Crisi Governo: Ministri Pdl, no a Berlusconi

Silvio Berlusconi
Ecrit par

La spaccatura nel Governo Letta si fa sempre più insanabile, dopo l’ordine di dimissioni impartito da Silvio Berlusconi ai ministri in quota Pdl. Nel partito, però crescono i malumori. Quagliariello: Forza Italia come Lotta Continua.

“Non aderirò alla nuova Forza Italia, se questa sarà una riedizione di Lotta Continua”. Le parole di Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali e senatore del Popolo della Libertà, preannunciano già una spaccatura all’interno del partito di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, che nelle ultime ore ha dato l’ordine ai “suoi” ministri di dimettersi per aprire ufficialmente la crisi di governo, dovrà ora fronteggiare un’inattesa fronda interna. Il rischio-estremismo nel rinnovato movimento è percepito anche da altri esponenti del centrodestra nell’esecutivo di Enrico Letta: “Questa nuova Forza Italia sta dimostrando d'essere molto diversa da quella del '94 (…) Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori. Esprimo il mio dissenso. Io scelgo il bene degli italiani e del nostro Paese”, ha dichiarato il titolare della Salute Beatrice Lorenzin, pur accettando l’invito a lasciare la compagine governativa. Intervenuta alla festa organizzata a Napoli per i 77 anni di Berlusconi, Mara Carfagna ha liquidato così gli "eretici": "Sono fuori dal partito".

Crisi Governo: Ministri Pdl, no a Berlusconi - photo
Crisi Governo: Ministri Pdl, no a Berlusconi - photo
Crisi Governo: Ministri Pdl, no a Berlusconi - photo
Crisi Governo: Ministri Pdl, no a Berlusconi - photo

I malumori serpeggiano anche tra fedelissimi storici dell’ex premier, come il ministro dei Trasporti (e braccio destro di Formigoni in Comunione e Liberazione) Maurizio Lupi: “Così non va. Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti". Nella giornata di ieri, persino Fabrizio Cicchitto aveva espresso seri dubbi sulla scelta di “dimissionare” parlamentari e ministri, che “Non possono essere trattati come delle semplici pedine da manovrare, in modo per di più disordinato, ad opera di pochi dirigenti del partito". Nel mirino dei “dissidenti” pidiellini c’è la cellula dei falchi del partito, guidata dalla Pitonessa Daniela Santanché e orchestrata dalle strategie difensive del legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini. “Alfano deve intervenire”, ha esortato Quagliariello: la crisi, nei fatti, è stata lanciata in difetto di un accordo tra i gruppi di Camera e Senato. E’ atteso, intanto, l’incontro tra il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, anche lui a Napoli per incontri istituzionali, e il premier Enrico Letta. “Ci saranno nuove elezioni solo in assenza di alternative”, ha ammonito il Presidente.

Crediti: Archivio web, tempi.it, Archivi web, zimbio.com