Dinamo Sassari: Eurolega, l’analisi del girone D

I gironi dell'Eurolega 2015/2016
Ecrit par

La Dinamo Sassari sorteggiata nel girone D dell’Eurolega 2015/2016, contro il blasone di CSKA e Maccabi, le insidie di Malaga e Bamberg e i dollari “freschi” del Darussafaka. Ecco l’analisi del girone che aspetta i sardi.

Partendo dalla sesta fascia, di certo la Dinamo Sassari non poteva pensare di andare incontro ad un sorteggio facile per l’Eurolega 2015/2016. E infatti il girone capitato ai ragazzi di Meo Sacchetti è tutt’altro che facile, ma dopo l’esperienza dell’anno scorso, prestigiosa ma poco costruttiva, quest’anno i biancoblù – peraltro con lo scudetto sul petto – non possono accontentarsi di un ruolo da agnello sacrificale, e dovranno cercare di giocarsi le proprie carte per il passaggio del turno. Un piazzamento tra le prime quattro, come detto, appare piuttosto improbabile, ma se la qualità media del girone è molto alta va detto anche che – ad eccezione del CSKA Mosca – non ci sono vere e proprie corazzate, almeno per quanto il mercato ha raccontato finora. Andiamo ad analizzare, una per una, le avversarie del Banco di Sardegna nella prossima Eurolega.

CSKA MOSCA

Anche quest’anno, nonostante le delusioni delle ultime stagioni, i russi si candideranno non solo alla vittoria del girone, ma a quella dell’intera competizione. Va da sé che i sardi possono mettere in preventivo uno 0-2 contro gli uomini di Dimitris Itoudis, che perderà pezzi importanti come Sonny Weems e Andrei Kirilenko ma è vicino a Joel Freeland e Kostas Sloukas e, comunque vada, si vedrà allestire dalla dirigenza un roster estremamente competitivo. Certo, sognare non costa nulla, ma non è contro il CSKA che la Dinamo dovrà provare a fare punti; e anche solo vedere l’”Armata Rossa” al PalaSerradimigni sarà motivo di orgoglio per i società e tifosi biancoblù.

MACCABI TEL AVIV

Campione d’Europa 2014, il Maccabi ha faticato decisamente di più nella scorsa stagione, conquistando i quarti di finale per un soffio e mancando – cosa rarissima – il titolo di campione d’Israele. Sarà anche per questo che la dirigenza dei “canarini” non è stata a guardare, e ha già messo sotto contratto l’ex NBA Jordan Farmar, il bomber ex Siena Taylor Rochestie e il centro ex Roma Trevor Mbakwe. Con il suo solito basket frizzante e poco difensivo (che un po’ somiglia a quello della Dinamo), il Maccabi proverà a fare la parte del leone puntando almeno al secondo posto, ma di certo gli israeliani non brillano per continuità, e non è detto che Devecchi e compagni non possano fare loro uno sgambetto.

UNICAJA MALAGA

Tra le sorprese della scorsa stagione spagnola, l’Unicaja sembra aver risolto i problemi economici che qualche anno fa mettevano a rischio il futuro ad alto livello del club e ha già iniziato a rinforzare il roster a disposizione di Joan Plaza, coach cercato anche dall’EA7 Milano. Giovani di sicuro avvenire come Dani Díez e Nemanja Nedovic, uniti ad americani già navigati in Europa come Edwin Jackson e Jamar Smith, sono i primi sostanziosi ingredienti che Plaza dovrà amalgamare; se riuscirà a farlo, non ci sarà da stupirsi a vedere gli andalusi primeggiare anche in Eurolega, “terreno” che ha regalato loro diverse gioie in passato. Anche i biancoverdi dovrebbero avere uno dei primi quattro posti garantito, ma come gli israeliani tendono a concedersi qualche passaggio a vuoto (negli ultimi anni anche in casa, in quel Martín Carpena che era un fortino inespugnabile) e la Dinamo non dovrà partire sconfitta.

BROSE BASKETS BAMBERG

I tedeschi sono una delle squadre sul cui “cadavere” la Dinamo dovrà provare a costruire il suo sogno di Top 16. Prima, però, bisognerà però uccidere (sportivamente parlando) la squadra di Andrea Trinchieri, campione di Germania un po’ a sorpresa ma determinata a tornare protagonista anche in Eurolega dopo un anno di assenza. Il Brose, club ricco ma non ricchissimo, ha già iniziato a perdere qualche pezzo sul mercato, ma si è anche rifatto con il nazionale tedesco Lucca Staiger e – con l’aiuto del fiuto di Trinchieri – pescherà sicuramente qualche altro giocatore in rampa di lancio. Il grosso pericolo, per Sassari, è rappresentato dalla capacità del tecnico italiano di far rendere al meglio i singoli e dal fattore campo dei bavaresi, ma una vittoria contro Bamberg al PalaSerradimigni sarà il minimo sindacale se la Dinamo vuole rimanere in corsa più a lungo della stagione passata.

DARUSSAFAKA DOGUS ISTANBUL

È uno dei motivi per cui l’Eurolega meriterebbe di sparire ed essere soppiantata da una competizione FIBA. Non è campione di Turchia, non ha blasone e non ha meriti particolari, ma il club è di proprietà di Doğuş, colosso turco che controlla 25 aziende dei settori più svariati (banche, distributori di automobili di lusso, alimentazione, turismo e persino mezzi di comunicazione), e tanto è bastato per ottenere magicamente una wild card per l’Eurolega 2015/2016. L’incantesimo è proseguito garantendo ai turchi la quinta fascia al loro debutto nella competizione (mentre la Dinamo, campione d’Italia con Eurolega ed Eurocup alle spalle, è finita in sesta…), ed ecco che i sardi se li ritrovano come ostacolo da superare sulla strada dell’impresa qualificazione. Un ostacolo non da poco, se si pensa che l’ambiziosa dirigenza ha già arricchito l’organico con i nazionali turchi Emir Preldzic e Oguz Savas oltre all’ala americana Reggie Redding, ex Alba Berlino cercato anche da Milano e Maccabi. Staremo a vedere se le lire turche (o meglio i dollari) spesi daranno frutti, o se il Darussafaka rimarrà deluso come Pinocchio con l’albero degli zecchini.

Crediti: DailyBasket.it, Maccabi Tel Aviv, Euroleague