Bersani e Bindi: Dimissioni, Prodi rinuncia

Pier Luigi Bersani PD
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Pd nel caos. Pierluigi Bersani ha annunciato le dimissioni dopo l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Si dimette anche Rosy Bindi: "è stata una giornata drammatica". Prodi si ritira dalla corsa al Quirinale.

Il voto fatale. Dopo la mancata elezione al quarto scrutinio di Romano Prodi a Presidente della Repubblica, Pierluigi Bersani ha annunciato le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico. "Le mie dimissioni saranno operative un minuto dopo l'elezione del Presidente della Repubblica", ha detto il segretario Bersani all'assemblea del Pd, come riportato dall'Unità. Le dimissioni di Bersani arrivano dopo quattro scrutini fallimentari, e la mancata elezione di Romano Prodi per 109 voti (395 preferenze su 504 necessarie): "Abbiamo prodotto una vicenda di una gravità assoluta - ha continuato Bersani - I nostri dirigenti hanno applaudito Romano Prodi all'unanimità, poi uno su quattro di noi ha tradito". Anche la presidentessa del Partito Democratico, Rosy Bindi, in carica dal 2009, ha annunciato le sue dimissioni. Dimissioni che sarebbero già state annunciate il 10 Aprile a Bersani, e rese pubbliche solo la sera di venerdì 19 Aprile, in quello che verrà ricordato come il giorno di maggior confusione e anarchia della storia del Partito Democratico.

"Noi da soli il Presidente della Repubblica non lo facciamo" ha detto Bersani all'assemblea, come a voler tendere una mano agli avversari politici, quando ormai è il Pd ad avere urgente bisogno di un appoggio esterno per non implodere definitivamente. "Quella di oggi è stata una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri" ha continuato Bersani. Per le prossime votazioni il Pd dovrebbe votare scheda bianca, come il Pdl, in attesa che emerga un'altra candidatura in grado di mettere d'accordo le diverse forze politiche. Le dimissioni di Bersani e di Rosy Bindi lasciano il Pd nel caos, ma potrebbero rendere possibile in extremis un accordo con Beppe Grillo sul nome di Stefano Rodotà. I consensi per il candidato del Movimento Cinque Stelle, al quarto scrutinio, sono stati 213, 51 in più dei grandi elettori del Movimento di Beppe Grillo. I voti "extra" sono stati quasi sicuramente del PD: appare poco probabile una defezione all'interno di Sel, mentre il Pdl non ha partecipato alla votazione. Per il quinto scrutinio si prevede un testa a testa tra Stefano Rodotà e Annamaria Cancellieri - candidata di Scelta Civica. Bersani accetterà la mano tesa di Beppe Grillo, ora che non ha più nulla da perdere?

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