Carlo Tavecchio: Chi è il candidato alla Federcalcio accusato di razzismo

Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC
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Attualmente presidente della Lega dilettanti, Carlo Tavecchio è il candidato forte per la presidenza della Federcalcio. La sua gaffe razzista ha scatenato le polemiche: dovrebbe abbandonare la corsa alla più alta poltrona del calcio?

Carlo Tavecchio, presidente della Lega dilettanti italiana, è il candidato forte alla presidenza della Federcalcio italiana. In contrapposizione alla candidatura di Demetrio Albertini, appoggiato dall’associazione calciatori e dal sindacato degli allenatori, Tavecchio è il nome ufficiale, tra gli altri, della Lega di serie A. Negli ultimi giorni però, più che il suo programma di modernizzazione del calcio italiano, al centro dell’attenzione mediatica è finita la gaffe di Carlo Tavecchio sugli 'africani mangia-banane' di venerdì scorso, quando dichiarò: “Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così”. Una frase, questa di Tavecchio, che ha suscitato polemiche non solo nel mondo del calcio, ma anche presso le istituzioni politiche italiane.

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Carlo Tavecchio: Chi è il candidato alla Federcalcio accusato di razzismo

Ma chi è Carlo Tavecchio e perché si è ritovato ad essere il candidato più autorevole per la carica più alta del calcio italiano? Nato a Ponte Lambro, in provincia di Como, nel 1943, Tavecchio è un politico e dirigente sportivo. Ha ricoperto, nel suo paese natale, il ruolo di sindaco per circa 20 anni dal 1976 al 1995, come esponente della Democrazia Cristiana. Fonda nel 1974 la Polisportiva di Ponte Lambro, e comincia a fare carriere nei quadri dirigenziali della Lega dilettanti, fino a diventarne presidente nel 1999 (carica che tutt’ora ricopre). Ma il suo curriculum non si esaurisce qui: dal maggio del 2007 aggiunge al suo ruolo quello di vice-presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio durante il mandato di Giancarlo Abete. Ma oltre alle sue cariche professionali, Carlo Tavecchio vanta anche delle esperienze meno gloriose con la giustizia, essendo stato processato e condannato cinque volte per diversi reati tra cui evasione fiscale, abuso d’ufficio e altri reati.

Nel luglio scorso, dopo la disastrosa spedizione della Nazionale (seguita dalle dimissioni di Abete da presidente della Federcalcio e di Prandelli da commissario tecnico) decide di candidarsi per il ruolo di presidente federale. Lo scorso 25 luglio, però, la sua candidatura subisce un’incrinatura di consenso per via della sua gaffe, tanto che su twitter impazza l’hashtag #noTavecchio creato ad hoc per impedirne l’elezione. Dopo l'uscita infelice, infatti, sono molti gli esponenti del calcio a indignarsi per la frase giudicata di stampo razzista. Primo tra tutti Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, che dichiara: “Sono sconcertato dalla frase di Carlo Tavecchio su Opti' Poba' e le banane. Ma non so se essere ancora più allibito dal silenzio che le ha circondate”. Ma anche dal mondo politico si sono alzate voci contro Carlo Tavecchio e la sua dichiarazione, tra cui anche il premier Matteo Renzi, il quale bolla la gaffe “Un clamoroso autogol”, per poi comunque specificare che “Il governo rispetta l’autonomia delle istituzioni sportive”. Nelle ultime ore anche la Fifa ha preso una posizione contraria alla candidatura di Tavecchio, invitando gli organismi del calcio italiano a riflettere sulla possibile elezione.

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