Conclave: I papabili sono Scola, Ouellet e Scherer

Marc Ouellet
Ecrit par

Martedì sera inizia il conclave con il primo scrutinio e fumata alle 19. Da mercoledi due fumate al giorno e quattro scrutini giornalieri. Per Ratzinger si è aspettato lo scrutinio serale del secondo giorno. Ecco i papabili.

Da oggi e per i prossimi giorni conterà solo un numero, il 77. Sono i voti che da domani basteranno per eleggere in Conclave il 266esimo Papa della Chiesa Cattolica. Sulle regole e le date del Conclave melty.it ha scritto nei giorni scorsi. Oggi, alla vigilia dell’inizio, cerchiamo di fare il punto su papabili e ultime novità. Partendo da qui, il portavoce padre Lombardi stamattina è stato chiaro: “Domani c'è da aspettarsi la fumata nera. La prima votazione in Conclave difficilmente ha esito positivo. Nel 2005 - ha ricordato - la fumata arrivò tardi, alle 20,04, ed era nera. Come tutti ricordiamo". Nell’elezione dell’emerito Benedetto XVI, la fumata bianca arrivò il secondo giorno, ovvero nella fumata pomeridiana. Ogni giorno i cardinali voteranno per quattro volte: due la mattine e due la sera. Ci saranno però solo due fumate, una per la mattina e una per la sera. Se il numero magico per eleggere il prossimo Pontefice si raggiungerà nel primo scrutinio, allora il fumo bianco dal comignolo montato in questi giorni sulla Cappella Sistina fuoriuscirà alle 10,30 o alle 17,30. Altrimenti l’orario consueto sarà quello delle 12.00 e delle 19.00.

Negli ultimi giorni, autorevoli vaticanisti sono stati tuti concordi nell’affermare che in questo periodo pre-conclave tra i cardinali sia maturata la convinzione di nominare un uomo di governo, forte però sia nella comunicazione che nello spirito. Nell’elezione di Ratzinger a Papa già dal primo scrutinio uscirono fuori ben 47 voti. Segno evidente di un accordo tra i 115 porporati già prima al voto. In questa elezione, i giochi sembrano meno fatti di allora. L’uomo forte è sicuramente il cardinale Angelo Scola, l’arcivescovo di Milano, uomo di Comunione e Liberazione. Ma insieme a lui sono altri due le personalità che, almeno all’inizio, potrebbero raccogliere numerosi voti. Lo statunitense Timothy Dolan, che potrebbe garantire gli interessi della forte Chiesa americana. E il canadese Marc Ouellet. Non è detto che siano papabili, ma per un gioco di pesi e contrappesi può essere siano usati per inviare un segnale ai cardinali che non vogliono eleggere Scola e magari aspettano un nome forte su cui convergere.

Il profilo giusto potrebbe essere proprio quello di Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile e profondo conoscitore dei meccanismi della Curia, essendo stato sia nella commissione cardinalizia che sovrintende allo Ior (la banca vaticana), che in una commissione sulle attività finanziarie composta da quindici porporati. Gli altri, compreso il cardinale Peter Turckson - il papa nero - o Luis Antonio Tagle (l'uomo della rete) potrebbero essere outsider utili in caso d’impasse. Per un primo giudizio però dobbiamo aspettare la fumata di domani pomeriggio. Alle 18.00 i cardinali entreranno nella Sistina e dopo “l’extra omnes” si inizieranno a capire gli equilibri e le convergenze che regaleranno alla Chiesa il nuovo erede di Pietro.