"Birdman" - Iñárritu - RECENSIONE

Riggan Thomson (Micheal Keaton) vs Mike Shiner (Edward Norton)
Ecrit par

“Birdman” di Alejandro Inarritu ha aperto la 71^ Mostra del cinema di Venezia. Un capolavoro con un finale deludente, che per la sua drammaticità offusca le efficaci riflessioni del meta-teatro del regista messicano.

(a Venezia) New York, come seconda quinta di un film che è teatro dentro al film. Una colonna sonora composta da puri assoli di batteria jazz. Una regia magistrale, impostata su una decina di piani sequenza (senza stacchi, scene girate in ordine cronologico), che ha costretto gli attori a un lavoro estenuante e rischioso. Bastano questi tre motivi per andare a vederlo al cinema: “Birdman” di Gonzalo Inarritu è per lunghi tratti un capolavoro, non in grado di sorprendere come le precedenti opere del regista messicano (pensiamo a “Babel” e “Amores Perros”), ma che colpisce per l'originalità della messa in scena e le due riflessioni portate avanti nella prima parte del film: la dicotomia tra la fama e il talento; quella tra il cinema hollywoodiano e il teatro di Broadway. Il finale, in cui la tragedia si mescola al sogno, delude perché ci allontana da quelle riflessioni, nel goffo tentativo di piacere all'Academy che conferirà i prossimi premi Oscar.

Altri articoli su Festival Venezia 2014Festival Venezia 2014: Diretta tv e streaming, come seguire la MostraFestival Venezia 2014: "Birdman" infiamma TwitterFestival Venezia 2014: Il programma completo con Emma Stone, Andrew Garfield e James Franco

La trama

Riggan Thomson è un ex attore di Hollywood, perseguitato dal suo alter ego, “Birdman”, l'eroe cinematografico degli anni 90 che lo ha reso celeberrimo. Dopo il terzo sequel del film, insegue una strada che possa dimostrare a se stesso e al pubblico il suo vero talento da attore. Per questo inscena “Di Cosa parliamo quando parliamo d'amore? ”, una pièce di Raymond Carver in cui recita anche Mike Shiner, attore di teatro brillante e consumato, eccentrico e presuntuoso, fonte di mille guai per il più vecchio collega proveniente dal luna park californiano. Tra mille peripezie e grazie al sostegno della moglie, del suo assistente e di una figlia bistrattata, Thomson riuscirà nell'intento di piacere al pubblico, ma non di piacere a se stesso. Del suo personaggio emergono tormenti, frustrazioni, e la rabbia amplificata dai poteri soprannaturali ereditati dal suo “Birdman”, la voce fuori campo che lo tortura.

I protagonisti

Più che per l'interprete di Thomson Michael Keaton, che sulla pelle visse già l'interpretazione di un vero supereroe, il Batman di Tim Burton a cavallo tra gli anni 80 e 90, noi scommettiamo su un Oscar ad Edward Norton come miglior attore non protagonista. L'arrivo di Mike Shiner sul palco del teatro St James, dove si svolgono le riprese, stravolge completamente la vita di Riggan. Mike lo umilia, lo inchioda al suo passato da buffone mascherato, lo batte in interpretazione, arriva pure a farsi sua figlia (un'ottima Emma Stone appena uscita dal rehab). Le lunghissime sequenze one-shot inquadrano dialoghi dal sapore intenso, quali il confronto tra i due attori sul concetto di fama e talento, lo scontro tra Riggan e la critica cinematografica del “New York Time”, decisa a distruggere la sua pièce teatrale già prima di averla vista, “Perché odio tutto quello che lei rappresenta”. La missione di Riggan è impossibile, il passato lo ossessiona e il suo “Birdman” sta a là a ricordargli la ricetta: “Qui ci vuole un po' di buona vecchia pornografia apocalittica”.

Capolavoro per tre quarti

“Birdman”, che ha scatenato subito l'entusiasmo della twittersfera italiana, scade proprio quando la pornografia hollywoodiana si impossessa del film: in un volo improbabile, nell'estemporanea apparizione di mostri e distruzioni, che per quanto frutto della mente onirica del protagonista interrompono quello splendido viaggio che lo spettatore ha finora svolto nella sua stessa mente. “Volevo che il pubblico sentisse in prima persona la claustrofobia vissuta dall'attore nella sua mediocrità”, spiega Inarritu in conferenza stampa. Intenzione più che riuscita, visto che grazie a “Birdman” viviamo dall'interno tante altre cose: la rivalità tra il teatro newyorchese e il cinema hooliwoodiano; il rapporto tra gli attori e la stampa; la follia e l'assenza di pudore di chi popola lo showbiz; l'eterna insoddisfazione dell'artista. E' un film costruito con una minuzia tale da non riuscire a trovare un finale all'altezza. Inarritu affronta temi concreti e vira bruscamente al fantastico, quando è troppo tardi. (Nicola Accardo - Twitter nicola_accardo)

"Birdman" - Iñárritu - RECENSIONE
EMMA STONE: "Guardando il film si sta davvero dentro la mente di Riggan, è un viaggio transitorio tra personaggi reali o inventati dalla sua testa. Ho imparato tantissimo, quando sono finite le riprese del film avevo voglia di tornare e rifarlo. ‘’
MICHAEL KEATON: "La cosa più appassionante degli attori teatrali protagonisti è che vogliono uscire da una situazione di confort, cercano il rischio e la paura. Questo film è audace, è pazzo. Il mio personaggio è nobile e straordinariamente patetico allo stesso tempo". ‘’
GONZALO INARRITU: " Tutti hanno un Birdman nella propria vita, il nostro ego rimane sempre con noi e dobbiamo dominarlo. ‘’
Crediti: Birdman/Fox