Cannes 2016, Steven Spielberg: 'Cinecomic? Il vero futuro sono le serie tv' (intervista)

Steven Spielberg in BFG
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Intervistato a Cannes, Steven Spielberg ci ha parlato del suo Gigante Gentile, dell’amicizia che lo lega a Mark Rylance e della sua ossessione per le serie tv.

(Di Anna Verrillo) A vederlo così, gioviale e cortese come un 70enne qualsiasi, quasi si fa fatica a credere che questo signore occhialuto che parla ai giornalisti come fossero suoi amici di vecchia data sia uno dei padri del cinema contemporaneo, la mente (e la mano) che si cela dietro capolavori senza tempo come ‘E.T’ o ‘Incontri Ravvicinati del terzo tipo’. Steven Spielberg è arrivato a Cannes per presentare ‘BFG’- Il gigante gentile' (qui la nostra recensione), il film tratto da un racconto di Roald Dahl che ha rappresentato per lui una delle sfide più difficili mai affrontate in carriera: “ Questa pellicola è la mia versione personale del romanzo, ed è una versione di cui vado molto fiero. Ci tenevo ad avere anche il sostegno della famiglia dello scrittore, abbiamo lavorato insieme a tutti i cambiamenti dello script, e quando è arrivata la loro benedizione mi sono sentito soddisfatto. Era l’unica chiamata che aspettavo”. Un film molto personale quello di Spielberg, apparso molto emozionato durante la proiezione per il pubblico, che sulla croisette lo ha salutato con l'ennesima standing ovation: “Ha significato molto per me l’ovazione per BFG. Mi sono commosso perché la persona per cui ci sarebbe dovuto essere l’applauso, Melissa (ndr sceneggiatrice del film che aveva lavorato con Spielberg anche per E.T) non era lì”.

Il mio amico Mark

Melissa Mathison, prematuramente scomparsa a causa di un tumore neuroendocrino, non era al suo fianco, ma con Steven c’era Mark Rylance, protagonista della pellicola e suo nuovo attore feticcio: “Mark è perfetto per i film che faccio. Nel caso di BFG mi hanno colpito i suoi occhi, nei quali vedo un uomo che ama la vita, la famiglia e l’ arte. Mark ha degli occhi sono magnetici: lo vedi nella vita reale così come nel film, e ti viene voglia di adottarlo”. E lui, almeno simbolicamente, ha già adottato nella sua famiglia cinematografica questo simpatico 56enne inglese, con cui condivide molte esperienze di vita: “Da adolescente ero il ragazzo più solo del mondo, proprio come BFG: non perché non fossi amato dalla mia famiglia, ma perché ero isolato a scuola, dai miei coetanei, vivevo in disparte. Ho scoperto che anche Mark ha vissuto la stessa situazione, era troppo timido per crearsi amicizie e socializzare. Questo tipo di situazione ci ha portati a legare subito, cosa che non mi accade di frequente sul set, perché si fa tutto insieme per molti mesi e poi ci si perde di colpo. Sono pochissime le persone che restano nella mia vita, e lui è uno di loro".

Steven Spielberg e il cast di BFG
Steven Spielberg e il cast di BFG
Cinecomic? No grazie

Da profondo conoscitore dell’industria cinematografica qual è, prima ancora che regista, Steven Spielberg ci ha tenuto anche a dire la sua sulla situazione attuale in cui versa la settima arte: “Ad Hollywood in questo momento c’è una vera e propria implosione, non si può contare su un unico genere per sostenere un’intera industria. Mi riferisco ai cinecomic, che continuano ad essere prodotti in quantità industriale, ma che rappresentano un genere che si estinguerà, come accaduto per i western o i noir. Ad ogni modo la Disney ha compiuto una mossa molto intelligente investendo sulla Marvel, perché in questo momento rappresenta il filone più redditizio”. Se nel settore cinematografico le idee scarseggiano, non si può dire lo stesso delle serie tv, di cui Spielberg si è dichiarato un vero appassionato: “ La tv sta vivendo una vera e propria golden age e può contare su una scrittura fantastica. In molti casi sono sceneggiatori che vengono dal teatro che se ne occupano, e che stanno facendo un ottimo lavoro. Adoro ‘The Americans’, Bloodline e Tansparent, per non parlare di The Night manager. La mia preferita rimane comunque The Girlfriend experience: io e mia moglie ci siamo seduti e ne abbiamo guardato 10 ore di seguito. Qualcuno dei miei collaboratori ogni tanto mi rimprovera ‘cosa fai ancora davanti alla tv? Vai a lavoro’, ma non nascondo che studiare quello che fanno gli altri, a volte serve anche a me per trovare ispirazione”. E se lo dice Spielberg, bisogna credergli.

Crediti: Jeffrey Mayer, Getty Images, youtube, Samir Hussein