Better Call Saul: Commento e recensione della prima stagione

Jimmy e Chuck McGill
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La prima stagione di Better Call Saul si è appena conclusa. Abbiamo avuto modo di conoscere Jimmy McGill e la nascita del Saul Goodman di Breaking Bad. Leggi recensione e commento della prima stagione.

Dopo dieci episodi ricchi di momenti importanti e grandi colpi di scena si è ufficialmente conclusa la prima stagione di Better Call Saul. Dopo recap, spoiler e commento del season finale “Marco” abbiamo deciso di proporvi il nostro giudizio su questa prima stagione nel suo complesso, quella che ci ha riportati nel mondo che tanto abbiamo amato in Breaking Bad. Quella proposta da Vince Gilligan e Peter Gould è stata senza dubbio televisione di altissima qualità. Non che avessimo dubbi, ma rivedere per la seconda volta quella qualità che avevamo avuto modo di ammirare nella serie originale ci ha fatto infinitamente piacere. Non ci dilungheremo in lodi sperticate su qualità di regia, fotografia, colonna sonora e scelte stilistiche, ma è giusto sottolineare che queste hanno ancora una volta raggiunto la perfezione quasi assoluta. Si può discutere su alcune di queste scelte, ma sarebbe impossibile non notare la cura maniacale in ogni dettaglio estetico e realizzativo di questa produzione. Ogni singola inquadratura è stata simbolo palese di una serie tv infinitamente curata e capace di parlare anche con un solo fotogramma, con attori altrettanto preparati e incredibili nei loro ruoli. É stata una sorpresa scoprire Bob Odenkirk in una veste parzialmente inedita e dalle forti tinte drammatiche, ben diversa da quella volutamente scanzonata e leggera vista nella serie originale.

Better Call Saul: Commento e recensione della prima stagione

Senza ombra di dubbio questo Better Call Saul è stato una serie profondamente drammatica e tragica sino al midollo. Non sono mancati dei gustosi e incredibilmente ben riusciti siparietti comici, ma sono stati l'eccezione in una storia tragica e per certi versi terribile, con episodi molto più leggeri e meno violenti rispetto a quelli visti nell'epopea di Walter White, ma comunque dalle fortissime tinte oscure. Chi si aspettava un prodotto di intrattenimento più leggero e facilmente godibile si sarà fin da subito dovuto ricredere. Gli elementi base della serie, pur se utilizzati in modo diverso, sono stati molto simili a quelli di Breaking Bad. Molto lento e riflessivo il ritmo della narrazione, con pochi eventi raccontati con dovizia di particolari e un maniacale interesse verso l'aspetto più intimo della vita di tutti i protagonisti. Ognuno di essi è stato indagato e approfondito sino al profondo, con particolare attenzione, naturalmente, per Jimmy, suo fratello Chuck e Mike. Sono stati quindi assolutamente fisiologici alcuni cali di ritmo e dei piccolissimi giri a vuoto di alcuni eventi, ma in tutto il percorso di questa prima stagione non si è mai perso di vita lo scopo principale: raccontare le origini, esterne ma anche morali, di Saul Goodman. In questo Better Call Saul è stato perfetto nel suo sviluppo. Ogni tassello è stato inserito al posto giusto e nel momento giusto, in una narrazione organica costruita come un gioco ad incastri quasi perfetto.

Better Call Saul: Commento e recensione della prima stagione

Anche l'elemento apparentemente più insignificante ha acquisito con il tempo importanza ed è andato ad inserirsi in un mosaico perfetto e in un disegno corale assolutamente inattaccabile. Dopo due puntate al cardiopalma con il mondo della criminalità in primo piano si è passati ad una lunga introduzione nel mondo di Jimmy McGill e nella sua vita, con una parte centrale più corposa che si è concentrata sulla voglia del protagonista di emergere e che ha trovato il suo apice nella risoluzione del caso Kettleman per poi passare agli episodi finali con il colpo di genio della grande class action. Tutti eventi che hanno permesso al protagonista, vero motore di tutti gli eventi, di crescere ed evolversi, diventando poi quello che tutti ci saremmo aspettati. Sorprendente e ottimamente realizzata anche la storyline dedicata a Mike, protagonista assoluto del miglior episodio della stagione, quel “Five-O” che ci ha svelato tutto il suo passato. Se un difetto in tutto questo dobbiamo trovarlo risiede forse nell'introduzione di tutta una serie di personaggi criminali, come Nacho Varga o Tuco Salmanca, che alla fine si sono dimostrati quasi del tutto inutili. Probabilmente ci si aspettava sin dall'inizio una direzione diversa che invece gli autori hanno deciso di trascurare per concentrarsi su altro e su una storia più prettamente “legislativa” e meno criminale. Siamo comunque sicuri che la loro introduzione non sia arrivata per caso e che alcuni di questi torneranno come potenziali clienti del “nuovo” Jimmy McGill.

Better Call Saul: Commento e recensione della prima stagione

In definitiva questo Better Call Saul si candida a pieni voti come uno degli esordi migliori di questo 2015 e come uno degli spin-off meglio realizzati di sempre. Il paragone con Breaking Bad c'è e continuerà ad esserci sempre: i punti in comune e le citazioni sono molteplici, ma paragonare le due serie dal punto di vista qualitativo è per ora un esercizio quasi inutile. Serviranno ancora numerosi episodi per valutare nel complesso questo spin-off e anche in quel caso non crediamo che Saul Goodman possa raggiungere la complessità e la bellezza delle avventure di Walter White. Detto questo ci siamo trovati davanti ad una prima stagione più che convincente, che ci è piaciuta in quasi tutti i dieci episodi e che ci fa ben sperare per la seconda stagione e per il futuro. Better Call Saul non ha niente a che vedere con un semplice revival dei fasti di una delle serie più belle degli ultimi anni. Si tratta di un prodotto autonomo e di altissimo livello, con una dignità artistica propria e una storia da sviluppare con autonomia. Peter Gould e Vince Gilligan ci hanno creduto e hanno dimostrato di poter creare qualcosa di bello e autentico senza alcun timore reverenziale. Hanno deciso di percorrere la loro strada e per ora lo hanno fatto nel migliore dei modi, con la consapevolezza di avere tra le mani personaggi dalle enormi potenzialità. Parte di questi pregi ci sono stati ampiamente mostrati in questa prima stagione. La sensazione è che abbiamo ancora tante grandi cose da vedere.

Manuel Lai

Crediti: AMC, Archivio web