato un esempio di piccola ma ottima gestione, una mosca bianca capace di dimostrare che grandi cose si possono fare in Sardegna anche dal punto di vista sportivo. Gran parte di questo merito è dovuto al calore e alla forza di una tifoseria che da Sassari ha invaso tutta la Sardegna, per un seguito di consensi e passione che può tranquillamente essere paragonato alla forza di quel Cagliari degli anni d'oro.

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Onore alla Dinamo e al suo eroe Meo Sacchetti, condottiero al pari di quel Gigi Riva che arrivò riluttante in un isola profondamente povera dispersa nel mezzo dell'Oceano. Quel Riva che poi diventò il più forte attaccante dei suoi anni, capace di trascinare la sua squadra alla vittoria, diventando poi sardo d'adozione, più sardo di tante persone nate nell'isola. Tanti i parallellismi con la storia di Sacchetti, pugliese di Altamura e ormai sassarese a tutti gli effetti. La sua è stata una scelta di vita, che lo ha reso condottiero imprescindibile per i successi della Dinamo, entrato per sempre nel cuore della sua terra e dei suoi abitanti. Una vittoria importante, capace di rendere grande la Sardegna come Riva fece a suo tempo. In un periodo difficilissimo quella fu una vetrina di fondamentale importanza per il rilancio del popolo sardo e della sua isola, per la felicità dei suoi abitanti da sempre vessati da una situazione difficile. La speranza è che anche questa gioia, in un periodo di recessione e in un territorio difficile come quello sardo, possa rilanciare le ambizioni di un popolo che aveva bisogno come il pane di un trionfo del genere, linfa vitale per il suo tessuto sociale ed economico. Le analogie con il passato sono tante, con il condottiero venuto “dal continente” come arma in più per il successo. Chi arriva da fuori non può fare altro che innamorarsi della Sardegna e della sua gente, nello sport quanto nell'arte. Da Sacchetti e Riva, passando per Fabrizio De Andrè o Andrea Parodi il passo è più breve di quanto si immagini.

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La Sardegna può tornare a far sentire il suo grido al mondo, orgogliosa dei successi della Dinamo come lo era stata di quelli del Cagliari. Con buona pace per tutti i provincialismi deve essere tutta la Sardegna a gioire per questa vittoria, come era successo 45 anni fa per quel mitico Cagliari, per uno scudetto che riecheggia ancora oggi nelle memorie di più di una generazione, capace di riempire di gioia il cuore di tutti i tifosi sportivi di vecchia data. Una squadra storica, nell'ormai storico impianto cagliaritano dell'Amsicora per un 12 aprile 1970 entrato per sempre nella storia. Fu lo scudetto dei record, il più importante nella storia del Cagliari, per la miglior stagione nella storia della squadra. Riva ottenne il titolo di capocannoniere con 21 reti, 5 furono i convocati della squadra nella Nazionale ai Mondiali di Messico 1970. Solo 11 furono le reti subite dalla miglior difesa di sempre nella storia della Serie A Ma fu una rivincita sociale prima che sportiva: una vittoria ricca di significati per l'intera Isola con il Cagliari che fu simbolo della rivincita di tutti quelli stereotipi che da tempo la accompagnavano, da tutti ritenuta “patria di pastori e banditi” e diventata in poco tempo ambitissima meta turistica.

Dinamo Sassari: Uno scudetto per la Sardegna, tutti i precedenti

Da quel momento in poi il destino sportivo della Sardegna è stato quasi sempre legato alle vicende del Cagliari Calcio, entrata nel mondo del calcio professionistico in pianta stabile e con una permanenza da record in Serie A. Anche nei periodi più bui la squadra è sempre stata la più amata dell'isola, con un numero di tifosi importante anche nel resto del mondo. Si tratta della squadra sportiva più importante della Sardegna, quella che, tra alti e bassi, è riuscita a giocare in Serie A per ben 36 stagioni, ottenendo come massima affermazione anche una semifinale storica di Coppa UEFA nella stagione 1993-94, sotto la guida di un grande condottiero come Carletto Mazzone. Dal 2000 in poi gli alti e bassi della squadra di calcio sono coincisi con la lenta ascesa della Dinamo ed è di fondamentale importanza che lo sport dell'isola abbia ottenuto un successo di tale importanza nello stesso anno in cui i cugini del Cagliari sono retrocessi in Serie B dopo 11 anni, togliendo all'isola una vetrina importante come quella della Serie A. In attesa di momenti migliori sarà la Dinamo a portare con orgoglio il tricolore affianco al simbolo dei quattro mori. Ma il calcio in Sardegna non parla solo maschile, visto che la squadra più titolata a livello nazionale in questo sport è la Torres 1903, società di calcio femminile di Sassari, in Serie A dal 1990 e a tutti gli effetti la squadra più titolata d'Italia. Sette sono i suoi scudetti, di cui ben quattro di fila tra il 2009 e il 2013; altrettante le Supercoppe Italiane e 8 le Coppe Italia, tutti record ad oggi ineguagliati a livello femminile, per una squadra che si è fatta valere anche a livello europeo, arrivando in più di un'occasione ai quarti di finale della Champions League.

Dinamo Sassari: Uno scudetto per la Sardegna, tutti i precedenti

Non solo calcio nel destino sportivo della Sardegna. L'hockey su prato è da sempre uno dei fiori all'occhiello dello sport isolano, grazie ai successi incredibili dell'Amsicora, società cagliaritana diventata con il tempo la più titolata d'Italia a livello maschile e tra le più vittoriose a livello femminile. Incredibile la doppietta ottenuta nella stagione appena conclusa con uno Scudetto per entrambe le società e un ritorno alla vittoria dopo anni sottotono. Incredibili sono i record dell'Amsicora maschile, la maggior parte ottenuti nello storico impianto che fu sede della grande vittoria calcistica del Cagliari. 22 scudetti, 4 Coppe Italia, 5 scudetti indoor e una serie infinita di trionfi a livello juniores tra under 14, under 16 e under 18 per una società capace di far crescere il movimento anche a livello giovanile, ottima fucina di talenti a tutti i livelli. Sassari può fregiarsi anche di una delle squadre di pallamano femminile più titolate del belpaese, la Handball Club Sassari, vincitrice di ben 6 campionati, 6 Coppe Italia e 3 supercoppe nella sua disciplina. Si tratta di uno degli esempi sportivi più vincenti degli anni 2000, una società sana e dall'alto valore sportivo, capace di ottenere ben cinque trionfi consecutivi tra il 2004 e il 2009. Successi forse poco conosciuti, ma che andrebbero valorizzati a pieno per dare valore a una terra capace di offrire società encomiabili e sportivi di primo livello. Senza questi successi meno conosciuti i trionfi di Cagliari e Dinamo non avrebbero lo stesso valore. Onore al primo scudetto sassarese nel basket professionistico e onore a chi, ad ogni livello, ogni giorno porta avanti i valori e la bellezza dello sport, anche in quei posti dove è davvero proibitivo praticarlo.

Manuel Lai

Crediti: Sardegna Sport, Archivio web