Bloodborne vs The Order 1886: La grafica sconfitta dal gameplay

Ps4: Bloodborne vs The Order 1886, qual è il migliore?
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Con l'uscita di Bloodborne su PS4 e quella di The Order 1886, è facile perdersi in confronti tra le due esclusive per la console Sony. Le recensioni però parlano chiaro: nonostante i difetti tecnici, l'RPG di From Software è un vero capolavoro.

Con l'arrivo del 2015 era naturale attendersi che le due console di nuova generazione a marchio Sony e Microsoft calassero i primi assi del loro - si spera - nutrito mazzo, soprattutto dopo un anno piuttosto povero di esclusive di un certo rilievo. La prima a sganciare quella che sarebbe dovuta essere la vera bomba action di questi mesi è stata PlayStation 4, che ha visto approdare sui suoi potenti chip The Order 1886. Come saprete però, lo shooter di casa Ready at Dawn non è riuscito a conquistare a pieno pubblico e critica, mostrando il fianco a tutta una serie di polemiche e rimproveri. Vuoi per la sua non esaltante longevità, vuoi per il gameplay fin troppo lineare, vuoi ancora per una sfida quasi inesistente, le recensioni di The Order 1886 non rispecchiano l'investimento massiccio di Sony nella sua prima esclusiva dell'anno. Certo, grafica e tecnicismi rendono assolutamente onore a PS4, ma ci si aspettava - a ragione - molto di più per un prodotto tanto pubblicizzato ed elogiato in fase di sviluppo.

E se The Order 1886 ha scatenato la furia di parte dell'utenza, un altro gioco è invece riuscito a mettere tutti d'accordo. Parliamo di Bloodborne, action RPG targato From Software e Hidetaka Miyazaki, il "papà" di Demon's Souls e della serie Dark Souls. Un titolo che, senza virtuosismi tecnici, è già definito come un capolavoro a tutto tondo. Probabilmente non si può parlare di vera killer application per PS4, considerata l'esperienza particolarmente brutale e "hardcore" tanto cara a Miyazaki non adatta a tutti i gamer, ma di certo siamo di fronte ad un gioco che mette sul piatto sostanza di una certa caratura (PS4: Bloodborne, uscita, day one rotto, polemiche e recensioni). Ambientazioni, scelte di design, sistema di combattimento, stile e sviluppo del personaggio distruggono ogni difetto grafico o calo di frame rate. Bloodborne è così, riesce a farci dimenticare ogni polemica su risoluzione e comparto visivo, catapultandoci in un meraviglioso incubo vittoriano. Che sì, è la stessa epoca scelta da The Order 1886 per mettere in scena la storia dei suoi Cavalieri, ma che si declina in deviazioni fantasy ben diverse. Le 7 ore scarse confezionate dai ragazzi di Andrea Pessino nulla possono contro un "mostro" digitale del genere.

Non fraintendeteci, in un certo modo chi vi scrive è riuscito ad apprezzare The Order 1886. Ho amato la trama - nonostante sul finale si perda e sia di fatto piuttosto "telefonata" -, ho apprezzato la cura con cui sono stati realizzati dettagli apparentemente insignificanti, così come mi sono più volte soffermato ad ammirare senza meta alcuni degli scorci di gioco tra un capitolo interattivo e l'altro. Eppure, le appena 4 ore - le prime di un lungo percorso - trascorse in Bloodborne sono riuscite a farmi dimenticare ogni prodigio grafico di Ready at Dawn, ogni sillaba pronunciata da Sir Galahad e dal buon La Fayette. E' inevitabile, anche in una generazione da cui è lecito pretendere uno sforzo visivo vicino all'eccellenza, del "ciccioso" gameplay è destinato sempre a vincere. Pure senza uno spot da milioni di euro durante l'ultimo Super Bowl.

Crediti: From Software, Ready at Dawn