Caserta, Hazell-Ray, Mitchell, Sassari e Reggio Emilia: Il pagellone della 29^ di Serie A

Dejan Ivanov e compagni a un passo dall'impresa
Ecrit par

Ecco il pagellone della Serie A dopo l'14a di ritorno. Caserta quasi salva se la giocherà con Pesaro, Hazell e Ray fanno sognare la Virtus. E mentre Sassari si riprende, Reggio Emilia e Pistoia scivolano.

10 ALLA JUVE CASERTA

La scorsa settimana avevamo celebrato la grinta trascinante di coach Enzo Esposito, questa settimana vogliamo premiare l'intera squadra, consapevoli che, se la prossima settimana la Pasta Reggia compierà l'ennesima impresa a Pesaro, in questa graduatoria bisognerà inventare il voto “11”. I campani, però, se la meritano tutta: dati – giustamente – per spacciati fin dalla fine del girone d'andata, chiuso con una sola vittoria proprio contro la Consultinvest, Mordente e compagni si sono tappati le orecchi e, partita dopo partita, complici alcuni evitabili scivoloni dei marchigiani, hanno messo la freccia proprio in vista del traguardo, facendo a fette la Grissin Bon terza in classifica e mettendosi per la prima volta in stagione nelle condizioni di dipendere da se stessi. Uno “spareggio-salvezza” in trasferta non è certo ciò che si auguravano in casa Juve all'inizio del campionato, ma per come si erano messe le cose è manna dal cielo. E il nuovo verdetto sulla penalizzazione di un punto (atteso per oggi) a seguito del ricorso della società al Consiglio Federale potrebbe aggiungere alle opzioni che valgono la salvezza di Caserta anche una sconfitta con meno di 7 punti di scarto.

Caserta, Hazell-Ray, Mitchell, Sassari e Reggio Emilia: Il pagellone della 29^ di Serie A
9 A JEREMY HAZELL E ALLAN RAY

La scommessa vinta e l'usato sicuro. Con questo azzeccato binomio la Virtus Bologna ha costruito una delle sorprese della stagione, la squadra che, sapientemente guidata da Giorgio Valli, si è subito scrollata di dosso la zavorra dei 2 punti di penalizzazione ed è rimasta per tutto il campionato in zona playoff, mettendoli al sicuro con una giornata di anticipo grazie al meritato successo nello scontro diretto con la Virtus capitolina, l'Acea Roma. La (ex) scommessa, Hazell, ha mitragliato il canestro avversario con ben 8 triple (su 15 tentate) concludendo con 33 punti in altrettanti minuti sul parquet (quasi 16 i punti di media nella sua stagione d'esordio in Serie A), mentre l'usato sicuro, quel Ray che debuttò senza convincere del tutto proprio a Roma ma si è poi costruito una solida reputazione di realizzatore e uomo-squadra nel nostro campionato, ha invece solo sfiorato il trentello, aggiungendovi però 7 rimbalzi per 32 di valutazione. Non sarà ancora all'altezza dei fasti delle Vu Nere di Manu Ginobili (che potrebbe in questi giorni aver chiuso la propria carriera professionistica), ma la società ora guidata da Renato Villalta ha decisamente riacceso gli entusiasmi di Casalecchio.

8 A TONY MITCHELL

Non contento di essersi ormai quasi assicurato il titolo di MVP della Serie A 2014/2015, non contento di aver già regalato i playoff alla neopromossa Aquila Trento a suon di prestazioni da bomber d'altri tempi, Mitchell decide che la sua Dolomiti Energia si merita il quarto posto in classifica al termine della stagione regolare, non un “misero” quinto, e castiga l'Upea Capo d'Orlando a pochi secondi dalla sirena consegnando ai trentini l'ennesima gioia esterna. Un tiro difficilissimo, quello segnato guardia americana, cadendo indietro con le mani di due avversari in faccia, a coronamento di una rimonta che i siciliani sembravano aver scongiurato. Un tiro che – guardando lontano, forse troppo – potrebbe anche valere la semifinale, dal momento che costringerà probabilmente la Dinamo Sassari a giocare tre partite delle (eventuali) cinque dei quarti di finale nel rovente PalaTrento.

Caserta, Hazell-Ray, Mitchell, Sassari e Reggio Emilia: Il pagellone della 29^ di Serie A
7 A JOHNDRE JEFFERSON ED ERIC MAYNOR

La stagione di Varese avrà anche poco significato ormai, ma intanto i ragazzi di Attilio Caja si divertono eccome, in particolare gli americani. E stavolta lo fanno a spese di una squadra che giocava di fronte al pubblico amico, e che aveva molto da perdere in caso di sconfitta (vedi sotto). Ma si sa, nel bene e nel male, gli americani non si fanno coinvolgere molto dalla posta in palio e dall'emotività (almeno da questa parte dell'Atlantico), e allora ecco che Maynor e Jefferson sciorinano 70 punti di valutazione in due: 32 punti, 5 rimbalzi e 11 assist per il primo; 19 punti, 14 rimbalzi, 3 stoppate e 2 assist per il secondo. Prestazioni da stropicciarsi gli occhi per Caja e il suo staff, e che faranno venire non pochi rimpianti al pubblico varesino pensando a ciò che potrebbe essere stato se i due fossero stati pescati in estate, e non a stagione inoltrata. Certo non è difficile ipotizzare da chi la dirigenza ripartirà nella costruzione del roster per il prossimo campionato...

6+ ALLA DINAMO SASSARI

Una vittoria, peraltro in rimonta dopo un primo tempo da incubo, non può spazzare via mesi di alti e bassi e settimane di sconfitte filate. Ma la Dinamo aveva l'urgente bisogno di ritrovarsi prima dell'inizio dei playoff, per evitare di chiudere la stagione in picchiata e dover affrontare la fase più complicata della stagione con un macigno psicologico da sorreggere ad ogni giocata, e ce l'ha fatta tornando alla vittoria di fronte al pubblico amico. Una vittoria, peraltro, di quelle che mandano in fibrillazione il PalaSerradimigni, ottenuta in rimonta contro una diretta concorrente per le posizioni nobili e che varranno la qualificazione all'Eurolega, l'Umana Reyer Venezia. Motivo di sollievo in più, per tifosi e società, il fatto che, oltre al solito Rakim Sanders e all'ormai collaudato Kenneth Kadji, tra i protagonisti ci sia stato l'”amnistiato” Edgar Sosa, che dopo tre quarti in sordina ha cambiato marcia nell'ultima frazione propiziando la fuga decisiva dei biancoblù. I playoff inizieranno comunque in salita, con il primo turno contro Trento probabilmente senza il vantaggio del campo, ma un segnale doveva arrivare e un segnale è arrivato: nessuno potrà fare i conti senza la Dinamo.

Caserta, Hazell-Ray, Mitchell, Sassari e Reggio Emilia: Il pagellone della 29^ di Serie A
5 ALLA GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Presenza fissa di questa rubrica, stavolta la Reggiana si merita una menzione negativa per la pessima prestazione di Caserta. Non ingannino i 10 punti di distacco finale (75-65): lo scarto, all'inizio della ripresa, ha toccato anche i 23 punti, prima che Andrea Cinciarini e qualche altro compagno mai domo riducessero le dimensioni di quello che rischiava di essere un preoccupante tracollo sul campo dell'ultima in classifica. È vero, Caserta aveva particolari motivazioni – appunto – di classifica, la spinta del proprio pubblico e il “fuoco” di un gruppo di giocatori che si rende conto di essere a un passo da una memorabile impresa sportiva, ma le motivazioni della Grissin Bon non erano minori, pur se orientate a un traguardo meno “vita o morte”. Ed è vero anche che alcuni dei ragazzi a disposizione di Max Menetti sono giovani o molto giovani ma, se vogliono davvero recitare il ruolo della grande squadra in questi playoff, simili dimostrazioni di fragilità mentale non sono ammissibili.

4 ALLA CONSULTINVEST PESARO

Per perdere una partita condotta fin dall'inizio ci vuole davvero un certo impegno, ma per perdere una lotta salvezza che sembrava archiviata da settimane ci vuole anche una buona dose di masochismo. La frittata, però, la Consultivest l'ha già preparata, su tutta la linea: un roster con diverse lacune e tardivamente rattoppato, la frettolosa e inspiegabile cacciata di Sandro Dell'Agnello e infine il crollo verticale nelle ultime sette giornate, che si diventeranno otto significheranno retrocessione in A2. Una brutta gatta da pelare per coach Paolini, che sembrava aver risollevato le sorti della squadra ma si trova ora invece, reduce dal brutto KO di Cantù, di fronte a una partita do-or-die da giocare in casa, ma con tutta la pressione addosso e un avversario che porterà con sé lo straripante entusiasmo ritrovato. E non è finita: se la commissione federale giudicante restituirà un punto in classifica alla Juve Caserta accettando il suo ricorso, a Bernardo Musso e soci servirà una vittoria con 8 punti di scarto.

3 ALLA GIORGIO TESI GROUP PISTOIA

Un crollo emotivo. Solo così si può spiegare la debacle dei toscani in quel PalaCarrara che in molte occasioni, anche nella scorsa stagione, è stato un fortino inespugnabile persino per le squadre più equipaggiate. Forse coach Moretti e il presidente Maltinti li hanno caricati troppo, forse i pur volenterosi giocatori della GTG non sono effettivamente all'altezza delle “sorelle” che giocheranno i playoff, o forse è stato semplicemente un episodio. Doloroso, inopportuno, potenzialmente fatale per le aspirazioni di Daniele Cinciarini e compagni, ma un episodio. Fatto sta che Pistoia si è arresa nettamente alla (teoricamente) demotivata Varese, trascinata dalle superbe prestazioni dei due americani sopra citati ma enormemente facilitata dalla serata no dei toscani, che al riposo inseguivano già a 23 lunghezze di distacco. Ora i playoff sono quasi svaniti, appesi alla speranza che Cantù perda a Roma e che al contempo la Giorgio Tesi sbanchi Milano. Un traguardo mancato al fotofinish che non sminuisce l'ottimo lavoro svolto anche quest'anno da Paolino Moretti su un gruppo nuovo e in gran parte inesperto, ma che non può non lasciare molto amaro in bocca alla caldissima tifoseria pistoiese.

Crediti: Legabasket, Juve Caserta