Daft Punk, Arcade Fire, Arctic Monkeys: I migliori album del 2013

Daft Punk
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La redazione di melty.it ha deciso: è “Random Access Memories” dei Daft Punk il miglior album del 2013. Ma anche Arcade Fire con “Reflektor” e Arctic Monkeys con “AM” hanno lasciato il segno.

Random Access Memories - Daft Punk

“Random Access Memories”, quarto lavoro in studio dei Daft Punk è stato eletto dalla redazione di melty.it il miglior album del 2013. E credeteci, il motivo non va affatto ricercato nel fatto che Melty è nato in Francia! Il duo elettronico ha saputo mettere d’accordo non solo la redazione italiana ma critica e pubblico di tutto il mondo. Annunciato nell’aprile del 2013 con il singolo “Get Lucky”, il destino dell’album era in fondo già segnato: con quel sound electro-funk che entra nelle orecchie e non ne esce più, insieme al secondo estratto “Lose yourself to dance” sono diventati presto la colonna sonora della primavera e dell’estate italiana e mondiale. E vogliamo parlare del terzo e per ora ultimo estratto“Instant Crush”? Con la collaborazione di Julian Casablancas degli Strokes e un videoclip davvero originale, i Daft Punk si confermano uno dei punti cardine dell’anno che volge al termine. Non a caso la redazione di melty.it ha votato per ben tre singoli diversi, a testimonianza che con questo album il duo parigino si è davvero superato.

Reflektor - Arcade Fire

Passiamo a uno dei gruppi più misteriosi degli ultimi anni, ovvero gli Arcade Fire che saranno in Italia nel 2014 per due date a Roma e Verona. “Reflektor”, quarto album della band canadese è stato anticipato da vari teaser diffusi online, showcase misteriosi e un anteprima streaming a pochissimi giorni dall’uscita ufficiale. Il singolo “Reflektor” contiene quelle atmosfere haitiane che caratterizzano l’intero lavoro. Tutto l’album fa ampio ricorso ad ogni tipo di strumento che va al di là del trittico basso, chitarra e batteria, come è solito per gli Arcade Fire. In “We Exist” l’uso massiccio degli archi conferisce pennellate di leggerezza ad un pezzo che non perde il ritmo nemmeno per un secondo. “Here comes the night time”, un pezzo all’apparenza semplice e che ricorda una filastrocca nasconde elettrizzanti giri di basso mentre “Normal Person” strizza l’occhio al classic rock anni ’70. Nel secondo disco di "Reflektor" gli Arcade Fire si cimentano in elettronica (“Porno”) e dance (“Afterlife”), senza mai abbandonare ritmi caraibici-haitiani.

AM - Arctic Monkeys

Dopo francesi e “canadesi” è il turno degli inglesi: stiamo parlando degli Arctic Monkeys e del loro album “AM” che coniuga alla perfezione brit, indie e rock. Un album anticipato già a febbraio 2012 con il singolo “Are you mine? ” e poi nel 2013 con “Do I wanna know? ”: due domande che aprono anche l’album e prendono per mano l’ascoltatore e lo conducono tra chitarre calde e ritmi alla QOTSA. Sarà perché sono inglesi, ma pure la storica rivista NME mette “AM” degli Arctic Monkeys al primo posto della classifica annuale, e piazza “Do I wanna know” al terzo posto della classifica “Best track”. Ma a parte i singoli che sono passati in radio e sul web, “AM” è un album da ascoltare per intero, con il rischio di trovarsi di fronte a ballad come “Mad sounds”, dove la voce di Alex Turner ti rapisce, ma anche di imbattersi in un brano ritmato e sfrontato come “Snap out of it”. Imperdibili poi chicche come la versione cantata in acustico da Alex Turner di "Why'd You Only Call Me When You're High? ”, altro brano di punta degli Arctic Monkeys in "AM".

Crediti: Archivio web, Arctic Monkeys, Youtube, daily mail, vevo