Cécile Kyenge: Zaia e la Lega attaccano il ministro

Cécile Kyenge
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Dopo le provocazioni della Lega Nord contro il Ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge, il governatore del Veneto Luca Zaia invita il ministro a visitare la vittima della violenza di due ghanesi. Alimentando le polemiche sul razzismo.

Non si placano polemiche e provocazioni a stampo razzista attorno al neoMinistro per l'Integrazione Cécile Kyenge. L'esponente del Partito Democratico, appena nominata dal premier Enrico Letta a capo del dicastero senza portafoglio, è stata bersagliata dai commenti sprezzanti dei parlamentari della Lega Nord. "Non è italiana" è stata l'accusa principale all'indirizzo della deputata-medico di Reggio Emilia e primo ministro di colore della Repubblica, accolto con giubilo persino da Mario Balotelli. L'eurodeputato Mario Borghezio aveva rincarato la dose nei giorni scorsi : "Siamo al governo del bonga bonga. Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo" ha tuonato, riferendosi alla Kyenge. E' di ieri, invece, l'invito del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che approfittando dell'episodio di violenza perpetrato da due ghanesi nei confronti di una donna austriaca a Vicenza, ha lanciato la sua provocazione alla ministra : "Il Ministro vada a rendere visita alla donna. Il Veneto è la prima regione per numero di immigrati regolari, ma chi delinque va espulso. Chi viene da noi deve accettare il principio del rispetto della donna e della sua identità". La chiamata in causa della deputata di origine congolese non è piaciuta ai compagni di partito del Pd : "Zaia fomenta la xenofobia. Non capiamo come Cécile Kyenge debba sentirsi coinvolta nel brutto episodio di violenza" punta il dito la collega alla Camera Margherita Miotto.

Le diatribe nei palazzi della politica non sono paragonabili, tuttavia, ai veleni che circolano sui social network. Negli scorsi mesi erano giunte persino minaccie esplicite verso la Kyenge. Così la sparata su Facebook del segretario comunale della Lega di Nonantola (Modena) Francesco Bellentani, in occasione della festa della donna, commentando il recente ingresso della democratica alla Camera dei Deputati : "Dovremmo fare i kamikaze giapponesi (…) prima del gesto estremo, ucciderne minimo 20 di loro", recitava il post razzista. Di invettive del genere sono pieni siti e forum legati alla galassia dell'estrema destra italiana. La Kyenge, però, non sembra intimorita dalle minacce e non fa marcia indietro sui progetti legislativi che le stanno più a cuore : l'abrogazione della legge Bossi-Fini e, soprattutto, l'introduzione del diritto di cittadinanza per i nati sul territorio italiano, il cosiddetto principio dello ius soli. La battaglia del ministro è appena cominciata.

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